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Verona, Palazzo Barbieri

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Bilancio di previsione 2021-2023, Palazzo Barbieri tenta la quadra

30 milioni di avanzo per aumentare il capitale delle partecipate ma anche per famiglie, spettacolo, ristorazione e turismo

Un percorso difficile come forse mai prima, un muro di oltre 1200 emendamenti, un abisso di cosiddetti “mancati introiti” da far tremare i polsi. E una trentina di milioni di avanzo, per la precisione 29,4, messi lì, pronti per avere un loro destino, e tirati in mezzo da una parte e dall’altra. È con queste premesse che l’amministrazione comunale di Verona, dopo qualche intoppo per così dire tecnico, ha cominciato a discutere il bilancio di previsione 2021-2023. Il termine per l’approvazione è stato fissato al 31 maggio.

“Un bilancio complesso, che forse per la prima volta nella storia del Comune di Verona – sottolinea l’assessore Francesca Toffali – è chiamato a rispondere a difficoltà economiche-sociali mai affrontate prima”. “Un bilancio di guerra”, lo ha addirittura definito il sindaco Federico Sboarina.

I numeri. Le entrate correnti per il 2021 ammontano a 317 milioni di euro, nel 2020 erano 340,3 milioni di euro. Una diminuzione che, al fine di garantire l’equilibrio di bilancio, come spiega una nota di palazzo Barbieri “è stata compensata principalmente attraverso: l’utilizzo dell’avanzo vincolato; l’applicazione di politiche di contenimento di alcune spese; l’operazione di rinegoziazione dell’indebitamento del Comune, posta in essere anche nell’esercizio appena trascorso”.

Certo è che le conseguenze della pandemia non possono non aver lasciato il segno. I numeri parlano chiaro, visto come si è chiuso l’esercizio 2020: 3,4 milioni di euro in meno dal gettito Imu; 2,3 milioni di euro in meno dall’Irpef; 2,7 dal gettito d’imposta di soggiorno, in attesa che il turismo torni a macinare arrivi; 4,4 milioni di euro in meno derivanti dagli ingressi ai musei (3) e dalla vendita delle Veronacard (1,4).

Nel corso del 2021 sono complessivamente previste entrate di natura tributaria pari a 194.814.192 euro, in diminuzione rispetto ai 206.009.526 euro nel 2020. La spesa prevista per il 2021 presenta un totale costi pari a circa 317 milioni euro (erano 330 nel 2020). In particolare, la spesa per acquisto di beni e servizi, prevista per l’esercizio 2020 in 158,5 milioni di euro, rimane pressoché invariata nel 2021, con 158 milioni di euro.

Francesca Toffali

Francesca Toffali

La spesa per trasferimenti correnti per il 2021 è prevista in 44 milioni e mezzo, ed è riferita alle spese per trasferimenti verso amministrazioni pubbliche per 30,4 milioni di euro, a famiglie per 7,9 milioni di euro e ad Istituzioni sociali private per 6,2 milioni di euro.

Fin qui i numeri dettati da palazzo Barbieri e dall’amministrazione guidata dal sindaco Sboarina, quindi. Dall’altra parte, dai banchi della minoranza, una singolare unione di intenti che ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo il capogruppo Pd Federico Benini, il consigliere di Sinistra in Comune Michele Bertucco, quello di Traguardi Tommaso Ferrari e l’ex sindaco Flavio Tosi. Nessuna prova tecnica di alleanza in vista delle amministrative del prossimo anno, assicurano tutti i protagonisti, ma per una volta tutti si sono trovati concordi nel sostenere una cosa. Ovvero: che fine fanno quei quasi 30 milioni di avanzo di amministrazione?

“Il nodo principale da risolvere – sostengono – riguardava la quota di avanzo da destinare a coprire i buchi nelle aziende partecipate (non solo Fiera e Aeroporto, per cui si attende l’aumento di capitale, ma anche Amt, che presenta un disavanzo ben superiore ai 2,4 milioni finora dichiarati, Fondazione Arena e molto probabilmente altre aziende)”.

Come minoranze avevamo proposto di limitare l’esborso in favore delle aziende partecipate in perdita al 55 per cento dell’avanzo, quindi circa 19,4 milioni, per lasciare una quota significativa di avanzo, circa 10 milioni, da destinare ad aziende e famiglie in difficoltà, secondo la seguente ripartizione: almeno 1 milione di euro per sostegno alle famiglie; almeno 1 milione di euro per riduzione della Tari per le utenze sia domestiche che non domestiche; almeno 7 milioni di euro di aiuti a fondo perduto alle imprese dei settori più esposti, dal commercio e ristorazione allo spettacolo e turismo; con almeno 500 mila euro per le scuole d’infanzia e altri 500 mila euro per l’innovazione digitale.

stagione artistica 2020 fondazione arena

Cecilia Gasdia e Federico Sboarina

Nella versione depositata il 23 aprile – concludono i rappresentanti dell’opposizione –, i consiglieri di maggioranza hanno invece tolto il limite in favore delle aziende pubbliche scegliendo di non assumere l’impegno di destinare risorse precise a favore di famiglie e imprese. E, vista la difficilissima congiuntura, è quasi scontato che le perdite delle aziende partecipate assorbiranno quasi tutto l’avanzo”. E mettendo in discussione, secondo il parere delle minoranze, quei 10 milioni per aziende e famiglie in difficoltà.

Da parte sua, il sindaco Sboarina in pieno consiglio comunale ha rilanciato: “Vedo che dalle minoranze ci viene spesso ricordato questo avanzo di amministrazione. Ne approfitto allora per dire che questo avanzo, che destineremo ai generatori di ricchezza della città come Fiera, aeroporto Catullo e anche Fondazione Arena, è stato ottenuto proprio grazie alla nostra gestione virtuosa”.

E poi, immancabile, il botta e risposta del primo cittadino con il suo predecessore, Flavio Tosi. “Sboarina in consiglio comunale, per giustificare gli zero euro di sostegno alle attività commerciali in crisi e la bocciatura alla nostra proposta di destinare 10 milioni presi dall’avanzo di bilancio, ha sostenuto che nessun Comune capoluogo in Veneto ha dato soldi a fondo perduto. Non è vero – assicura Tosi –: a Venezia 16 milioni totali e bando ora aperto di 4,5 milioni, a Treviso il Treviso Fund genera 2,5 milioni per le imprese, a Vicenza fondi per i lavoratori di turismo e ristorazione”.

Ed ecco la risposta del sindaco: “Sulla Tari tutti i Comuni capoluogo del Veneto hanno fatto la stessa cosa. I 4,5 milioni di Venezia sono il ristoro alle attività economiche legato al pagamento della Tari 2020 e finanziati con apposito trasferimento dello Stato. Vicenza ha ridotto la Tari del 25%, anche Verona ha ridotto la Tari del 25%. Inoltre l’assessore al Bilancio ha annunciato che destinerà risorse che daranno alle imprese le stesse identiche condizioni di Treviso. Quindi anche qui siamo pari”.

Nel frattempo il gruppo di Fratelli d’Italia ha presentato un ordine del giorno per abolire alcuni tributi locali, a partire dalla Tari, per recuperare in questo modo le risorse da destinare agli aiuti per chi è in difficoltà e per agevolare la ripresa. Facendo in questo modo intendere che le risorse non sono, al momento, ancora del tutto sufficienti. A questo punto, però, la domanda è una, ed è molto simile a quella di qualche giorno fa, quando si parlava dell’aumento di capitale in Fiera: come verranno utilizzati quei 29,4 milioni di avanzo?

In serata è stato infatti trovato l’accordo su una mozione unitaria, di maggioranza e opposizione, che in qualche modo vincola l’utilizzo del 30 milioni di avanzo. In particolare i 30 milioni verranno sì utilizzati per gli aumenti di capitale delle partecipate, ma una quota sarà destinata anche a famiglie e imprese in difficoltà, con particolare riguardo per i settori dello spettacolo, ristorazione, turismo, alberghiero.

Carlo Garzotti

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Giornalista professionista, collabora con giornali, riviste e testate web di Verona e nazionali. In città ha coordinato la redazione del settimanale L'Adige di Verona, ed è tra i fondatori della testata all news VeronaSera, della quale è stato anche direttore responsabile. Scrive di politica, attualità, economia, sport, e di tanto altro ancora. carlo.garzotti@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Giuseppe Braga

    01/05/2021 at 16:47

    Il Sindaco Sboarina ha definito l’insieme dei numeri delle finanze Comunali come “un bilancio di guerra”. Leggerli nello specifico mi sembrano, piuttosto, “una Caporetto”! 21,7 milioni in meno sono previsti nelle entrate correnti per il 2021 e quasi tutti riguarderebbero le entrate tributarie. Illustrando l’utilizzo dell’avanzo dell’esercizio precedente, l’orientamento della amministrazione sarebbe quello di un suo utilizzo verso l’aumento del capitale della Fiera, dell’Aeroporto e nella copertura delle perdite di alcune Aziende partecipate (AMT). Ad un bilancio di guerra occorrerebbe fare fronte con un piano previsionale dei conti rigoroso, dettagliato nella quantità e nei tempi. Invece nulla appare nelle posizioni della maggioranza e neppure in quelle dell’opposizione. Vediamo perché: 1- AGEC: negli ultimi 6-7 anni questa Azienda ha sopportato oltre 30 milioni di costi inutili per interessi sul mutuo acceso per l’acquisto delle licenze delle farmacie, che già appartenevano al Comune; 2 – AMT: le previsioni parlano della copertura (parziale?) di perdite, senza neppure considerare le decine di milioni dei costi inutilmente già sostenuti per la Tranvia (senza considerare i danni e i disagi patiti dalla popolazione, e neppure i costi futuri); 3- Fondazione Arena:conoscono gli Amministratori a quanto ammonta l’indebitamento attuale? 4 – AGSM: per Ca’ del Bue, quanti milioni i dovranno ancora sperperare questo impianto? Infine, il Sindaco ha fatto persino riferimento ad una “Unione di Intenti” con l’opposizione. Mi domando: maggioranza ed opposizione conoscono il reale indebitamento complessivo del Comune e delle sue Aziende controllate e partecipate? Mi verrebbe da rispondere come farebbe un maleducato. Ma confido che i veronesi si rendano conto degli errori che sono stati commessi, nel giugno del 2017, nel eleggere i rappresentanti di questa Amministrazione.

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