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Monica Bertoldi
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Interviste

Bertoldi Federmanager: «Nuove frontiere ma servono menti aperte»

INTERVISTA – Spazio ai giovani e opportunità di lavoro per le donne. Non solo politici ma anche tecnici per gestire i fondi europei

Il mondo del lavoro evidenzia la necessità di riaggiornarsi in un contesto che, nella sua incertezza, lascia intravedere spiragli di novità assoluta. Le risorse del Next Generation Eu rappresentano una ghiotta occasione, ma come verranno spese? Politica, economia e società saranno in grado di supportare i grandi cambiamenti che si prospettano? Su questi temi abbiamo intervistato Monica Bertoldi, presidente di Federmanager Verona, associazione che rappresenta dirigenti, quadri apicali ed alte professionalità delle aziende produttrici di beni e servizi ed offre assistenza sanitaria, consulenza previdenziale e formazione professionale ai propri affiliati.

– Bertoldi, quali interventi ritenete necessari per realizzare una Verona in linea con le sfide che propone il post pandemia?

Bertoldi. «In linea generale, auspichiamo che la task force per la gestione delle risorse in arrivo dall’Europa non sia solo politica, ma comprenda anche tecnici e manager, in modo che sia agevolata la programmazione delle spese nei tempi richiesti. Più nello specifico, invece, emerge che la classe manageriale sente il bisogno di ricevere un’adeguata formazione sui temi della transizione ecologica e della digitalizzazione. Quest’ultima è indispensabile sia nella pubblica amministrazione che nel privato».

– Pensa che i manager veronesi siano pronti per raccogliere queste sfide?

Bertoldi. «Dall’inizio della pandemia i manager iscritti ai nostri webinar sono in continuo aumento. Sia i giovani che i senior evidenziano una voglia di formazione che Federmanager soddisfa attraverso la certificazione delle competenze sui temi della sostenibilità e della digitalizzazione: le iscrizioni ai corsi che abilitano le figure di innovation manager, temporary manager e manager della sostenibilità sono sempre esaurite».

– Che cos’è un manager della sostenibilità?

Bertoldi. «È un manager che possiede competenze ambientali a livello generale e conoscenze sul mondo del welfare per creare un lavoro più attento alle necessità del lavoratore. A queste abbina esperienze e abilità nell’ambito economico, affinché le aziende abbiano un profitto da investire sia nell’ecologia che nel sociale: la sostenibilità non può avvenire solo a parole, si deve concretizzare sul lato pratico, altrimenti ne va la reputazione delle imprese».

– Sul fronte della formazione avete in mente anche qualche progetto coi vostri partner Università di Verona e COSP (Comitato per l’orientamento scolastico e professionale)?

Bertoldi. «In quest’ultimo anno non si è fatto più niente, perché si lavorava attraverso testimonianze in presenza: il lavoro del COSP è più orientato sul mondo del liceo che, essendo intervallato dagli anni universitari e dai primi anni di formazione lavorativa, vive un distacco dall’area del management e per questo è importante far capire ai giovani dove potranno arrivare. Con l’Università invece abbiamo avviato dei percorsi di project manager fruibili dai nostri associati, ma sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione – che nell’ultimo periodo si è persa parzialmente – per far respirare agli studenti il nostro mondo».

– Da chi è composta la classe manageriale veronese dai punti di vista del genere, dell’età e della provenienza?

Bertoldi. «Per quanto riguarda la provenienza, dipende dalle aziende: le multinazionali dispongono di un management europeo, costituito anche da parecchi non italiani, mentre nelle imprese più piccole generalmente si trovano dirigenti locali. Sul versante anagrafico invece ci sono manager di tutte le età, ma oggi è più difficile che lo si diventi da giovani e Federmanager auspica un cambiamento, perché c’è bisogno di nuove leve. Infine, il mondo femminile fatica ancora a trovare spazio. La situazione veronese rispecchia quella nazionale, in cui solo il 18% dei manager è donna: siamo molto indietro in confronto al resto di Europa».

 

– C’è un problema di accesso giovanile alla classe manageriale… come risolverlo?

Bertoldi. «Esiste un problema generazionale. I nati negli anni Sessanta sono ancora nel mondo del lavoro e ne usciranno fra qualche anno, perciò le possibilità di accedere alle figure manageriali in età giovane si sono ridotte: oggi è complicato diventare dirigenti prima dei 40 anni, anche se incomincia ad intravedersi un ricambio, soprattutto nell’ambito dei quadri che ormai hanno a tutti gli effetti ruoli manageriali».

– In che modo invece si può implementare l’occupazione femminile?

Bertoldi. «Serve una maggiore apertura culturale, più visibile nelle aree in cui sono presenti diverse multinazionali, come la Lombardia. E poi anche le donne – se ne hanno il desiderio – devono mettersi in gioco, senza porsi limiti. Per favorire questo processo però è necessario che le famiglie ricevano un reale sostegno: non può esistere una scelta costretta tra carriera e figli».

Monica Bertoldi

Monica Bertoldi

– Come Federmanager Verona, vi sentite coinvolti sul fronte Next Generation Eu?

Bertoldi. «Stiamo dialogando con Federmanager nazionale visto che, al momento, non sono stati identificati i singoli interventi sui territori e il contenuto del nuovo PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è ancora sconosciuto. Tuttavia, a livello veronese l’obiettivo è offrire una formazione specifica su quelli che sono i temi più sentiti dai manager, partendo – come ha fatto 4Manager con un sondaggio su scala più larga – da un osservatorio sugli aspetti da loro ritenuti prioritari. Generalmente però il nazionale rispecchia il locale ed infatti digitalizzazione e sostenibilità sono centrali per tutti».

– Collaborerete con altre realtà economiche veronesi?

Bertoldi. «Siamo già in contatto con diverse realtà: l’Ordine degli Ingegneri, Confindustria, l’Università, Confapi Veneto… in questo momento storico è necessario creare una rete per far ripartire l’Italia in generale, non solo il commercio e l’industria».

– E con la politica locale? C’è qualche progetto?

Bertoldi. «Federmanager è un’associazione apolitica, pronta a dialogare con chiunque si trovi al governo. Quello che noi chiediamo a questo mondo sono risposte rapide per il territorio e non perdite tempo: spesso – soprattutto a livello locale – ai cambi dei vertici politici corrisponde la rimessa in discussione di progetti già avviati o finanziati».

Gregorio Maroso



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Gregorio Maroso, veronese, laureato in Filosofia all'Università di Verona e studente in Editoria e Giornalismo nello stesso ateneo. Da sempre si interroga sulla vita e spera che indagare e raccontare i suoi aspetti nascosti possa fornirgli le risposte che cerca. gregoriomaroso@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. ODC

    16/04/2021 at 14:12

    La prima risposta è già definitiva.
    In questo senso un sincero augurio : abbiamo bisogno come il pane di sincere originalità.

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