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Opinioni

Primi passi del Comune per una gestione del verde condivisa

Approvato a Palazzo Barbieri con votazione unanime il Regolamento comunale per la tutela e l’incremento del verde pubblico e privato.

Il Consiglio Comunale di Verona nella seduta del 18 febbraio ha approvato con votazione unanime il Regolamento comunale per la tutela e l’incremento del verde pubblico e privato. Il documento è il risultato del lavoro, iniziato verso la fine del 2018, portato avanti dall’Amministrazione comunale insieme a Amia, Ordini professionali di Architetti, Agronomi, Arboricoltori, Florovivaisti, WWF, Legambiente, Italia Nostra, Lipu, VeronaPolis, Fai e Gruppo Fronda Verde.

Il Regolamento si occupa soprattutto della qualità del verde urbano, sia pubblico che privato, con particolare attenzione all’uso dei materiali, alle norme per la corretta scelta, piantumazione e manutenzione degli alberi; ma offre indicazioni anche sulla gestione di vari ambiti del verde urbano, come parchi, giardini, viali, il verde delle mura storiche, i percorsi ciclo-pedonali, i parcheggi, le rive dell’Adige, la collina, gli orti urbani.

Tra i 13 emendamenti presentati, l’Amministrazione comunale ne ha accolti 2: uno a firma Laura Bocchi (Lega), per inserire un rimando al Regolamento comunale per la Tutela degli animali, già in vigore; un altro a firma di Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune) per l’avvio dell’iter del Piano comunale del Verde entro un anno. Quest’ultimo, come più volte è stato rimarcato su questo giornale, ha una particolare rilevanza perché impegna l’Amministrazione ad avviare entro un anno da oggi il Piano che, da un punto di vista prettamente urbanistico, dovrebbe censire sia il verde esistente sia stabilire il verde a cui hanno diritto i quartieri. Tuttavia in attesa del Piano del Verde, il Regolamento approvato giovedì scorso getta fin da ora le basi per la condivisione dei cittadini alla gestione del verde pubblico e dispone un cambio di rotta che rappresenta la vera novità.

Con l’articolo 3 “Partecipazione della cittadinanza e Consulta per il verde” da un lato “promuove, nella forma della cooperazione pubblico-privata, la partecipazione attiva della cittadinanza, direttamente o tramite le associazioni, alle attività di pianificazione, tutela, gestione e valorizzazione del verde”.

Dall’altro “il Comune si impegna ad istituire la “Consulta per il Verde” quale organismo rappresentativo con il compito di proporre, esaminare e discutere i progetti più complessi o situazioni particolarmente delicate. Per la progettazione di nuove aree verdi o interventi di risistemazione di quelli esistenti di particolare rilievo, in ragione della dimensione, della collocazione o della valenza culturale o ambientale o paesaggistica, l’Amministrazione comunale privilegia il metodo della coprogettazione, intesa come processo concertativo volto a definire la realizzazione degli spazi verdi in risposta alle specifiche esigenze e preferenze della comunità, promuovendo la conoscenza e la cultura del verde inteso quale bene comune”.

Ciò vuol dire che in base all’articolo 3 del Regolamento il Comune dovrebbe attivare fin da subito la Consulta per il Verde, sull’esperienza di quella istituita per la redazione del Regolamento stesso.

Diversi sono i progetti complessi o situazioni particolarmente delicate sul verde pubblico attualmente sul tavolo del Comune per i quali dovrebbe essere avviato il ‘processo concertativo. A mio parere i principali sono tre: Il Parco allo Scalo, la Cava Speziala e gli annunciati abbattimenti e i reimpianti di centinaia di alberi annunciati dal Comune a seguito della tempesta dell’agosto scorso.

Su questi temi si misurerà nelle prossime settimane la reale volontà del Comune a proseguire nel cammino virtuoso finora portato avanti su questo importante e attualissimo aspetto della vita cittadina.

Alberto Ballestriero
VeronaPolis

Alberto Ballestriero

Alberto Ballestriero. La campagna e il paesaggio sono una presenza costante nella sua vita. Ha lavorato come funzionario nella gestione di canali e opere agrarie presso uno dei più importanti Consorzi di Bonifica del Veneto. Dopo la qualifica nel settore del verde progetta parchi e giardini, alcuni dei quali pubblicati. È socio dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio). Per diversi anni è stato responsabile del settore verde urbano della sezione veronese di Italia Nostra. Ha pubblicato il libro “Confini Connessioni Scenari – divagazioni di un giardiniere sul paesaggio”. È socio fondatore dell’Osservatorio territoriale VeronaPolis. ballestriero@gmail.com

1 Comment

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  1. Avatar

    MP3

    20/02/2021 at 18:09

    Speriamo sia un ulteriore passo verso la creazione di nuove aree verdi e la piantumazione di nuove specie arboree. Importantissimo sarebbe inoltre valorizzare le aree verdi comprese tra il Parco di Villa Buri ed il Parco di Pontoncello. Sappiamo che l’amministrazione comunale ha fatto uno sforzo, rispetto alla non-pianificazione della giunta Tosi, di bloccare alcuni centri commerciali, come quello della Cercola, evitando ulteriore consumo di suolo. L’incremento di aree verdi sarebbe necessario nel Quartiere di Borgo Roma, dove alto è il tasso di polveri sottili, e nella zona dello Scalo, dove sarebbe auspicabile la creazione di un bosco urbano, si veda la Higline dell’ex-metropolitana di New York oppure le periferie di Berlino. Oltre che migliorare la qualità dell’aria, si diraderebbero bombe d’acqua meteoriche come abbiamo visto nell’estate scorsa, stessa cosa si potrebbe fare nell’area della Caserma Passalacqua.

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