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Vangelo

«Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demoni»

Gesù non ha mai detto che la sofferenza avvicina a Dio, ma ha sempre cercato di curare, di guarire, di aiutare, di consolare

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo  trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni. Marco 1,29-39

Troviamo spesso nel Vangelo di Marco l’immagine del Gesù “che guarisce”. Il problema della malattia e della sofferenza, era ed è anche oggi, un problema che ci pone molte domande. Anche noi come il Giobbe della Bibbia di fronte al dolore, in particolare oggi di fronte al dramma del coronavirus, ci chiediamo: ma perché Dio permette tanta sofferenza? Addirittura qualcuno ritiene che il Covid sia un castigo di Dio.

Su questo argomento, anche tra i cristiani, c’è ancora tanta confusione. Si sentono talvolta certe frasi «Era un angelo e Dio lo ha voluto con se». Oppure: «Dio attraverso la malattia vuole metterti alla prova». Ma come può un Dio che è Padre misericordioso, volere la sofferenza dei suoi figli? Che cosa ci dice Gesù sulla sofferenza e il dolore? Sul “perché” della malattia Gesù non ci dice nulla. Al dolore e alla morte non c’è risposta. Fanno parte del mistero della vita.

Gesù invece ci insegna una cosa importante. Con il suo esempio ci dice quale deve essere il nostro atteggiamento di fronte ai malati. La vera fatica non è quella di spiegare o di giustificare il dolore, ma quella di renderlo “vivibile” e “sopportabile” Gesù non è né un mago né un esorcista. Quando incontra un malato prova “compassione”. Si commuove. Che cosa fa Gesù di fronte alla suocera di Pietro? «Si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano»

Si avvicinò. Gesù non ha paura del dolore, non lo evita, lo affronta. Non rispetta le leggi di quel tempo che proibivano di toccare certi ammalati. La prese per mano.  Prendere per mano è sempre un gesto di grande affetto. Spesso i Vangeli ci presentano un Gesù che tocca e si lascia toccare. Un Gesù che si lascia profumare e accarezzare i piedi. E la sollevò. Il sollevare è il gesto di chi aiuta. In questo caso è importante sottolineare che Marco usa il verbo greco eghéiro che è lo stesso che usa per dire che Gesù è risorto. Ti cambia la vita, ti dona la forza di ricominciare. Infatti, appena guarita, la suocera di Pietro si fa “dono” per far felici gli altri.

Gesù di fronte ai malati non ha mai predicato la rassegnazione. Anche lui sulla croce grida e urla la sua disperazione. Ha sempre cercato di curare, di guarire, di aiutare, di consolare. Non ha mai detto che la sofferenza avvicina a Dio. Non ha mai chiesto agli ammalati di offrire la propria sofferenza a Dio.

Padre David Turoldo malato di tumore diceva: “É impensabile che Dio voglia il cancro. É impossibile che Dio abbia a che fare con la mia malattia. Se è lui che mi ha mandato il tumore, non posso curarmi, perché sarebbe come andare contro la sua volontà. Io non prego mai Dio perché mi guarisca. Perché dovrebbe guarire me e non il mio nipote disabile. Io invece prego Dio perché mi dia la forza di sopportare il dolore e di affrontare la sofferenza e la morte con lo stesso coraggio di Cristo”.

Nessuno di noi ha il potere di fare miracoli, di “guarire” i malati, ma tutti possiamo … prenderci cura di loro.

Don Roberto Vinco
Domenica 7 febbraio 2021 

Non chiedere a Dio di fare quello che dovresti fare tu
«Un uomo vede per strada un bambino che muore di fame. Alza gli occhi al cielo e dice: “Dio perché non fai nulla per lui? E una voce risponde dall’alto: “Io, per lui…, ho fatto te!”» Antico racconto Chassidico

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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