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Opinioni

“Più muri per tutti” Veneto ed Europa a confronto sulla questione migranti

Palazzo Scaligero ha pubblicato i bandi di 1200 posti per servizi di accoglienza degli stranieri richiedenti protezione internazionale

Secondo alcuni, l’etimologia del nome Europa deriverebbe dall’unione di eurus, ampio, ed ōp, occhio, con significato di “ampio sguardo”. Tale interpretazione appare forzata soprattutto adesso. Lo sguardo degli europei è diventato miope soprattutto nei confronti dell’immigrazione. Da Ceuta a Lampedusa, da Melilla a Pozzallo, la reazione del mondo politico e dell’opinione pubblica dei 27 membri dell’Ue è quasi sempre la stessa: più muri per tutti, con gli Stati geograficamente più esposti, dalla Grecia a Malta, dalla Spagna all’Italia, impegnati a reperire strutture per l’accoglienza degli stranieri che fuggono dai loro Paesi.

In tale contesto, con lo stato d’emergenza per la pandemia prorogato sino al 31 luglio, le prefetture hanno iniziato a predisporre i nuovi bandi per l’ospitalità dei migranti. Palazzo Scaligero ha già pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea di martedì 18 maggio, tre avvisi di gara per la stipulazione di accordi-quadro per l’affidamento, nella provincia veronese, del servizio di accoglienza ed assistenza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale: uno per 950 posti in singole unità abitative con capacità recettiva sino ad un massimo di cinquanta posti; uno per 150 posti in strutture collettive di accoglienza con capacità ricettiva massima di cinquanta posti; il terzo per cento posti in centri collettivi messi a disposizione del concorrente con capacità recettiva compresa tra 51 e 100 posti.

Il totale è di 1.200 posti, centodue in meno rispetto ai 1.302 occupati allo scorso 30 aprile, giorno in cui nei 5.933 centri di accoglienza straordinaria erano ospitati 49.904 migranti, ai quali si devono aggiungere i 638 immigrati presenti negli hot spot ed i 25.407 nelle strutture dell’ex Sprar (ora Sai), per un totale di 75.432 stranieri. Il Veneto ne ospitava 3.672, più 584 nei 20 progetti Sai, pari al 6% di tutti quelli accolti in Italia.

Cifre importanti, certo, soprattutto se si guarda ai 13.359 sbarcati dal 1° gennaio al 21 maggio 2021, oltre ai 678 stranieri arrivati in Friuli dalla rotta balcanica; c’è però da ricordare che i 1.200 posti non vanno considerati in aggiunta, bensì come una conferma della situazione presente, caratterizzata da un 25% di tutti i 49.904 stranieri ospitati nei centri straordinari destinato ad abbandonarli o perché titolare di una qualche forma di protezione internazionale, oppure per aver presentato, entro il 14 agosto dello scorso anno, la domanda di emersione lavorativa prevista dall’art. 103 della legge 77/2020.

Numeri, in conclusione, gestibilissimi, anche perché, come testimoniato da Frontex, gli irregolari giunti in Europa nel 2020 erano la metà della cifra massima toccata nel 2015. E l’ “ampio sguardo” del Vecchio Continente dovrebbe poi spingersi al Libano, che ha tanti abitanti (4.228.000) quanto l’intero Nordest italiano, ma ha tre volte più rifugiati (i profughi siriani che hanno cercato rifugio nelle terre che furono dei Fenici ammontano ad un milione e mezzo di persone) di tutti i 27 Paesi Ue messi insieme.

Antonio Mazzei

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Antonio Mazzei è nato a Taranto il 27 marzo 1961. Laureato in Storia e in Scienze Politiche, giornalista pubblicista è autore di numerose pubblicazioni sul tema della sicurezza. antonio.mazzei@interno.it

1 Comment

1 Comment

  1. ODC

    24/05/2021 at 22:30

    Articolo molto chiaro e documentato.
    Continuo a pensare che l’Africa soprattutto , ma non solo , ci stia presentando il conto.
    Secoli di sfruttamento non ” è un pasto gratis”.
    Potrebbe essere un’idea spiegare cosi chiaramente a Sboarina che cosa sta succedendo .
    Non ci giurerei che capirebbe , però un tentativo va fatto.In fondo è il Sindaco , o una rappresentazione.

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