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Ca' del Bue

Lettere

Diciamo no al nuovo inceneritore di San Martino Buon Albergo

Da Giorgio Gabanizza e Vincenzo Genovese di Sinistra Italiana di Verona riceviamo e pubblichiamo.

Da decenni il mondo scientifico segnala la gravissima situazione ambientale del pianeta, compresi i nostri territori; da decenni si auspica una inversione di tendenza nel produrre inquinanti dell’aria, dell’acqua e del terreno; da molti anni si sono trovate soluzioni alternative, idonee a tutelare l’ambiente e a non inquinare, soprattutto nella raccolta differenziata estrema dei rifiuti e nel loro trattamento (economia circolare) evitando inceneritori e discariche, vecchie e superate tecnologie e modalità, pericolose agli esseri viventi, alla loro salute, alla natura ed al clima; da anni esistono tecnologie moderne ed innocue che trasformano anche i fanghi provenienti da depurazioni sia civili che industriali in prodotti, alcuni adatti a fertilizzare i terreni agricoli, altri utilizzabili in edilizia o meglio, come ammendante, per coprire discariche dismesse.

Cionondimeno c’è ancora chi, tra imprenditori privati e amministratori della cosa pubblica, insiste a voler attivare nuove fonti di inquinamento, utilizzando vecchie e superate tecnologie, come gli inceneritori, infischiandosene della salute dei cittadini e della natura. Ora basta! Tutto ciò è scandaloso!

Non è possibile che una ditta privata voglia attivare un inceneritore (detto termovalorizzatore) a San Martino B.A. in via Polveriera vecchia, tra le case di civile abitazione e le industrie alimentari. Vorrebbe bruciare 100.000 tonnellate all’anno di fanghi provenienti dalla depurazione di impianti civili e industriali. Questi fanghi possono essere trattati, con profitto, in modo innocuo e non inquinante.

Serve che la Regione Veneto esca dalle antiche logiche inquinanti e che nelle sue norme e nel piano regionale dei rifiuti scriva, a caratteri cubitali, che non si possono consentire nuove fonti inquinanti, nuovi inceneritori, né privati, né pubblici che siano. Deve inoltre produrre interventi a sostegno della raccolta differenziata spinta, della riduzione degli imballaggi, del riutilizzo integrale dei rifiuti solidi urbani e industriali. Basta cave e basta inceneritori! 

A San Martino B.A. e nei comuni limitrofi c’è bisogno di aria pulita e di uscire dalla morsa dell’inquinamento. 

Giorgio Gabanizza, Vincenzo Genovese
Sinistra Italiana di Verona

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2 Comments

2 Comments

  1. M.

    22/04/2021 at 11:23

    Soprattutto basta consumo di rifiuti e sprechi alimentari e materiali. Questi problemi che affliggono i nostri territori sorgono con la cattiva gestione di consumi e sprechi da parte della popolazione, grazie ai quali molti politici edificano il loro consenso elettorale. Dicono che il Veneto sia la regione più ricca d’Italia. Nessuno dice che è la prima in Europa per consumo di suolo, per inquinamento da Pfas o da altre sostanze chimiche, si veda il caso dell’azienda tedesca presso il comune di Villadose, nel veneziano. Nessuno dice che l’economia del Veneto è debole, arretrata e priva di pianificazione territoriale.

  2. ODC

    24/04/2021 at 12:13

    Vorrei dare una risposta non emotiva perciò indicherò due dati due .
    A febbraio il Consiglio Europeo ha emanato due risoluzioni definitive:
    -10|2|2021 Limitazione degli inceneritori per sviluppare processi di economia circolare.
    -12|2|2021 Esclusione nel RF di investimenti negli inceneritori come possibilità di sviluppo.
    E’ proprio una questione di grammatica dello sviluppo economico.

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CS

Il progetto per la realizzazione di un nuovo impianto di incenerimento era stato bocciato dalla Regione Veneto nel 2015.

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