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Verona, mercoledì 28 aprile 2020, vaccinazione in Fiera con Pzifer
Verona, mercoledì 28 aprile 2020, vaccinazione in Fiera con Pzifer

Opinioni

Lotta al Covid, i 60 enni rispondono in massa alla campagna vaccinale

Prenotazioni in Fiera a pieno ritmo ma va considerato che i primi a prenotarsi sono i più motivati. L’appello a rispettare l’orario di invito

Martedì 27 aprile i direttori generali Pietro Girardi e Callisto Marco Bravi, rispettivamente della AUSL Scaligera e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, hanno aggiornato la stampa sull’andamento del piano vaccinale a Verona.

Ampia soddisfazione è stata manifestata per l’adesione alla vaccinazione da parte della nuova fascia di età decennale (60-69 anni) reclutata a partire da lunedì 26 aprile, definita “entusiasmante”. Le prenotazioni hanno saturato lo slot in un battibaleno. Il fatto è stato percepito come un superamento del timore correlato agli effetti indesiderati dei vaccini, ovviamente con particolare riferimento al tipo AstraZeneca finito così tanto nel mirino mediatico.

È certamente un buon segnale d’inizio che però, io credo, debba trovare conferma nelle settimane successive. È infatti abbastanza scontato che l’adesione iniziale a questa, come a qualsiasi altra iniziativa, non può certo essere rappresentativa dell’intera fascia d’età, in quanto è da letteratura che coloro che si mobilitano per primi costituiscono un sottogruppo selezionato perché maggiormente motivato. Ma questo lo sanno certamente bene i due direttori generali in quanto rispettivamente statistico il primo ed epidemiologo il secondo.

Verona, mercoledì 28 aprile 2020, vaccinazione in Fiera con Pzifer (Foto Giorgio Montolli)

Verona, mercoledì 28 aprile 2020, vaccinazione in Fiera con Pzifer (Foto Giorgio Montolli)

All’appello degli ultraottantenni mancherebbero ancora poche migliaia di soggetti, mentre un 30-35% di cosiddetti fragili, per patologia o disabilità, e di età maggiore di 60 anni, non sarebbero stati ancora raggiunti. A mia domanda su cosa s’intenda fare di proattivo per completare la vaccinazione di questa fascia d’età a maggior rischio di forme di infezione clinicamente gravi o addirittura mortali, mi è stato risposto che a partire da mercoledì 28 aprile inizierà una serie d’incontri a tema con i medici di famiglia nell’intento di definire criteri, metodi e giorni di calendario per raggiungere a domicilio questi pazienti, o comunque per individuare percorsi dedicati allo scopo di favorirne la vaccinazione.

La percentuale di non-aderenti alla vaccinazione si aggira intorno al 10% dell’iniziale target anziano. A mia successiva domanda sulla composizione di questo sottogruppo, quanto meno in termini di soggetti a maggior vulnerabilità, ne è stata ribadita l’eterogeneità, sottolineando tuttavia che sui circa 17 mila pazienti fragili che frequentano gli ambulatori ospedalieri di Verona si sta intervenendo, a seconda dei casi, sia per somministrare la vaccinazione, sia soprattutto per orientarne l’invio presso i centri vaccinali. In proposito, è stato ribadito che anche se si è passati alla call dei sessantenni, rimane sempre aperto l’accesso per i fragili o i più anziani che per qualsiasi motivo non abbiamo aderito al primo invito.

Infine un appello, quasi accorato, è stato lanciato dai direttori affinché venga rispettato l’orario d’invito. Molti, soprattutto tra gli anziani, si presentano due ore prima dell’orario di convocazione producendo assembramenti, che proprio la prenotazione avrebbe voluto evitare, ed anche qualche screzio tra gli astanti per l’impressione ricevuta che qualche ritardatario, ma in effetti solo puntuale, abbia potuto saltare la coda.

Insomma, un cambio di passo va riconosciuto, nonostante i noti problemi logistici dei vaccini che arrivano con lentezza maggiore del previsto e qualche altro inconveniente organizzativo.

Si tratta però di una indubbia corsa contro il tempo. Se, “a porte aperte” (o semi-aperte) la velocità di vaccinazione sopravanzerà quella della diffusione del contagio, l’avremo scampata, ma, viceversa, ci troveremmo in un bel guaio perché la campagna vaccinale ne risentirà certamente. Valeva la pena intraprendere questa “sfida adamitica” forse per un solo mese? La prima volta nell’Eden ci è andata male…., ma speriamo che questa volta la sorte ci sia benevola, a fronte dell’impegno di tanti operatori sanitari e del senso civico che noi cittadini sapremo garantire.

Paolo Ricci

Written By

Paolo Ricci, nato e residente a Verona, docente per quindici anni in materie di Sanità Pubblica all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è attualmente direttore dell’Osservatorio Epidemiologico presso l’Agenzia Tutela della Salute delle province di Mantova e Cremona. Collabora con l’Istituto Superiore di Sanità per lo studio dei Siti inquinati d’Interesse Nazionale (SIN), con particolare riferimento al rischio cancerogeno e degli eventi avversi della riproduzione. Svolge consulenze tecniche per la magistratura penale. Numerose le sue pubblicazioni su riviste scientifiche anche di rilevanza internazionale. corinna.paolo@tin.it

12 Comments

12 Comments

  1. Marcello Toffalini

    28/04/2021 at 20:11

    Non ho dubbi che oggi 60enni e 70enni, abbiano risposto in massa alla prenotazione. Con quali tempi?. Ma ieri? Un’ora e mezza di coda per almeno 300 pazienti in attesa (cui dobbiamo aggiungere molti accompagnatori), con tanto di prenotazione alle 18:00. E parlo di 70..79enni! In tutto tra code vaccino e attesa finale sono passate due ore. Non mi è parso un bel servizio. Di anni ne ho 75: motivo per cui ho inviato una lettera all’Arena. Non resta che augurarci che la velocità della vaccinazione (e anche il modo di realizzarla se permetti) sopravanzi quella della diffusione del contagio. Almeno quello.

    • Paolo Ricci

      29/04/2021 at 14:50

      Certo che permetto… ci mancasse altro… Ho riportato la cronaca di un’intervista nella quale ho cercato d’interloquire su aspetti che me lo consentivano.
      Sarebbe importante poter documentare oggettivamente che la tua esperienza non costituisce un’eccezione, ma una situazione frequente e quindi da emendare. Ti pongo quindi anche io una domanda, se anche tu permetti..; nella esperienza specifica di quel giorno quale pensi possa essere la ragione di questo effetto di accumulo fila? Lentezza operativa per sproporzione tra domanda ed offerta di vaccinazione? Errori di conferma prenotazione da sistema o che altro? Così nella prossima conferenza stampa pongo meglio la questione. Grazie. Pr

  2. Lucia

    29/04/2021 at 13:27

    Ma se gli ultra 60 enni sono curca 600.000 e solo 7.000 si sono iscritti direi che qualcosa non torna!!! O mancano i vaccini oppure…

    • Paolo Ricci

      30/04/2021 at 09:13

      Le spiace articolare di più la sua considerazione per capire in cosa consista l’incongruenza che ha colto? Grazie

      • Lucia

        02/05/2021 at 08:07

        Sito della regione veneto bloccato da più giorni, quindi impossibile prenotarsi in qualsiasi sito

  3. Marcello Toffalini

    30/04/2021 at 22:29

    Caro Ricci non intendevo assolutamente criticare la tua intervista, ben impreziosita da serie considerazioni, che condivido. Purtroppo, temo di non poter affermare se e quanto la mia esperienza sia davvero una costante o un fatto puramente occasionale. Una cosa forse si potrebbe sapere, o stabilire, da parte dei solerti organizzatori: quante richieste sono state accettate alle 17:30, 17:40, 17:50, 18:00, 18:10 etc (qualcuno lo sa di sicuro), e ricostruire per ciascun orario l’ora dell’inoculazione effettiva (se trascritta) o, eventualmente, il tempio medio occorso all’inoculazione del vaccino sulla base del totale dei vaccinati e del tempo totale trascorso, dall’inizio alla fine del lavoro. Per ogni giorno, poi, si potrebbe stabilire la differenza tra il totale dei chiamati e il totale dei vaccinati. Così potremmo sapere qualcosa di più, non ti pare? Grazie comunque per quanto stai facendo. Marcello.

  4. Daniela

    01/05/2021 at 05:59

    Personalmente sono molto soddisfatta di come è proseguita la vaccinazione il 29 aprile. Sono ultra sessantenne. Ho trovato un’ottima organizzazione: c’erano sì code ma molto veloci. Volontari magnifici, gentili e premurosi. Medici ed infermieri altrettanto. Tempo di attesa risibile: dal momento in cui sono arrivata in parcheggio (15’ prima del mio appuntamento) all’iniezione vera e propria 20-25’. Sono davvero molto soddisfatta.

    • Paolo Ricci

      01/05/2021 at 13:33

      Grazie Marcello e Daniela. Le vostre due opposte esperienze devono aver pure una ragione organizzativa! Forse, come dice Marcello, a volte si crea un over booking di prenotazioni per varie ragioni. Alla prossima occasione di intervista articolero’ una domanda adeguata ai DG che, se non altro, porrà il problema di qualche verifica e aggiustamento. Ogni altro suggerimento e osservazione mi sara’certamente utile.

  5. Marcello Toffalini

    01/05/2021 at 15:35

    Mi fa piacere che le cose si siano messe bene, come riferisce Daniela. Forse c’è stata una correzione negli ultimi giorni. Allego qui la mia lettera all’Arena pubblicata il 29/4. Il mio vaccino è stato il 27/4.
    Da Lettere a L’Arena del 29/4
    VACCINAZIONI Due ore di coda in Fiera a 75anni
    Sono stato in Fiera a farmi il vaccino, avendo io 75 anni. Astrazeneca ovviamente, come ai più comuni mortali. L’appuntamento era alle 18, ma ero là cinque minuti prima, giusto per iniziare una coda all’aperto, con brividi di freddo, durata solo 20 minuti. Meno male che non pioveva. Poi entro, lentamente, cercando di mantenere le distanze fino al lungo Padiglione E, dove a passo di lumaca e con frequenti fermate, inizio a farmi ben 5 corsie, avanti ed indietro, prima di arrivare ad un camice bianco, presumo un medico, che controlla la prenotazione delle 18, anche se ormai erano le 19,20. Qualche minuto ancora ed arrivo al tavolo dove una dottoressa mi ricontrolla la prenotazione ed eventuali problematiche personali di salute e che mi autorizza alla vaccinazione. Che infatti mi fanno a pochi metri di distanza, al coperto da sguardi indiscreti. A seguire i soliti 10 minuti di quiete, in attesa di eventuali reazioni. Poi ritorno all’auto, dove mi aspettava la moglie un po’ preoccupata, soprattutto per la lunga attesa: quasi due ore, in piedi ovviamente, con qualche sedia per i pazienti ultrasettantenni, meno vigorosi di me, e alla fine qualche bottiglietta d’acqua, che mani pietose osavano presentare… Saremo stati forse 500, non tutti giovani e forti. Direi un’esperienza interessante, davvero un servizio che di civile aveva un po’ poco. Grazie, penso, all’organizzazione regionale. E non si parli male di Zaia. Marcello Toffalini VERONA
    (vaccino effettuato il 27/4/2021 verso le 19:30, uscito alle 19:45)

  6. Lucia

    02/05/2021 at 08:04

    Ma quale prenotazione di massa, il sito è in tilt da una settimana

    • Paolo Ricci

      03/05/2021 at 00:12

      Anch’io, compreso nei sessantenni, ho trovato piu’volte tutto occupato e quindi ho telefonato al numero verde indicato nel sito. Mi hanno spiegato che non vengono resi disponibili subito tutti i posti, ma erogati un po alla volta in “slot” rinnovati ogni settimana. Non rimane che provare non subito ma dopo qualche giorno. Vedremo.

  7. Alessandra capanna

    10/05/2021 at 09:04

    Salve volevo sapere che tipo di vaccino viene usato in fiera.
    Grazie mille

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