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Chiara Martinelli
Chiara Martinelli

Interviste

Legambiente, la sentinella green dei veronesi per un futuro sostenibile

INTERVISTA – Martinelli: «Il nostro impegno per mobilità, inquinamento atmosferico e rifiuti. E prossimamente tra le priorità anche la logistica»

«L’ambiente è il luogo in cui tutti viviamo e tutti interagiamo, per questo una buona amministrazione è chiamata a rispondere sui temi che lo riguardano. Bisogna andare ad incidere pesantemente sulla riduzione del consumo del territorio. Solo così avremo una città migliore». Si apre con queste dichiarazioni l’intervista a Chiara Martinelli, dal 2015 presidente di Legambiente Verona, associazione che opera a Verona dal 1983.

– Martinelli, quanti sono gli iscritti a Legambiente Verona?
Martinelli. «Circa 200. Questo dipende anche dal fatto che più di qualche veronese decide di tesserarsi a Legambiente nazionale».

– Avete difficoltà a reperire volontari?
Martinelli. «Molta gente ci contatta per dare una mano, ma sono proposte di collaborazione saltuarie. Tante persone ci chiedono come inserirsi nell’associazione, cosa possono fare per l’ambiente, ma hanno poco tempo da dedicare mentre a noi servono persone con le competenze necessarie per affrontare i problemi concreti, che spesso hanno a che fare con la politica e la burocrazia».

– Siete spesso in prima linea anche in sedi giuridiche…
Martinelli. «Esatto, facciamo attività di denuncia di illeciti ambientali; abbiamo un centro di azione giuridica con avvocati che prestano gratuito patrocinio per segnalazioni di abbandono di rifiuti, inquinamento e abusi da parte della cittadinanza».

– Quali sono le principali battaglie che state combattendo in ambito locale?
Martinelli. «Cerchiamo di occuparci di tutte le tematiche ambientali che riguardano Verona. Le questioni principali con cui ci troviamo a confrontarci sono la mobilità, l’inquinamento atmosferico, e i rifiuti urbani».

rifiuti - verona - discarica torretta

Verona, operatori Amia, ritiro scarico abusivo

– È stato da poco presentato il Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). Cosa ne pensa?
Martinelli. «L’orizzonte temporale 2025-2030 che prevede questo Pums ci sembra limitato; e poi riteniamo che non vada ad incidere sufficientemente sulla questione della mobilità. Ricordo che Verona è una delle città che in Italia ha maggior numero di auto pro capite (67 auto ogni 100 abitanti)».

– Quali soluzioni vede?
Martinelli. «Crediamo che la strada da seguire sia una mobilità più sostenibile, attuabile attraverso un incremento della rete dei mezzi pubblici. Vanno benissimo anche piste ciclabili e buone pratiche di micromobilità – di cui Verona è stata a suo modo pioniera con i monopattini elettrici – ma non si può prescindere da un’integrazione del trasporto pubblico locale. Vanno recuperati grossi finanziamenti che vadano in quella direzione».

– Il trasporto pubblico è strettamente legato alla questione dell’aria…
Martinelli. «Dagli ultimi rapporti INEMAR (sistema di monitoraggio dell’ARPA) emerge quanto il trasporto veicolare vada a incidere in modo pesante sull’inquinamento atmosferico. Per quanto riguarda l’emissione di pm10 quest’anno a Verona abbiamo già raggiunto 41 giorni di sforamento sulle giornate consentite (il limite normativo è di 35 all’anno): questo è un dato allarmante. Le politiche di mitigazione sull’emissione di particolato, a livello regionale e locale, non sono abbastanza meticolose e si va sempre ad agire in modo troppo cauto».

– L’ha colpita che recentemente l’assessore Segala abbia presentato la proroga dei blocchi all’Euro 4 come una vittoria?
Martinelli. «Credo ci sia ben poco da gioire del fatto che l’amministrazione comunale sia riuscita a dissuadere la Regione Veneto dal mettere in atto questi blocchi. La vedo più come una sconfitta. Vanno fatte misure che vadano ad incidere maggiormente sulla riduzione di particolato. Bisogna lavorare meglio».

– Per quanto riguarda il problema dei rifiuti, cos’ha evidenziato il vostro ultimo rapporto Ecosistema Urbano?
Martinelli. «Ha evidenziato che a Verona siamo al 50% di raccolta differenziata (nel 2012 gli obiettivi dovevano essere del 65%). Il Veneto è una delle regioni che in Italia e in Europa si comporta meglio – a Treviso arriviamo all’ 85% – ma qui siamo molto indietro, al netto di alcuni esempi virtuosi. Una buona politica dovrebbe essere in grado di invertire questa tendenza».

Ecoblitz di Legambiente in Piazza Bra

Ecoblitz di Legambiente in Piazza Bra

– Un impulso di questo tipo deve provenire dal Comune o dalla Regione?
Martinelli. «Da entrambi. È un tema regionale oltre che locale. A dicembre è scaduto il piano regionale dei rifiuti, che fornisce le proiezioni di quelli che saranno gli obiettivi del decennio successivo; adesso va in discussione il prossimo. Dialogheremo con l’amministrazione per capire che obiettivi ci vogliamo porre. Bisogna essere incisivi sulla raccolta differenziata. Le discariche stanno andando a chiusura; il mondo si sta muovendo in una direzione e noi non siamo al passo».

– Avete qualche altro progetto in cantiere?
Martinelli. «Prossimamente ci occuperemo di logistica. Tema quanto mai attuale di questi tempi».

– A proposito di logistica, un argomento di scottante attualità è quello della Variante 29, l’ultimo piano di interventi presentato dall’assessore Segala. Cosa ne pensa?

Martinelli. «Dovrebbe essere una variante che limita il consumo di suolo, andando a recuperare aree già edificate in cui si vogliono fare dei cambi di destinazione o degli usi temporanei. In linea teorica potrebbe essere interessante. È stato venduto come un grande intervento di riqualificazione del territorio, in realtà sono privati che vanno a fare delle richieste particolari. Inoltre siamo convinti che non si vada a ridurre a sufficienza il consumo di suolo. Stiamo lavorando su questo, stiamo valutando scheda su scheda».

Variante 29, mappa

Variante 29, mappa

– L’associazione a Verona storicamente è nata attorno al Progetto Parco delle Mura. Come procede il vostro impegno rivolto a questo sito?
Martinelli. «Storicamente il problema è sempre stato che, essendo le mura di Verona di proprietà del Demanio dello Stato, il Comune non se ne è mai occupato. Dagli anni ’90 l’associazione ha iniziato a proporre restauri, recuperi e pulizie. Adesso le cose si stanno muovendo: il passaggio dal Demanio al Comune sta avvenendo. È necessario un grosso intervento di restauro di tutte le mura perché non è mai stata messa mano se non in alcuni luoghi: noi, per esempio, abbiamo preso in concessione dal Demanio la Batteria di Scarpa e il Bastione di San Francesco e li abbiamo restaurati grazie a una raccolta fondi. Non possiamo dimenticare che Parco delle Mura è l’anello verde che cinge la città; oltre alla presenza di una stratificazione monumentale del periodo scaligero, veneziano, e asburgico, comprende il più grande parco verde di Verona».

– Che tipo di rapporto avete con l’amministrazione veronese?
Martinelli: «Dipende dai temi che si vanno ad affrontare. Quando escono i nostri comunicati stampa di Ecosistema Urbano sul forum rifiuti, nei quali si vanno a criticare le politiche cittadine, c’è sempre uno scontro: l’amministrazione replica affermando che i nostri resoconti sono errati, e viene a crearsi un conflitto. Ma è una contrapposizione sterile; la nostra non vuole essere una denuncia fine a se stessa, ma un’occasione per andare a rivedere, ripensare certi provvedimenti e cercare un dialogo su quali debbano essere le buone pratiche che possano migliorare la vita di tutti. Un muro contro muro che si risolve in nulla di fatto non ci interessa. Dopodiché ci sono azioni in cui invece c’è una collaborazione, ad esempio con gli uffici tecnici con cui ci confrontiamo».

Claudio Bontempini

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