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Il Vangelo

La festa della Pentecoste ci insegna ad essere uniti nella diversità

Lo Spirito è quella energia interiore misteriosa che ti dà il coraggio di camminare e di continuare a guardare con speranza il futuro.

Dal Vangelo di Marco
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». Giovanni 15,26-27; 16,12-15

È la festa di Pentecoste. Pentecoste è una parola greca, pentékostés, che alla lettera significa “cinquantesimo giorno”. Segna i 50 giorni dopo la Pasqua. Per gli Ebrei era la festa della mietitura. Per i cristiani è la festa della nascita della Chiesa. Papa Francesco l’ha definita la festa del compleanno della Chiesa.

Ma chi è lo Spirito santo? Per la Bibbia lo Spirito ruah (femminile) è colui che dona la vita. Spesso è paragonato al vento, al soffio, al respiro, come simbolo della libertà. Altre volte invece come il fuoco, simbolo della forza, della passione. Oggi potremmo dire che lo Spirito è quella energia interiore misteriosa che ti dà il coraggio di camminare e di continuare a guardare con speranza il futuro.

Negli Atti degli Apostoli, Luca ci presenta la Pentecoste come l’opposto della Torre di Babele. Che cosa è stata l’esperienza della Torre di Babele? È stata il simbolo della confusione, della divisione. La negazione delle diversità. La Pentecoste invece è l’esperienza della comunione, dell’incontro, della fraternità.

Babele e Pentecoste. Non sono soltanto due fatti del passato, ma due realtà molto attuali. Anche oggi assistiamo allo scontro tra la cultura della divisione e la cultura del dialogo. Da una parte, c’è chi pensa di risolvere i problemi con la violenza, la guerra, il rifiuto dell’altro.
Dall’altra invece chi sostiene che solo con l’ascolto, il confronto e l’accoglienza si può pensare di costruire un mondo diverso.

La Pentecoste è l’immagine dell’unità nella diversità, della convivialità delle differenze.
Non siamo tutti uguali. Siamo tutti diversi. Ognuno di noi è unico. Ognuno ha una sua originalità. Il vero problema è quello di imparare a mettere assieme le nostre diversità.
Se veramente vogliamo costruire una società più umana, dobbiamo partire da questo progetto profetico: iniziamo con il fare della nostra città non una Babele, ma una Pentecoste.

Stiamo uscendo dal tunnel della pandemia. Stiamo sperimentando quanto è difficile. Il virus ci ha insegnato che non ci si salva da soli, ma soltanto assieme. Dobbiamo trasformare le nostre paure in una opportunità. Il domani sarà come riusciremo a costruirlo noi. Rifiutare l’altro, il diverso, non è una semplice mancanza di umanità, ma un chiudersi al futuro. Dobbiamo imparare a volerci bene proprio perché siamo diversi.

Il filosofo Jean Paul Sartre diceva: l’altro per me è l’inferno. No! Ci dice il Vangelo: l’altro è una ricchezza. Perché solo l’altro mi può dare quello che io non ho.
E’ proprio il messaggio del Vangelo di oggi che ci dice come dovrebbe essere la nostra Pentecoste quotidiana. Cercare di realizzare tra noi una comunità dove si impara a parlare una sola lingua, quella dell’amore e dove si celebra un solo rito, quello della lavanda dei piedi.

Don Roberto Vinco
Domenica 23 maggio 2021

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Don Roberto Vinco è parroco a San Nicolò all'Arena (Verona). roberto.vinco@tin.it

1 Comment

1 Comment

  1. ODC

    26/05/2021 at 10:59

    “Nessun uomo è un’Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è un pezzo del Continente, una parte della Terra.”
    Ho davanti le foto indecenti dei bambini gonfi , che il mare ha sputato sulle spiagge della Libia.
    Chiedo perdono per i silenzi .
    “Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti.”
    Hernest Hemingway
    Apre e chiude.

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