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Verona riparte: opportunità di Confindustria e Veneto Lavoro

Ma rimangono preoccupanti i dati sugli infortuni. Facincani (PD Verona): «Troppe morti sul lavoro, serve prevenzione».

Cim&Form, società di formazione di Confindustria Verona, ha indetto una selezione – aperta a tutti i candidati con più di 30 anni, con obbligo scolastico assolto e residenti o domiciliati in Veneto – al fine di trovare 12 persone disoccupate da inserire in un percorso formativo di work experience per “Operatore del confezionamento dei prodotti alimentari, specializzato in packaging sostenibile”. Lo scopo del corso gratuito è quello di formare nuovi lavoratori su una competenza specifica sempre più richiesta dalle imprese, soprattutto nello scenario post pandemico che individua tra le sue necessità inderogabili il concetto di sostenibilità.

Veneto Lavoro invece ha realizzato una nuova edizione di IncontraLavoro, un’iniziativa di recruiting che si pone l’obiettivo di mettere in contatto le imprese alla ricerca di candidati e i lavoratori alla ricerca di un impiego. L’iniziativa andrà avanti per tutto maggio e sarà gestita alla stregua dei precedenti recruiting organizzati tra gennaio ed aprile 2021 sul territorio regionale, con l’obiettivo di spalancare le porte del mondo lavorativo negli ambiti più disparati: le offerte disponibili sono già 330, ma da qui a fine mese cresceranno ulteriormente, assicurando un numero di posti ancora superiore.

Le due ghiotte possibilità emergono però in un contesto certamente non roseo, e non solo a causa della crisi sanitaria: la recente sequenza di morti sul posto di lavoro ha riacceso i riflettori sulle tematiche della sicurezza e della prevenzione oltre al Covid, tant’è che la lente d’ingrandimento dei vari attori sociali e politici ha esaminato la questione più attentamente anche a Verona, evidenziando numeri non confortanti.

Il segretario provinciale del PD Verona, Maurizio Facincani, ha ricordato come il territorio veronese sia da monitorare con cura particolare, dal momento che conta annualmente, rispetto alla media regionale, più di un quinto delle denunce di infortunio e un quarto degli infortuni mortali. Il dato viene confermato da CGIL Verona: secondo l’associazione si denunciano ogni anno il 21% degli infortuni di tutto il Veneto (14.397 denunce su un totale regionale di 65.437 nel 2020 e 16.265 denunce su un totale regionale di 77.124 nel 2019).

La pandemia dunque non ha eliminato gli antichi fardelli che gravavano sul mondo del lavoro anzi, si è aggiunta ad essi rendendo una preventiva riduzione dei rischi ancora più necessaria. Tuttavia, come sottolineato dallo stesso Facincani, «L’Italia è fanalino di coda in Europa per investimenti in prevenzione: 0,5% della spesa sanitaria complessiva, contro una media UE del 2,9%». E il tortuoso percorso della ripartenza non può non tenerne conto…

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