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Politica

La sinistra per vincere deve puntare su Tommasi e fare patti con Tosi

Ma Bertucco si mette già di traverso. Sondaggio Winpoll sul gradimento dei possibili candidati: Tosi 55%, Sboarina 58%, Tommasi 80%

Ci eravamo lasciati più o meno un mese fa con il quadro che punta dritto alle elezioni amministrative del 2022 in gran parte delineato. Perlomeno a livello di possibili candidati, o meglio di schieramenti in campo. E ci eravamo lasciati con qualche certezza, per esempio quella di dover assistere ad una nuova puntata della sfida tra l’attuale sindaco Federico Sboarina e l’ex Flavio Tosi. E anche con qualche incertezza, a cominciare dal possibile candidato del centrosinistra Damiano Tommasi, indicato da qualche parlamentare dem e accolto non senza un minimo di perplessità dai vertici locali del partito.

Nel frattempo altre certezze sono entrate in campo. La prima è che proprio il Partito democratico, che per stessa ammissione dei segretari provinciale e cittadino Maurizio Facincani e Luigi Ugoli “sta cercando un nome che possa permettere di allargare il più possibile l’area di riferimento costruendo alleanze e attirando il voto degli incerti”, dovrà fare una scelta. Non una scelta inedita ma la solita: meglio allargarsi al centro, o perlomeno provarci, o meglio rimanere ancorati alla propria sinistra, cercando di conservare valori e identità? Entrambe le cose non si può, su questo Michele Bertucco (già candidato sindaco nel 2017 con Verona – Sinistra in Comune ma anche nel 2012 con una coalizione formata da Pd, Sel, Italia dei valori e qualche civica) è stato categorico: mai con Tosi.

Flavio Tosi

Flavio Tosi

“Quello che va fatto – ha detto Bertucco – è un programma di totale rottura con gli ultimi 15 anni di amministrazione a Verona, e va detto chiaramente che mai faremo alleanze, nemmeno al secondo turno, con chi è stato protagonista di quella stagione. Ripeto, con Flavio Tosi non c’è possibilità d’accordo alcuno”.

E visto che l’eventuale apparentamento con Tosi al secondo turno poteva essere l’opzione più praticabile per trainare il centrosinistra unito nelle stanze dei bottoni di palazzo Barbieri, ecco che il Pd si trova di fronte a un bivio: che fare? Seguire i numeri o seguire l’istinto?

I numeri, intanto, si sono fatti sentire nei giorni scorsi sotto forma di sondaggi. E dai tre scenari ipotizzati da Winpoll, che ha condotto una consultazione per conto di Sinistra Italiana Verona, il risultato è parso chiarissimo: il centrosinistra unito, quindi Pd, Sinistra in Comune, Traguardi, Azione, Italia viva (e già non sarà facile metterli tutti insieme), se si presenta con un candidato forte e credibile arriva al ballottaggio con discreta tranquillità. Per dire, un Tommasi (siamo sempre lì) raggiungerebbe con queste condizioni il 31,3 per cento, secondo dietro Sboarina al 34,8 ma ben davanti a Tosi che si fermerebbe al 26,2 per cento.

Federico Sboarina

Gli altri due scenari ipotizzati, con candidati di bandiera tipo Gianni Dal Moro per il Pd e lo stesso Bertucco per la sinistra, garantirebbero una sfida al ballottaggio tra Tosi e Sboarina, lasciando le briciole agli altri.

Tutto facile quindi per il centrosinistra? Certo, basta essere uniti, scegliere un candidato forte e credibile che vada bene a tutti, e al ballottaggio ci si va. Solo che dopo, per vincere, bisogna aggrapparsi a qualcuno. E torniamo al punto di partenza: quel qualcuno non può essere Flavio Tosi, altrimenti crollerebbe il centrosinistra unito. Allora chi? I 5 Stelle? Poca cosa, a Verona. Un candidato sindaco 5 Stelle al momento viaggerebbe intorno al 2,5-3 per cento, al primo turno. Non basta.

Sperare nei veti e nei dispetti incrociati dentro le varie anime del centrodestra? Nei mal di pancia della Lega, non sempre dalla parte del sindaco in questi anni e in molte circostanze? Difficile.

Proviamo a capire come si potrebbe presentare l’area di centrodestra all’appuntamento con il voto del 2022. Oltre a Tosi e Sboarina probabilmente al primo turno si presenterà un candidato del Popolo della famiglia, alcuni danno per possibile la presenza di Stefano Valdegamberi con una sua lista, e magari altri ancora. Ci sarà certamente Michele Croce, candidato consigliere nel 2012 con la lista Tosi (che lo premiò con la presidenza di Agec), candidato sindaco nel 2017 con il suo movimento Verona Pulita, quando prese il 4,9 per cento e al ballottaggio tra Sboarina e Patrizia Bisinella scelse Sboarina (che lo premiò con la presidenza di Agsm, anche se non finì bene, ma questa è un’altra storia), ora alla guida di Prima Verona, battitore libero con un occhio ai movimenti civici. Ma tutti questi, con ogni probabilità, finiranno per fare da sfondo, da quella parte dello schieramento politico, a Tosi e Sboarina, per poi provare a far valere il proprio gruzzolo di voti in caso di apparentamento al ballottaggio.

Damiano Tommasi

“Concordo con Michele Bertucco – ha dichiarato nei giorni scorsi il deputato dem Gianni Dal Moro, tirato per la giacchetta proprio dal sondaggio di Winpoll – , la coalizione deve essere la più larga possibile, ma per vincere la sfida il centro sinistra non è sufficiente, dovremmo rivolgerci anche ai cittadini che in questi anni si sono riconosciuti nell’area moderata e liberal-democratica”.

Questo, ad oggi, sembra dunque essere il quadro della situazione. Le squadre in campo sono fatte, o quasi. Sboarina appoggiato da Battiti-Verona Domani, Lega, Fratelli d’Italia e un pezzo di Forza Italia, Tosi con Lista Tosi, Fare e l’altro pezzo di Forza Italia. E poi il Pd e il centrosinistra che devono decidere cosa fare da grandi, e chi schierare al centro dell’attacco.

Se torniamo ai numeri, e restiamo legati alla metafora calcistica, la risposta su chi schierare sembrerebbe scritta. Nel capitolo “Fiducia negli esponenti politici” di quel sondaggio che abbiamo citato prima, i veronesi hanno risposto così: Flavio Tosi 55 per cento, Federico Sboarina 58 per cento, Damiano Tommasi 80 per cento. Stando così le cose, con questa situazione e il centrosinistra unito che candida l’ex azzurro, l’ipotesi più probabile sarebbe un primo turno che si chiude con Tommasi-Sboarina al ballottaggio.

Già, ma due settimane dopo?

Carlo Garzotti

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Giornalista professionista, collabora con giornali, riviste e testate web di Verona e nazionali. In città ha coordinato la redazione del settimanale L'Adige di Verona, ed è tra i fondatori della testata all news VeronaSera, della quale è stato anche direttore responsabile. Scrive di politica, attualità, economia, sport, e di tanto altro ancora. carlo.garzotti@gmail.com

5 Comments

5 Comments

  1. Redazione2

    15/04/2021 at 17:50

    Se già pensi a Tommasi come sindaco e a Tosi come alleato valori e identità li hai già persi perché hai ridotto la politica a un fatto personale. Trovare un candidato giovane, di rottura, idealista, rompere gli schemi.

  2. Federico Benini

    15/04/2021 at 20:05

    Continuo a leggere che una parte del PD è fredda sul nome di Tommasi. Dato che ho partecipato a tutte le riunioni del Pd del caso e non ho mai sentito mezzo mugugno da parte di nessuno, vorrei sapere chi sono questi nomi. Perché la cosa non mi risulta affatto

  3. FC

    16/04/2021 at 13:14

    Qual è il punto di vincere le elezioni, se per farlo bisogna fare patti con il diavolo? Meglio essere coerenti, puntare su persone di valore, e i risultati arriveranno.
    E invece ogni cinque anni si cercano persone di mediazione, si cerca il “voto utile” per arrivare a ballottaggi e a imprevedibili vittorie, senza fare ragionamenti su cosa si offre, chi si è, e soprattutto perché si è in politica (oltre alle careghe)

  4. Francesco Premi

    16/04/2021 at 13:16

    La sinistra per vincere (matematicamente) ha bisogno di Tosi. La sinistra, per battere una destra (politicamente), ha bisogno di un’altra destra, insomma? La risposta è che la politica è matematica nel momento in cui il voto esce dall’urna per venir conteggiato. Concesso. Per vincere, ma poi per fare cosa? Per mettere una bandierina a palazzo Barbieri, e rinunciare al proprio progetto per sottostare a tutti i diktat che verranno da un alleato “numerico” per 5 anni? E offrire su un piatto d’argento, oltre alla sua quasi certa vittoria 5 anni dopo, anche la propria testa? O per rinunciare ad una buona parte dei propri valori, buttando alle ortiche quel -magari poco- di buono che si è riusciti comunque a costruire a partire dai quartieri, sacrificandosi sull’altare di larghe intese con chi dei propri valori condivide poco o nulla? Con chi ha portato la città nelle condizioni in cui si presume gli elettori di centro sinistra (e forse anche altri) non vorrebbero fosse ora? Sono domande aperte. Sarebbe bello sapere cosa pensano gli astenuti, che alle Comunali del 2017 sono spaventosamente arrivati al 58%. Io credo che questi tanti e forse giustamente disillusi possano forse essere motivati da due fattori: la persona candidata a sindaco, e i valori (non le ideologie) che la coalizione che la sosterrà sarà in grado di produrre, condividere, raccontare. Personalmente, da modesto consigliere progressista, credo che gli accordi debbano essere cercati e stretti con tutti, ma non con le Destre contro cui ci si è battuti finora. A costo di essere minoranza? Sperando di essere in grado di non essere minoranza, ma non ho mai trovato pollo che piuttosto di farsi tirare il collo dal padrone va a farselo tirare dal vicino. Perché i valori, secondo me, hanno… valore, e non sono negoziabili. Per me.

  5. ODC

    16/04/2021 at 14:01

    Quello che ho difficoltà a capire è :
    1 Il nome di un candidato dovrebbe essere una sintesi di un percorso politico comune .
    Mi sono perso l’inizio, il confronto , il dibattito, l’azione . Qui il nome è il tetto di una casa che non c’è . Chi lo ha proposto non ha proprio gli elementi del “fare politica ” .
    Ma come non è un partito? No sono alcuni Onorevoli . E chi rappresentano? Uno dei due ha preso i voti in Toscana per essere eletto.
    2 Per ipotesi pensiamo che il candidato del centro sinistra venga eletto : si può condividere qualcosa che ha fatto Tosi nelle amministrazioni precedenti ? Si o no?
    3 Sboarina nel silenzio di tutti ha rivoltato la macchina Amministrativa del Comune cambiando molti dirigenti : auguri a chi dovrà amministrare.
    4 Ma al 40% di chi non vota ci ha pensato qualcuno ?
    Mi spiace ma come è andata 4 anni fa doveva indurre chi ha perso a un confronto e a una azione perchè i cittadini erano stati solari nella risposta e le ultime regionali , impietosamente,lo hanno ribadito.
    Due anni di silenzio e un commissariamento inane nel PD . I due successivi con un Segretario eletto già dall’Arena , nel silenzio complice della fazioni che si scannano da sempre.
    E adesso qualche De Gaulle de noantri fa i nomi di possibili candidati ?
    Un pò di pudore e senso del ridicolo.
    Ad Atene non fanno cosi.

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