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WWF e comunicazione: l’ambientalismo come valore da condividere

INTERVISTA – Il presidente Michele Dall’O: «Disponibili al confronto, a partire da quelle realtà che sono vicine alla nostra sensibilità».

INTERVISTA – L’associazione WWF Veronese è la decana tra le organizzazioni ambientaliste della città, con la sua fondazione nel 1971. Composta esclusivamente da soci volontari, questa ONLUS persegue la tutela e la conservazione della biodiversità locale, adoperandosi in opere di salvaguardia ambientale e promozione delle aree naturalistiche: tra i risultati più rilevanti spiccano la valorizzazione della palude del Busatello a Gazzo Veronese, la creazione dell’Oasi della Bora a Povegliano e l’opera di protezione del Parco della Lessinia. A questo lavoro sul campo, l’associazione abbina una nutrita attività di divulgazione, volta ad informare il pubblico sul tema della conservazione degli habitat, dei SIC (Siti di Interesse Comunitario) e delle specie veronesi: il libro Osservazioni naturalistiche nel SIC Val Galina e Progno Borago del 2013 e la Guida al Parco Naturale della Lessinia dello scorso anno rappresentano le pubblicazioni principali. Per approfondire l’aspetto della comunicazione abbiamo intervistato il presidente dell’associazione WWF Veronese Michele Dall’Ò’.

Michele Dall'O

Michele Dall’O

– Dall’Ò’, quanta importanza date alla comunicazione nella vostra mission?

Dall’Ò’. «Molta. Dall’anno scorso l’associazione ha intrapreso un processo di riorganizzazione che non può prescindere dalla comunicazione dei nostri valori e degli eventi che organizziamo. Abbiamo coinvolto i giovani, che in questo ambito specifico forniscono grosse spinte vitali».

– Tra i vostri obiettivi c’è anche quello di raggiungere il decisore politico?

Dall’Ò’. «Ovviamente sì, ma per noi risulta complicato: gli argomenti che affrontiamo vengono spesso etichettati politicamente in un determinato senso, perciò è difficile essere presi in considerazione da tutti. La realtà dei fatti è che la nostra associazione è apartitica ed intende comunicare i propri ideali a qualsiasi fazione politica».

– Avete strutture interne dedicate alla comunicazione?

Dall’Ò’. «L’ambito della comunicazione è gestito dalla nostra addetta stampa Debora Marcucci, che si occupa, assieme ad altri collaboratori, del sito web e dei canali social Facebook ed Instagram».

– Ritiene che sia necessario un maggior investimento economico nella comunicazione?

Dall’Ò’. «Sarebbe auspicabile, ma non è un nostro obiettivo primario. Siamo un’associazione di volontari, il nostro investimento maggiore è di tipo temporale: trovare persone che offrano il proprio tempo per le nostre cause è la priorità».

– I media cittadini danno spazio alla vostra associazione e ai vostri obiettivi?

Dall’Ò’. «Uno dei fondatori del WWF Veronese, Averardo Amadio, aveva un rapporto privilegiato con L’Arena. L’anno scorso è venuto a mancare, e ci siamo riorganizzati attraverso la figura di Debora, trovando spazio anche su Telearena, Heraldo, Verona In e Salmon Magazine».

– Avete mai pensato ad un progetto di comunicazione condiviso con altre associazioni?

Dall’Ò’. «Sì, seppur gli sforzi in questo senso siano stati indirizzati principalmente ad ottenere collaborazioni che garantissero all’associazione nuovi soci attivi. Per esempio, alcuni dei nostri giovani hanno appena terminato un percorso con il Centro Servizi Volontariato per attirare iscritti».

– Sareste disposti a sedervi attorno a un tavolo per discutere con altri soggetti interessati?

Dall’Ò. «Sì, assolutamente».

– Quali sono i soggetti con cui condividerebbe un progetto di comunicazione?

Dall’Ò’. «Sicuramente con quelli più vicini a noi nel campo della conservazione della biodiversità. Penso a Verona Birdwatching, Il Carpino, GIROS (Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee), Legambiente, Italia Nostra, LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), o anche ad altre realtà che non sono strettamente ambientaliste ma hanno voglia di interagire con le nostre tematiche».

– Qualche considerazione finale sul tema comunicazione?

Dall’Ò’. «Con la moltitudine di canali presente, penso sia ormai obbligatorio coinvolgere i giovani, in modo che facciano arrivare i nostri ideali a fasce di pubblico più ampie. Questa potrebbe essere la strada per cambiare l’opinione che molti veronesi hanno sulla natura».

Gregorio Maroso

Sullo stesso tema della comunicazione leggi le interviste ai responsabili di altre realtà associative e sindacali veronesi.

Arci: «Fare comunicazione ha un significato sociale e politico»

Velardita, Italia Nostra: «Mettere da parte gelosie e lavorare insieme»

Le Rondini: «Imparare a condividere le strategie di comunicazione»

Adiconsum (CISL): «Mettiamo in rete tutte le forze disponibili»

Acli: «Sulla comunicazione siamo disponibili ad un confronto»

CGIL, come far sentire la propria voce in un mondo che cambia?

Legambiente Verona, l’ufficio stampa e le sinergie mediatiche

 

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Gregorio Maroso, veronese, laureato in Filosofia all'Università di Verona e studente in Editoria e Giornalismo nello stesso ateneo. Da sempre si interroga sulla vita e spera che indagare e raccontare i suoi aspetti nascosti possa fornirgli le risposte che cerca. gregoriomaroso@gmail.com

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