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Vangelo

Gesù è venuto per liberarci da chi usa la religione per interesse

Tante cose oggi sono cambiate, ma purtroppo certi Santuari assomigliano più a dei mercati del sacro che a veri luoghi di spiritualità

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Giovanni
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo. Giovanni 2,13-25

Mentre gli evangelisti Matteo, Marco e Luca mettono questo racconto alla fine della missione di Gesù, poco prima della passione, Giovanni invece colloca questo fatto all’inizio del suo Vangelo. Forse perché lo ritiene come una “porta di ingresso” per capire il messaggio e la vita di Gesù.

Al tempo di Gesù la religione, il tempio, i riti, la legge, avevano preso il posto di Dio. I sacerdoti avevano ridotto la religione e il Tempio uno strumento di potere e di ricchezza. È di fronte a questo che Gesù si arrabbia e caccia fuori tutti con una frusta.

Ma qual è per Gesù la vera casa del Padre? Non quella fatta di pietre. Sono le persone le pietre vive del tempio di Dio. Per Gesù l’unico vero tabernacolo è il cuore dell’uomo. La vera fede è soltanto quella che rispetta le persone.

Ma con Gesù non crolla soltanto il Tempio, finisce anche il primato della Legge sulle persone. Infatti più volte ribadirà che “Il sabato è fatto per l’uomo non l’uomo per il sabato”.
Per Gesù non esistono leggi o principi non negoziabili. Solo la persona è un assoluto.

Il vero sacrilegio è profanare il corpo dell’uomo non il tempio. Gesù è venuto per “liberarci” da chi “usa” la religione per i propri interessi, o peggio per fare soldi. Gesù si ribella di fronte a chi in nome di Dio fa vivere la gente nella paura, o pretende di dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

È vero che tante cose oggi sono cambiate, ma purtroppo certi Santuari assomigliano più a dei mercati del sacro, che a veri luoghi di spiritualità. Si sente ancora spesso la frase: “quanto costa una Messa”? Dio non si compera. “Non posso dire io ti do preghiere ed offerte e tu in cambio mi dai salute e benessere”. (Ronchi)

La chiusura delle chiese durante la pandemia ha costretto anche noi a riflettere sul significato dei nostri riti, sul bisogno di coniugare le nostre celebrazioni con la vita. Le Messe alla televisione sono molto lontane dal significato che dovrebbero avere le nostre Eucarestie.

Per Gesù, la legge, il tempio, i riti, la comunità, sono aspetti importanti, ma sempre relativi, sono mezzi, non sono mai degli assoluti. Anche lui va in Sinagoga o al Tempio, ma frequenta molto più spesso i luoghi della vita, le case, le piazze, la polvere delle strade.

Concludiamo con una bella frase che sintetizza il messaggio del Vangelo di oggi: Il teologo Bonhoeffer diceva: “Essere cristiani non significa essere religiosi, ma significa essere umani. Ed essere umani, per il Vangelo vuol dire “vivere per gli altri”.

Don Roberto Vinco
Domenica 7 marzo 2021

Ogni giorno ci sono cose e persone
che hanno bisogno di me
per fare un passo verso il loro compimento,
e nell’aiutarle a farlo, io realizzo me stesso.
Alessandro D’Avenia

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

1 Comment

1 Comment

  1. ODC

    14/03/2021 at 13:40

    Durante il massacro nel ghetto di Varsavia si chiedevano dove era Dio ?
    E dov’era l’uomo ?

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