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2016-10-22, manifestazione per il Parco allo Scalo
2016-10-22, manifestazione per il Parco allo Scalo

Lettere

La liberà non è stare sopra un albero, la libertà è partecipazione

Se una nuova amministrazione promette di voler prendere le distanze dalla precedente, com’è che poi persevera sulla vecchia strada?

L’attuale amministrazione comunale di Verona a fronte di ufficiali promesse, scritte anche nero su bianco nel programma elettorale, ove prendeva fermamente posizione in merito alla volontà di  convertire a verde il 100% dell’ex scalo merci per restituire a Verona almeno un quarto di quei 2 milioni di mq di verde mancante, ora fa accordi con FS spianando alle stesse la strada ad una ennesima enorme speculazione edilizia con nuovi supermercati, alberghi, uffici, condomini, con strade e parcheggi dentro al residuo parco! 

Ma hanno mai visto un vero parco questi amministratori? Quella dell’ex scalo merci è l’ultima occasione, l’ultima grande area residua disponibile per rendere più salubre e vivibile questa città (una delle più inquinate e, d’estate, una delle più calde d’Italia). Possibile che a Verona tutto debba essere svenduto a reale danno della collettività? 

Cosa se ne fa Verona di altri supermercati oltre quelli già realizzati e già autorizzati? E di altri uffici con lo smart-working che avanza? E di alberghi che faranno una sleale concorrenza ai tanti (forse già troppi) già presenti? E che ce ne facciamo di nuovi condomini con le decine di migliaia di unità abitative vuote?

Noi apprezziamo i valori etici, l’impegno per i valori cristiani, ma la vita va difesa all’inizio, alla fine ma anche e soprattutto “durante”, creando una città vivibile, a misura d’uomo, salubre, con giusti rapporti di edificato e di verde cosiddetto di mitigazione. Se viene chiamato dalle normative urbanistiche “di mitigazione” vuol chiaramente dire che è necessario per mitigare inquinamento, calore ed altri effetti dati dall’urbanizzazione e dallo sviluppo antropico.

Ma se tale è, come fa questa amministrazione a mantenere ancora in vita norme tecniche comunali (quindi redatte dagli amministratori comunali stessi e non calate dall’alto da regione o stato), molto discutibili nei confronti dei cittadini, dato che permettono di monetizzare con pochi soldi il verde non realizzato e che mai più verrà realizzato da parte del comune con quegli irrisori contributi “pseudo compensativi” versati dai costruttori?

Si chiede infatti di versare il solo costo delle piantumazioni ma nulla per il valore delle aree che avrebbero dovuto essere destinate a verde ma che non sono affatto state realizzate. 
Chi si è inventato una simile assurda e dannosa normativa? L’hanno messa in piedi, con arzigogolati commi e controcommi che un’attenta lettura rende ben evidente essere tra loro in contraddizione, i maghi delle ultime due precedenti amministrazioni.

Ma se una nuova amministrazione si propone ai cittadini con la premessa di voler prendere le distanze dalla precedente, com’è che poi persevera sulla vecchia e poco limpida strada? Chi si fa complice non è meno colpevole di chi ha ideato il malfatto.

Ecco quindi che da una parte la politica non interviene, come se la perdita di grandi e storiche realtà economiche locali come Cariverona, Banco Popolare, Cattolica Assicurazioni, non avesse una valenza politica per la città, dall’altra interviene autorizzando ulteriore inutile (se non per speculare) cementificazione  così da aggiungere il danno alla beffa!

Quindi, se le precedenti amministrazioni hanno preparato la strada ed avviato questa svendita generalizzata di valori e patrimoni della grande Verona di un tempo, e più recentemente, “grattando il fondo” svenduto anche la salubrità e vivibilità della città stessa, quella attuale si è lasciata condurre dalla corrente non attuando coerenti ed efficaci iniziative per opporsi a questo andazzo.

Non si invochi, a tentare di giustificare certe scelte, l’esigenza dello sviluppo economico ed il lavoro delle imprese edili: vi è un sacco di lavoro da fare per conservare e migliorare il patrimonio immobiliare esistente, per riqualificarlo dal punto di vista energetico (dopo che per anni si è costruito malissimo puntando solamente al massimo profitto). Vi sono migliaia di condomini, uffici, edifici pubblici, scuole, ecc. da riqualificare.

È ora che ciascun cittadino si assuma la responsabilità di comprendere cosa realmente viene posto in atto, rendendosi conto che non può più permettersi di vivere beatamente fiducioso nelle promesse elettorali fatte prima di ogni elezione.

Il grande Giorgio Gaber cantava che “la libertà non è stare sopra un albero, … la libertà è partecipazione”. Dove sono i giovani? Va bene manifestare per il cambiamento climatico, ma, ad esempio, i Fridays For Future si sono accorti che il futuro si scrive anche qui ed ora, a Verona, e spesso è scritto sulla loro pelle? 

Se non si sarà capaci di comprendere tutto ciò per tentare di cambiare il deleterio approccio più sopra descritto, allora sarà il caso di chiedersi qual’è il vero virus imperante a Verona.

Enrico Marcolini

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1 Comment

1 Comment

  1. ODC

    24/05/2021 at 22:39

    Il titolo dice tutto.

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