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Mario Draghi
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Lettere

Draghi, un enigma che speriamo non deluda gli italiani

L’ex governatore della BCE non è solo un tecnico ma anche un abile politico che ha sempre saputo fiutare le situazioni e cambiamenti

Tutti, o quasi, con Mario Draghi, da Leu alla Lega, dal PD al M5S a Forza Italia. Il miracolo della politica italiana che dopo aver sottoscritto il proprio fallimento, osanna il tecnico salvatore della Patria.

Ma Draghi chi è veramente? È il laureato in economia del 1970 presso la Sapienza di Roma, che con una tesi di stampo Keynesiano, esponeva i rischi economici, sociali e politici della moneta unica europea di cui già allora si parlava? O è il Draghi che, in un clima di neoliberismo rampante, nel 1992 saliva a bordo del panfilo Britannia, con il gotha della finanza mondiale, in vista delle privatizzazioni del patrimonio industriale pubblico italiano? Privatizzazioni di cui sarà poi fra i curatori in qualità di Direttore del Ministero del Tesoro, carica che ricoprì fino al 2001.

È il Draghi che nell’agosto 2011, quale governatore entrante della BCE, assieme a Trichet, governatore uscente, con lo spread sotto attacco della speculazione internazionale, dettava i cosiddetti compiti a casa al governo italiano senza i quali era negato il sostegno della Banca Centrale? Compiti a casa di cui sarà tristemente esecutore Mario Monti protagonista con Elsa Fornero di drastici tagli alla spesa pubblica tra cui sanità, pensioni e tassazione sulla prima casa, peggiorando peraltro il debito pubblico italiano.

Lo stesso Draghi che, come governatore della BCE, membro della troika, tagliando la liquidità alle banche greche, dava il contributo determinante alla resa di Alexis Tsipras, e della volontà popolare democraticamente espressa con un referendum. Una capitolazione trasformatasi in un massacro sociale ed economico di un popolo umiliato in ginocchio, per tutelare le banche francesi e tedesche.

Oppure è il Draghi del famoso whatever it takes e che poi in contrasto con le regole di Maastricht e tenendo testa al rigore germanico, grazie al QE (Quantitative Easing) salvava l’eurozona, dando fiato all’economia italiana? O anche il Draghi che nel 2020, terminato l’incarico in BCE, coraggiosamente affermava che per uscire dai danni economici della pandemia era il momento per i governi di fare deficit, ben oltre il 3% di Maastricht fino anche al 10%. E che il debito pubblico per investimenti è debito “buono” indispensabile per la crescita economica di un Paese.

Quale è il Draghi chiamato adesso a governare l’Italia? Quale sarà la sua politica economica in un parlamento che lo sostiene così largamente da forze politiche fra loro in antitesi? Certamente la situazione dell’Italia del 2021 è molto diversa da quella del 2011. Se Monti all’epoca aveva il compito di fare austerità tagliando spesa corrente, ora Draghi al contrario dovrà spendere i soldi del Recovery Fund facendo debito pubblico “buono” che inneschi la crescita economica. Inoltre, diversamente dal 2011, la Bilancia dei Pagamenti con l’estero è saldamente in attivo e lo spread, grazie alla protezione della BCE, è ai minimi: una condizione propedeutica propizia alla crescita.

L’aria è cambiata anche in Europa: la pandemia ha messo a nudo le molte criticità dei Trattati europei, a cominciare dai parametri di Maastricht e del Fiscal Compact, entrambi sospesi, e mettendo in discussione lo stesso paradigma dell’austerità.

Draghi arriva anche in un momento in cui l’asse franco-tedesco è in crisi, con la cancelliera Merkel che ha perso smalto e si avvia ad essere sostituita in Germania, mentre il presidente francese Macron vero leader internazionale non lo è mai stato. Siamo ben lontani dai sorrisetti MerkelSarkosy del 2011 ed anzi Draghi siederà ai tavoli della UE e del G20 con assoluto prestigio, autorevolezza e competenza.

Di certo Mario Draghi non è solo un tecnico, ma anche un abile politico, che ha sempre saputo fiutare le situazioni ed i cambiamenti di clima economico e politico, dosando parole e comportamenti, conquistandosi la fiducia delle élite finanziarie globali. Speriamo non deluda invece la fiducia degli italiani.

Claudio Toffalini

Claudio Toffalini
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Claudio Toffalini è nato a Verona nel 1954, diplomato al Ferraris e laureato a Padova in Ingegneria elettrotecnica. Sposato, due figli, ha lavorato alcuni anni a Milano e quindi a Verona in una azienda pubblica di servizi. Canta in un coro, amante delle camminate per le contrade della Lessinia, segue e studia tematiche sociali e di politica economica. toffa2006@libero.it

4 Comments

4 Comments

  1. Avatar

    ODC

    14/02/2021 at 00:02

    Draghi è tutto e il contrario di tutto.
    E’ il miglior allievo di un intellettuale finissimo , Federico Caffè, letteralmente sparito. Un luminare autentico della scienza economica, Keynesiano che forse per la morte di un suo allievo, Ezio Tarantelli, forse per dispiaceri familiari toglie l’incomodo.
    Ma ritorniamo al nostro: si laurea magna cum laude con una tesi commissionata dallo stesso Caffè e dimostra ignoppungnabilmente che la moneta unica sarebbe un suicidio. Poi va al Mit da Modigliani e li qualche dubbio sul keynesismo dell’origine gli viene. È un grand commies, intelligente, sottile e soprattutto italiano.
    Piuttosto una domanda: c’era proprio bisogno che nominasse un ministro degli Esteri a mio parere non all’altezza del suo compito?

    • Avatar

      Franz

      14/02/2021 at 19:45

      Perché invece la ministra Gelmini è all’altezza.
      E poi non parlerei di fallimento della politica. Il governo Conte2 non stava andando male: è che non potevano lasciargli gestire 209 miliardi. È solo per quello che il Rignanese ha scatenato la crisi

  2. Avatar

    Cristina

    14/02/2021 at 17:20

    Mi chiedo se il dottor Draghi preferisca dare ordini o riceverli. O tutt’e due. Se così fosse, bisognerebbe considerarlo un caso di specie, uno degli esempi fulgidi della necessità di tornare al passato. La Grecia, quella terra che lui affamò senza pietà, avendo prima di ciò studiato al liceo classico, ma gesuitico (è così, vero?), la Grecia di Edipo, Edipo che uccide il padre, Edipo che non può sconfiggere la peste a Tebe, Edipo che si accieca, Edipo che pure aveva risolto l’enigma della Sfinge: qual è l’animale che al mattino cammina su quattro gambe… ? L’uomo, rispose Edipo.
    Edipo, dottor Draghi, quello dell’umano che è in noi, con tutti gli orrori sui.

  3. Giuseppe Braga

    Giuseppe Braga

    18/02/2021 at 11:47

    Senza filosofare molto, credo che Draghi si sia assunto un compito molto improbo, guardato da quasi tutti con una terribile paura nascosta pero da presunzione e supponenza. 2595 miliardi di euro di debito pubblico, accumulati nel corso degli anni durante i quali nessuno dei 64 governi italiani, dalle varie formule, dal 1946 ai giorni nostri, ha saputo quantomeno contenere. Sono queste le cause che hanno originato le moltissime crisi politiche nel nostro Parse. In tanti, anzi tutti prima di lui, hanno speso di piu di quanto il Paese riusciva a creare e produrre. Ora, in tanti aspettano di vedere cosa riuscirà a fare, nella speranza di vederlo fallire nell’intento di cambiare registro.

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