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Il Vangelo

«Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini»

Condividere il sogno di Gesù è il frutto di un cammino lento fatto di crisi, successi, delusioni, discussioni e di abbandoni.

Dal Vangelo di Marco
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, e andarono dietro a lui. Marco 1,14-20

Mi ha colpito molto il commento a questo breve brano di Antonietta Potente, una donna, una teologa, una religiosa. Per tanti di noi è anche una cara amica che ci aiutato a pensare e a camminare verso una fede adulta. Come donna, dice la Potente, mi è molto difficile commentarlo, perché ci offre una immagine del discepolato soltanto al maschile. Tutto sembra rinchiudersi attorno a un piccolo gruppo di maschi: il Battista, i discepoli e Gesù. Forse, commenta la Potente, se a raccontarlo fosse una donna, l’episodio acquisterebbe una diversa luce.

Spesso infatti questo brano è stato usato per esaltare l’eroicità della vocazione dei discepoli oppure per sottolineare l’organizzazione gerarchica della chiesa. Marco invece inserisce questa narrazione proprio all’inizio del suo Vangelo. Quasi a sottolineare che è la partenza di un cammino, non un arrivo. È la descrizione della nascita di un gruppo di amici che iniziano a condividere un cammino, un sogno, un progetto. È una esperienza che parla di affetti, di umanità, di speranza, di futuro.

I primi discepoli ci raccontano la loro piccola, grande storia di liberazione. In quel giorno hanno maturato il coraggio di “lasciare le reti”, il loro lavoro, per incominciare un nuovo percorso. «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». Non è un invito a catturare le persone per imprigionarle in una rete. Per Gesù il vero tesoro è l’umanità delle donne e degli uomini. Per cui pescare uomini vuol dire metterli in salvo, liberarli da ogni forma di schiavitù, aiutarli a creare relazioni profonde, vere. Tirarle fuori non solo dall’acqua perché non anneghino, ma dalle situazioni di ingiustizia, di sofferenza, di inumanità.

Gesù ha lavorato tre anni per formare un piccola comunità con cui condividere un sogno: il sogno che tutti possano vivere una vita dignitosa, serena, sobria, umana. «… e subito, lasciate le reti, lo seguirono …». Non è assolutamente credibile che sia avvenuto tutto all’improvviso. I discepoli avevano un lavoro, una famiglia, una moglie, dei figli. Scegliere la strada delle beatitudini del Vangelo non può risolversi con un “subito”. È una decisione molto più difficile e complessa. Sia per i primi discepoli, come per noi, condividere il sogno di Gesù è il frutto di un cammino lento, fatto di entusiasmi, di crisi, di successi, di delusioni, di discussioni, di abbandoni.

Bella l’immagine che ci offre la teologa Elisabeth Green: “I primi discepoli hanno accolto l’invito di Gesù e hanno riempito le loro barche non di pesci, ma di donne e di uomini. E le loro barche, oggi, dopo duemila anni, sono arrivate fino a noi”.

Don Roberto Vinco
Domenica 24 gennaio 2021

Roberto Vinco
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Don Roberto Vinco è parroco a San Nicolò all'Arena (Verona). roberto.vinco@tin.it

1 Comment

1 Comment

  1. Avatar

    ODC

    26/01/2021 at 19:07

    Molto bello.
    Come al solito, Roberto .
    I tuoi commenti sono sempre una lieta sorpresa.

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