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Nabucco - Arena di Verona
2017, Nabucco – ©Foto Ennevi

Spettacoli

Il Nabucco firmato da Bernard on demand sulla webtv di Fondazione Arena

Con 221 recite tra le pietre dell’Arena, l’opera è tra i colossal delle stagioni areniane, dalla sua prima rappresentazione nell’anfiteatro nel 1938, è tornata in cartellone per 23 Festival in 11 diversi allestimenti.

Da mercoledì 14 aprile 2021 alle 12:00 Nabucco sarà disponibile per 30 giorni come contenuto premium sulla webTV di Fondazione Arena, al costo di € 9,90 per accesso, arricchendo così un palinsesto sempre più strutturato che affianca titoli meno noti agli allestimenti areniani più conosciuti e seguiti dal pubblico. Con 221 recite tra le antiche pietre dell’Arena, Nabucco è tra i colossal delle stagioni areniane: terza per numero di serate dopo Aida e Carmen, l’opera, dalla sua prima rappresentazione nell’anfiteatro nel 1938, è tornata in cartellone per 23 Festival in 11 diversi allestimenti. Il dramma verdiano, frutto del lavoro del giovane Verdi infervorato di passione politica, ha inaugurato il Festival 2017 nell’allora inedito allestimento firmato per regia e costumi da Arnaud Bernard e con le scene di Alessandro Camera e le luci di Paolo Mazzon.

L’ambientazione è trasposta tra il 1848 e il 1860, periodo in cui l’Impero austriaco dominava il Regno Lombardo-Veneto, e la regia di Bernard legge nel contrasto insito nella vicenda narrata nell’opera – che si esprime nel conflitto tra Babilonia e Gerusalemme – la storia d’Italia negli anni turbolenti del Risorgimento. Ed è proprio questa visione profondamente risorgimentale suggerita da musica e libretto, e propria dei rivoluzionari italiani negli anni in cui Verdi componeva l’opera, che ha permesso a Nabucco di diventare nell’immaginario collettivo il titolo patriottico per eccellenza, con il suo Va’, pensiero che si eleva come una bandiera ad inno del riscatto nazionale.

Bernard parte da questa interpretazione per rendere il dramma più storico, umano e verosimile e tutta la messa in scena ha come ambientazione luoghi ben riconoscibili: il Teatro alla Scala, un bastione semi-diroccato, la sala di un palazzo nobiliare. Come ha raccontato il regista, la vicenda parte da un momento storicamente ben definito, quasi fosse una fotografia d’epoca: «L’azione si svolge attorno al Teatro [alla Scala] durante una reale rappresentazione di Nabucco, per sottolineare maggiormente quanto l’opera e la musica di Verdi potessero entusiasmare ed accendere gli animi ancor più di mille proclami». Perché, chiarisce Bernard, «sicuramente la colonna sonora di questo periodo storico è stato il melodramma italiano, e in particolare le opere di Giuseppe Verdi».

Il cast, guidato da Daniel Oren, vede George Gagnidze nei panni del protagonista Nabucco, insieme a Susanna Branchini come Abigaille e Rafał Siwek nel ruolo di Zaccaria. Nino Surguladze interpreta Fenena accanto all’Ismaele di Rubens Pelizzari. Completano il cast Nicolò Ceriani nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo, Paolo Antognetti nei panni di Abdallo ed Elena Borin, infine, dà voce ad Anna. Impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi ed i tecnici dell’Arena di Verona insieme a numerose comparse.

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