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Sardine a Verona
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Dopo il botto il silenzio, che fine hanno fatto le Sardine di Verona?

La pagina Facebook c’è ancora ma secondo Alessandro Gennari (Lega) è diventata «un contenitore per persone già politicamente attive»

A novembre 2019 nasce in Italia il movimento delle Sardine, in occasione delle elezioni regionali dell’Emilia Romagna e in opposizione alla Lega di Matteo Salvini. I quattro ragazzi fondatori sono Mattia Santori, Andrea Gareffa, Giulia Trappoloni e Roberto Morotti. A Verona le Sardine si riuniscono per la prima volta il 28 novembre 2019, durante una manifestazione in Piazza Isolo. Il movimento rivendica la presenza di circa 8mila partecipanti, mentre la stampa ne dimezza il numero. Da allora le Sardine a Verona sono un po’ scomparse e ci siamo chiesti se le iniziative portate avanti dagli attivisti proseguano e come sia il rapporto con la politica locale.

Le Sardine in Piazza Isolo e il monumento “Spini” di Pino Castagna (28/11/2019).

L’impressione nel gruppo Facebook aperto a chi voglia partecipare al movimento delle Sardine a Verona, e che conta poco meno di 14mila persone, è che l’entusiasmo iniziale si sia perso, complice probabilmente il periodo di pausa e ovviamente la pandemia, che ha gravato in particolare su un’organizzazione che punta tutto sulla partecipazione. Al momento sul gruppo non si vedono incontri organizzati in modalità alternative, ma sembra perlopiù fare da contenitore passivo per associazioni, politici e attivisti che sponsorizzano le loro attività.

Dopo vari tentativi siamo riusciti a metterci in contatto con Jacopo Buffolo, uno dei fondatori delle Sardine veronesi. Buffolo ritiene che il gruppo Facebook delle Sardine sia stato un utile strumento per rimanere in contatto durante la pandemia: «A Verona mancava uno spazio sicuro in cui singoli e associazioni potessero sentirsi liberi di esprimere e condividere le loro idee ed opinioni, cosa che ora, finalmente, esiste».

«Il movimento delle Sardine è stato particolarmente sfortunato – afferma Federico Benini, consigliere comunale di Verona e capogruppo del Partito Democratico – perché si è formato poco prima che riunirsi diventasse impossibile a causa del Covid-19. In questo periodo tutta la politica ha subito una battuta d’arresto, ma ovviamente è stata più dura per chi ha fondato la sua attività politica sulla partecipazione». Benini spiega che comunque la presenza del movimento sul territorio veronese è sicuramente «un fatto positivo, perché permette di creare uno spazio di discussione, anche attraverso i social, per persone che abbiano affinità di vedute».

I rapporti fra le Sardine di Verona e la politica locale non sembrano particolarmente vivi, anche perché i capigruppo del movimento non sono iscritti a nessun partito politico, ma arrivano perlopiù, come spiega Benini, dal mondo dell’organizzazione studentesca.

Alessandro Gennari, consigliere comunale migrato dal Movimento 5 Stelle alla Lega lo scorso 25 febbraio, afferma di non aver mai avuto contatti diretti con le Sardine, nemmeno durante il periodo di appartenenza al M5S.

Sardine«Penso che nelle Sardine le persone già attive politicamente e socialmente abbiano trovato un contenitore – conferma Gennari – ma ritengo che per funzionare abbiano la necessità di trasformare la protesta in proposta, rendendo maggiormente organico il movimento». Secondo Gennari, le Sardine hanno bisogno di «legittimazione e autorevolezza, al fine di raggiungere anche un’autonomia dai partiti». Secondo Gennari quindi «le Sardine devono decidere cosa vogliano diventare da grandi».

Nelle ultime settimane intanto è iniziata a circolare la voce di una possibile candidatura di Mattia Santori a sindaco di Bologna, e questo ha riacceso i riflettori sul movimento delle Sardine.

In vista, il prossimo anno, delle elezioni comunali a Verona, sarà da capire se il movimento potrebbe avere una posizione rilevante e influente, com’era successo per le regionali in Emilia Romagna, e se decideranno di appoggiare o meno un candidato o una coalizione.

Carolina Londrillo

 

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3 Comments

3 Comments

  1. Redazione2

    16/04/2021 at 10:37

    «Un contenitore per persone già politicamente attive» dice Gennari con riferimento alla pagina FaceBook del movimento. Tradotto, vuol dire che i politici di turno approfittano della notorietà delle Sardine e dei 14 mila iscritti alla pagina per veicolare i loro messaggi. (g.m.)

  2. ODC

    16/04/2021 at 14:07

    Nell’Olio.
    Movimento e Istituzioni
    Francesco Alberoni 1977
    Sonzogno editore

  3. Marcello Toffalini

    16/04/2021 at 16:06

    Mah. Non sarà facile oggi trovare un candidato giovane, di rottura e idealista, in grado di battere Tosi e le sue truppe; più facile che dei candidati giovani, magari “sardine”, accettino di unirsi a Tommasi per sostenere una politica popolare e progressista, su Ambiente e Diritti civili (in grado di rompere con i metodi della destra oggi al potere e di rendere possibile l’eventuale appoggio degli elettori moderati, anche filotosiani). Il PD dovrebbe appoggiare l’operazione, a mio avviso, ma senza pretendere di gestirla al 100%. Una coalizione di forze è d’obbligo fin dall’inizio della campagna.

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