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Comencini: «Basta liste civiche, torniamo a confrontarci tra partiti»

INTERVISTA – Il deputato e consigliere comunale della Lega detta agli alleati veronesi le regole di Salvini per le elezioni comunali del 2022

INTERVISTA. La Lega l’ha messo al centro del percorso che deve portare dritto alle amministrative del 2022. Sarà lui, Vito Comencini, deputato e consigliere comunale, affiancato da due vicesegretari – il senatore Paolo Tosato e il vicesindaco Luca Zanotto – a dover dettare le regole del partito di Matteo Salvini agli alleati nel percorso che porta al rinnovo dell’amministrazione comunale di Verona. Partendo da un dato: nulla è scontato. A partire dalla candidatura bis di Federico Sboarina.

– Comencini, che anno sarà questo che ci separa dal voto?

Comencini. «Sarà un anno difficile, nel quale dobbiamo lavorare per uscire dalla crisi prodotta da questa pandemia. Non possiamo permetterci di perdere tempo o di farci distrarre, l’obiettivo è rilanciare una città che inevitabilmente sta pagando il prezzo di quest’ultimo anno e mezzo. Serve l’aiuto di tutti, e infatti anche le minoranze stanno collaborando, come hanno fatto sul bilancio».

– Sì, certo. Ma intendevo come pensa di preparare il terreno in vista del voto per le amministrative.

Comencini. «Credo sia necessario riportare i partiti al centro del confronto. Ecco perché all’interno del centrodestra a Verona bisogna riaprire una discussione seria. Su tutto, a partire dagli stessi valori fondativi della coalizione. I partiti devono riprendersi il loro spazio, senza lasciare troppo terreno a liste civiche che rischiano di complicare le cose e a volte diventano strumento per scavalcare i partiti stessi».

Vito Comencini

Vito Comencini

– Messa in questo modo sembra un attacco diretto a Battiti, o a Verona Domani. Che sono la spina dorsale della maggioranza dell’attuale sindaco. È così?

Comencini. «No, non mi riferisco a nessuno in particolare. Dico solo che i partiti devono ritrovare il loro spazio, e dare il giusto valore alla politica, altrimenti si finisce come i 5 Stelle che dovevano aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e non mi pare ci siano granché riusciti. Quanto a Verona, ci sono tante civiche che girano, si lasciano, si rimettono insieme. Troppe. Il centro destra è fatto di partiti e di valori, non di civiche. Ed è da lì che dobbiamo ripartire».

– Tra i partiti del centrodestra ci sarebbe anche Forza Italia. Che però in questo momento a Verona si ritrova un po’ di qua e un po’ di là. Come vi ponete con Forza Italia?

Comencini. «Forza Italia è una componente importante del centrodestra. Certamente noi abbiamo intenzione di dialogare con Forza Italia, però lo faremo con chi ha il simbolo del partito. Tutto il resto non ci interessa. Certo, ammetto che all’interno di Forza Italia la situazione, in questo momento, è un po’ confusionaria. Proprio per questo anche il sindaco Sboarina dovrebbe cercare di mettere ordine. Credo che spetterebbe anche a lui dire una parola in tal senso».

Vito Comencini

Vito Comencini

– Come sono stati questi quattro anni con Sboarina? Come li ha vissuti la Lega?

Comencini. «Ci sono stati alti e bassi come ci sono in qualsiasi amministrazione. Visioni e punti di vista diversi. Succede. E quando è successo, abbiamo sempre cercato di portare avanti le nostre idee. Ne dico una su tutte: la battaglia per togliere Agsm dalle grinfie di Milano favorendo invece la fusione con la vicentina Aim. Quella è una battaglia che rivendico, e la considero una vittoria della Lega».

– Esperienza da ripetere, quindi? Centrodestra unito al voto del 2022?

Comencini. «C’è tempo per pensarci, ci sono molti passaggi da seguire, ci sono le elezioni in Provincia e in alcuni comuni della provincia nelle quali testare la tenuta della coalizione. Senza contare città come Milano e Roma che andranno al voto in autunno e che serviranno anche quelle a capire bene certe dinamiche».

Vito Comencini

Vito Comencini

– Ma la Lega si sentirebbe di rivendicare un suo candidato?

Comencini. «Inutile negare che la Lega ha un peso specifico importante a Verona. Abbiamo una filiera, per così dire, che non è possibile sottovalutare. E che qualcosa conta. Ma in questo momento non rivendichiamo niente, lo ripeto ancora una volta, dobbiamo confrontarci e dialogare all’interno dei partiti che formano la coalizione di centrodestra».

– Parliamo un attimo dell’altro fronte: se Flavio Tosi, per esempio, trovasse un accordo con il centrosinistra e ripetesse un po’ l’operazione Sironi, magari anche con l’aiuto di una parte di Forza Italia, che nel 2002 portò a palazzo Barbieri Paolo Zanotto?

Comencini. «Non credo siano situazioni paragonabili. È tutto diverso. L’unica cosa certa è che Tosi è già da un po’ che prova a fare accordi con la sinistra. Ma fin qui gli è sempre andata male mi pare».

– Comencini, dica la verità: quante probabilità ha Sboarina di essere il candidato sindaco del centrodestra il prossimo anno?

Comencini. «Non sono un veggente, come faccio a dirlo. E in questo momento è evidente che non mi posso nemmeno sbilanciare più di tanto. Certo, poi sarebbe anche logico e naturale che lo stesso Sboarina dicesse quali sono le sue intenzioni per il futuro».

Carlo Garzotti





 

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Giornalista professionista, collabora con giornali, riviste e testate web di Verona e nazionali. In città ha coordinato la redazione del settimanale L'Adige di Verona, ed è tra i fondatori della testata all news VeronaSera, della quale è stato anche direttore responsabile. Scrive di politica, attualità, economia, sport, e di tanto altro ancora. carlo.garzotti@gmail.com

2 Comments

2 Comments

  1. Francesco Premi

    26/05/2021 at 12:33

    Interessante il refrain di un Tosi “sinistrato” sulla sua terza per palazzo Barbieri. Però se le parole hanno ancora un peso, e dal momento che 1) Verona in Comune e Michele Bertucco hanno da sempre escluso ogni accordo con le destre che hanno amministrato Verona negli ultimi 15 anni; e che 2) Traguardi non più tardi di una decina di giorni fa ha detto esattamente la stessa cosa per bocca del suo consigliere comunale Tommaso Ferrari (“Pensiamo davvero che la Verona del post pandemia possa ripartire dalla stessa classe politica che l’ha amministrata negli ultimi 15 anni?”) è chiaro che l’unico appiglio possibile di Tosi nel centrosinistra veronese – ammesso e non concesso che sia davvero così – sia il PD Verona. Da cui mi auguro arriverà però presto una definitiva smentita di tali prospettive, lasciando finalmente così la fascinosa idea di un nuovo Tosi progressista nell’unica forma che merita: un semplice sogno nel cassetto di – spero – pochi.

  2. ODC

    26/05/2021 at 15:35

    Comencini: ha spesso l’espressione corrucciata, di uno che sta per sottoporsi a una colon scopia.
    Alterna in questa intervista cose sagge: la Lega è certamente il partito più radicato a Verona : perchè mai dovrebbe intorbidirsi con delle civiche ?
    Fa dichiarazioni coraggiose: bisogna riportare al centro del dibattito i partiti.
    Poi scivola sulla buccia di banana: AGSM : sono stati loro . E’ colpa loro se AGSM già malmessa con gli assett si è sciolta nell’acido con una commerciale come AIM.
    Per non dire del Presidente : appena “trombato ” alle regionali subito rimesso in sella .
    Però il vero problema è un altro . E qui il triste onorevole non dice nulla : chi spiega alla città che una dozzina di consiglieri ha cambiato più che casacca , poltrona?
    Ipse dixit : ” Questo presidente della Repubblica , lo posso dire? Mi fa schifo”
    Si, può dirlo , in Democrazia tolleriamo anche questo.

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