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Martina, Leonardo e Daniele
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Territorio

Quartieri difficili ma con opportunità da cogliere al volo

Il progetto Nessuno escluso delle ACLI aiuta i giovani ad essere protagonisti del loro futuro e a diventare risorse per l’ambiente in cui vivono.

Baby gang è divenuta un’espressione ricorrente anche della cronaca di Verona: atti di vandalismo, bullismo, furto e spaccio, ad opera di ragazze e ragazzi giovanissimi, si fanno spazio sulle pagine dei giornali. Spesso si tratta di adolescenti cresciuti nei cosiddetti quartieri “difficili” della città, come se la provenienza rappresentasse per loro un marchio, un destino.

Leonardo Cavattoni e Daniele Vulpio hanno 18 anni, sono nati e cresciuti nel quartiere di Borgo Nuovo, considerato uno degli ex Bronx storici di Verona. Si sono conosciuti all’età di otto anni, quando entrambi hanno iniziato a frequentare il doposcuola della loro zona, nell’ambito dell’iniziativa Nessuno Escluso. Si tratta di un progetto delle Acli Provinciali di Verona, che dal 2012 ha come obiettivo quello di contrastare la povertà educativa e favorire l’integrazione di giovani italiani e stranieri, dai sei ai sedici anni, in situazione di disagio socio-economico, famigliare e a rischio di marginalità ed esclusione sociale.

«Ho cominciato ad andare al doposcuola grazie a mio fratello più grande, che si era trovato bene e aveva convinto anche me a partecipare – spiega Daniele –. Leonardo ed io abbiamo partecipato ai pomeriggi del doposcuola fino alla maggiore età: non ci ha aiutato solo nello studio, ma anche ad imparare a stare con tutti, a non discriminare mai nessuno in base al Paese di origine. Il razzismo al doposcuola non esiste. A me piacerebbe andare nelle scuole a parlare ai ragazzi di tutto ciò che anche io ho appreso grazie a questo progetto».

Daniele frequenta il CFP Canossiano Verona e sta studiando per diventare un grafico intermediale; Leonardo sogna invece di fare il cuoco sulle navi da crociera, mentre porta a termine il suo percorso scolastico presso l‘Istituto alberghiero Angelo Berti. «Tre anni fa sono stato sospeso da scuola – racconta Leonardo –, dovevo fare lavori socialmente utili. L’estate scorsa ho anche partecipato al grest organizzato presso l’ex forte di Parona Parco Ottocento come aiuto-animatore: è stato bello giocare con i bambini, dare loro una mano nei compiti, farli divertire… Ora che siamo maggiorenni ci piacerebbe che i più piccoli avessero le stesse opportunità che abbiamo avuto noi qui nel quartiere: così, con un gruppo di ragazze e ragazzi della nostra età ci è venuta l’idea di provare a gestire da soli un circolo Acli qui a Borgo Nuovo. Vorremmo che diventasse un punto di riferimento aperto a bambini e ragazzi di tutte le età, dove i genitori si sentano sicuri di lasciare i propri figli piuttosto che saperli in strada a fare chissà cosa. Un luogo di divertimento e di svago, ma anche dove si possano svolgere attività pratiche e di discussione tutti insieme». E Daniele aggiunge: «Per esempio, imparare ad utilizzare i social: se a fare un po’ di educazione in questo senso sono persone giovani come noi nei confronti di ragazzi più piccoli, i risultati potrebbero essere molto buoni».

«Le nostre attività sono aperte a tutti i ragazzi e bambini del territorio. Poi è chiaro che, operando in contesti territoriali più fragili di altri, diversi provengono da situazioni vulnerabili, spesso conosciute e seguite dai servizi sociali o comunque attenzionate dalla scuola, ad esempio» spiega Martina Tommasi, responsabile del progetto Nessuno Escluso.

Leonardo, Martina e Daniele

Leonardo, Martina e Daniele

Il progetto è da anni attivo anche a Borgo Roma, un altro dei quartieri veronesi con la più alta concentrazione di problematiche a livello di urbanistica, di smaltimento di rifiuti, di povertà e di microcriminalità. «Dopo tanti anni che i ragazzi partecipano al doposcuola e alle altre iniziative si crea un’atmosfera famigliare – afferma Maria Antonaci, coordinatrice del doposcuola del progetto Acli a Borgo Roma –. Talvolta i compiti e lo studio insieme non sono che un mezzo per andare oltre, per parlare di se stessi, per ascoltarsi a vicenda e conoscersi».

Emma ha diciassette anni, frequenta il terzo anno alla Scuola professionale ENAIP Veneto e aspira ad una professione che le consenta di mantenere un contatto diretto con le persone. In terza media è cominciato il suo percorso con il doposcuola di Borgo Roma. «Ho sempre provato una grande ansia prima di ogni verifica e interrogazione – spiega Emma –; avere un luogo fuori casa in cui poter studiare tranquilli e ripetere insieme alle educatrici mi è stato molto d’aiuto».

Negli anni della scuola media, Emma racconta di essere stata vittima di bullismo da parte di un compagno, e di come anche in questo caso le attività promosse dal progetto Nessuno Escluso le abbiano dato una mano ad aprirsi e a superare il momento di difficoltà. «Durante un laboratorio sull’affettività e l’emotività abbiamo trattato il tema della violenza verbale e fisica, anche guardando spezzoni di serie tv e film e commentandoli in seguito. Mi è stato utile per capire quali sono le cose importanti nella vita, ciò di cui bisogna preoccuparsi e di cui avere sempre il coraggio di parlare».

Borgo Roma è anche una delle zona di Verona con il più alto tasso di residenza di famiglie immigrate. Un buon numero di bambini e ragazzi che partecipano alle attività di Nessuno Escluso sono infatti minori stranieri di prima e seconda generazione: tra di loro ci sono Yamna e Jasmine. Yamna, dieci anni, è bilingue, i suoi genitori non padroneggiano ancora bene la lingua italiana. Il quartiere in cui vive le piace e dice che il doposcuola l’ha aiutata tanto a velocizzarsi nel fare i compiti e nella comunicazione tra famiglia e operatori del progetto.

Jasmine invece ha dodici anni, è nata in Italia da genitori marocchini e frequenta la prima media all’Istituto Don Nicola Mazza di Verona. «I pomeriggi al doposcuola mi aiutano ad imparare a esprimermi al meglio: ripetendo con le educatrici prima delle interrogazioni imparo a sentirmi più sicura. Mi piace tanto la letteratura e scrivere temi: voglio utilizzare tutti gli strumenti necessari per portare avanti questa passione».

Jasmine sostiene che Borgo Roma sia già un quartiere con un bel potenziale, in cui esistono delle buone proposte educative e di svago per i più giovani, ma che dovrebbero aumentare: «Sempre più persone di età diverse dovrebbero aver voglia di prender parte alle attività della comunità, piuttosto che passare il tempo davanti al telefonino in solitudine».

Serena Ferraro

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Serena Ferraro, veronese, studentessa di Lettere presso l'Università degli Studi di Verona. Ho sempre amato scrivere, viaggiare, studiare e approfondire. Ogni aspetto della nostra società mi incuriosisce e mi appassiona: conoscerla nella complessità dei suoi elementi significa potersi muovere con consapevolezza e maturità nel mondo che ci circonda. Per questo ritengo che il buon giornalista abbia come primo diritto e dovere quello di fornire un'informazione completa, precisa e trasparente. ferraro.serena99@gmail.com

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