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Vangelo

Pasqua ci insegna che vivere è ricominciare e rinascere

Siamo tutti stanchi e ancora pieni di paure, ma come cristiani siamo chiamati a «rendere conto della speranza che è in noi»

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Marco
[… ] Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». Marco 16,1-8

Se la Pasqua dello scorso anno, per la prima volta, è stata una Pasqua senza riti e con le chiese chiuse, questa Pasqua 2021 ci auguriamo tutti che possa diventare veramente la Pasqua della ri-nascita.

La pandemia ci ha messo tutti in crisi e ci ha costretti a fermarci e a pensare. Stiamo vivendo una svolta epocale a tutti i livelli. La parola chiave attorno a cui ruota questa drammatica esperienza del coronavirus è la parola “fragilità”.  Siamo tutti fragili. Ci sentivamo tutti onnipotenti. Dominatori del mondo e della natura. Il Covid ci ha messi tutti in ginocchio e ci ha insegnato che siamo tutti vulnerabili.

Cosa fare? É la domanda che ci poniamo tutti in questa Pasqua. Nessuno ha la ricetta magica. Solo una ingenua follia può farci pensare al “torniamo al tutto come prima”. Ma è anche altrettanto pericoloso affidarsi alla retorica dell’ “andrà tutto bene”.

C’è un’altra parola che la pandemia ci obbliga a mettere al centro del nostro futuro. É la parola “cura”. Una semplice mascherina ci ha fatto capire che, difendendo noi stessi, proteggiamo anche gli altri. Dobbiamo imparare a “prenderci cura” di noi stessi, degli altri, del creato, di Dio. Come dice papa Francesco nella lettera enciclica “Fratelli tutti”, è «tutta la realtà che geme e si ribella. Non si può pensare di salvarsi da soli. Ci si salva insieme».

É questo il messaggio di speranza che la Pasqua regala sia ai credenti sia ai non credenti. I simboli della Pasqua sono tutti segni che parlano di vita, di rinascita, di futuro. Perché la Pasqua cade sempre in primavera ? Perché è la stagione in cui la natura rinasce. Perché a Pasqua si regalano le uova? Perché l’uovo è il simbolo della fertilità. La colomba nella Bibbia è il simbolo della pace. Il suono delle campane sono per tutti un segno di festa e di gioia.

Il nostro futuro dobbiamo pensarlo, inventarlo e costruirlo tutti assieme. Siamo tutti stanchi e ancora pieni di paure. Ma è nei momenti difficili che di solito riusciamo a tirar fuori il meglio di ognuno di noi. Soprattutto come cristiani, come dice la prima Lettera di Pietro, siamo chiamati a «rendere conto della speranza che è in noi».

Chi sono i primi che vanno al sepolcro la mattina di Pasqua? Una donna, la Maddalena, una innamorata di Gesù, e Giovanni, il discepolo più giovane. Erano stati gli unici a rimanere con Maria sotto la croce. Sono anche i primi a credere nella risurrezione. A credere che l’amore vince anche la morte. Il messaggio è chiaro. Solo gli innamorati possono credere nella risurrezione. Solo se impareremo a coniugare la ragione con il cuore, riusciremo ad inventare e a costruire con passione un futuro più umano, un futuro migliore.

Don Roberto Vinco
Domenica 4 aprile 2021

«L’unica gioia al mondo è cominciare. E’ bello vivere, perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.» Cesare Pavese, Il mestiere di vivere.

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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