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Vangelo

La Parola di Gesù ci mette davanti ai nostri demoni, le nostre incoerenze

Il Vangelo fa male, ma è un male che ci aiuta a guarire, a star bene. Dobbiamo avere il coraggio di essere liberi e autentici

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Marco
Giunsero a Cafàrnao, e subito, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento:  egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella sinagoga vi era  un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?  Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.  Marco 1,21-28

Perché la gente che ascoltava Gesù rimaneva stupita? Perché, ci dice Marco, la sua era una parola autorevole che guariva. La sua novità non consisteva in particolari dottrine. Lui era quello che diceva. Mentre i “preti” di allora (scribi e farisei) erano diventati dei “mestieranti” della parola, Gesù invece, con il suo esempio, era l’incarnazione della parola. Era una parola comprensibile da tutti e soprattutto che aiutava a vivere.

Spesso Marco nel suo Vangelo parla di Gesù come una persona “libera”, che non faceva soltanto dei bei discorsi, ma sapeva coniugare le sue parole con la vita. Era libero di fronte alle leggi “religiose” che riteneva ingiuste. Sosteneva che il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per la legge. Era libero di fronte a certe tradizioni o costumi sociali assurdi. Non accettava le regole che impedivano di toccare gli ammalati, che emarginavano i lebbrosi, che umiliavano le donne.

La sua era una libertà scomoda. Infatti che cosa dice l’indemoniato: «Sei venuto a rovinarci?» Sì, è vero, la parola di Gesù ti rovina perché disturba la tua tranquillità. La sua non è una idea di libertà “egoistica” ma “solidale”. É una libertà che vuole che tutti possano essere liberi. É una libertà che “si prende cura” di chi è in difficoltà, di chi è oppresso dalla malattia, di chi è calpestato nei suoi diritti. É una libertà che nasce da una parola che ha perfino la forza di: «scacciare gli spiriti impuri».

Ma chi sono questi indemoniati che troviamo spesso nei Vangeli? Al tempo di Gesù c’erano molti “ammalati” colpiti da qualche malattia sconosciuta alla medicina di allora. Secondo parecchi esegeti gli “indemoniati” non è altro che l’immagine di ogni persona che si sente schiava del “male”. Il demonio rappresenta il male che c’è attorno a me e dentro di me. Il demonio è il mio egoismo, la mia sete di potere, di denaro, che si traduce in ingiustizie, in violenze.

La parola di Gesù mi mette in crisi, perché mi mette di fronte alle mie incoerenze, alle mie infedeltà. Mi ricorda che non posso pregare per la fame nel mondo quando a casa ho il frigo pieno. Non posso commuovermi di fronte alle file di migranti che vivono in condizioni disumane e rimanere indifferente. Forse anche noi abbiamo bisogno di essere “rovinati” dal Vangelo. Per guarire, per liberarci dai nostri “demoni”, per imparare a vivere da persone libere. Il Vangelo fa male. Ma è un male che ci aiuta a guarire, a star bene.

Don Roberto Vinco
Domenica 31 gennaio 2021 

Diventa quello che sei! La libertà si conquista
«Siamo al mondo per diventare liberi. Ma per essere liberi ci vuole coraggio. Il coraggio di sottrarsi al pensiero dominante, il coraggio di scoprire nuovi valori in cui credere, il coraggio di costruire un rapporto autentico con gli altri e con se stessi, per diventare veramente chi siamo».
Vito Mancuso, Il coraggio di essere liberi, Garzanti

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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