Connect with us

Hi, what are you looking for?

Renato Della Bella
Renato Della Bella

Territorio

Il trend al rialzo delle materie prime preoccupa Apindustria Confimi Verona

I costi insostenibili non sono solo dettati dalla pandemia e la loro crescita rischia di penalizzare soprattutto le piccole e medie imprese.

Apindustria Confimi Verona ha lanciato l’allarme per l’aumento dei costi delle materie prime che mina la ripresa dell’economia industriale messa a dura prova dalla pandemia. Il problema interessa in modo trasversale più rami del settore primario, dall’edile all’agroalimentare.

Uno fra tutti il meccanico, toccato da una crescita media dei costi delle materie prime del 20-30%, con punte del 40%. «Una crescita così repentina obbliga le PMI a costi che soltanto in minima parte riusciranno a recuperare a fronte di commesse e contratti già in essere e sottoscritti» sostiene il presidente dell’associazione di categoria, Renato Della Bella.

Molteplici sono le cause di quest’incremento dei costi, ritenuto imprevedibile e a lungo andare insostenibile, parzialmente legato alle chiusure delle miniere a causa della pandemia. Ciò ha comportato una monopolizzazione delle poche scorte accantonate da parte di pochi paesi asiatici, su tutti la Cina.

Oltre al problema del recupero delle materie prime vi è il nodo dei trasporti: il prezzo dei container è raddoppiato e il blocco del Canale di Suez ha rallentato ulteriormente le dinamiche commerciali causando impedimenti nel far partire le merci verso le imprese del Nordest.

«È in atto una speculazione che trova nelle materie prime motivo di importanti investimenti finanziari e guadagni nel breve termine, con rincari di metalli a doppia cifra e con il petrolio che ha recuperato il prezzo pieno dopo i minimi toccati nell’aprile 2020» denuncia Apindustria Verona. Gli analisti di banche d’affari e istituti di ricerca sono concordi nel ritenere che questo trend al rialzo continuerà nel corso del 2021.

«Come Paese stiamo subendo ancora una volta gli effetti della mancanza di una politica industriale lungimirante – continua Della Bella, che sottolinea come – le errate scelte di smantellamento di importanti siti siderurgici in Italia, non tenendo conto del ruolo della produzione di acciaio seconda solo alla Germania, rischiano di danneggiare la competitività di tutta la filiera meccanica italiana, con il rischio di perdere significative quote di mercato a favore dei competitor internazionali».

Written By

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firma la petizione

Meno agitazione più informazione. Abbonati a Verona In

Campagna abbonamenti Verona In

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Interviste

INTERVISTA – Della Bella (Apindustria) elenca le palle al piede che frenano l'economia scaligera e propone soluzioni da leader politico

Territorio

I ricoveri sono passati da 2 del 13/7 a 16 del 31/08, con un aumento dei pazienti in terapia intensiva, passati da 0 il...

Grafici

ATTENZIONE. Dal mese di agosto per conoscere i dati che riguardano il Covid19 è possibile collegarsi alla pagina predisposta dall’Azienda Zero della Regione Veneto....

Advertisement