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Cattolica Assicurazioni, l’epilogo inglorioso di una classe dirigente

L’Ivass esprime un giudizio durissimo sull’attuale Cda indicando gravi carenze di controllo dei rischi nelle decisioni più rilevanti.

Dopo il trambusto nel quale Cattolica Assicurazioni è stata gettata con la revoca dell’amministratore delegato Alberto Minali, e da una serie di improvvide decisioni del cda,  fino a svendere la società a Generali trasformandola da cooperativa a Spa, l’Ivass, la società che esercita la vigilanza sul settore assicurativo, è tornata a farsi sentire presentando la relazione conclusiva di una sua indagine. La relazione si sviluppa lungo tre temi che hanno caratterizzato la vita e le scelte di Cattolica nell’ultimo anno: i limiti della governance, la politica retributiva e quella della ricapitalizzazione.

Sulla governance l’Ivass esprime un giudizio durissimo sull’attuale Cda indicando gravi carenze di verifica e di controllo dei rischi nelle decisioni più rilevanti, comportamenti acquiescenti dei consiglieri nei confronti dello strapotere del presidente Paolo Bedoni, anche in decisioni in contrasto con lo Statuto. Alla luce di tale giudizio l’Ivass richiede una netta scelta di discontinuità con la fine anticipata del mandato del presidente e un nuovo Cda prima del passaggio a spa.

Mentre Bedoni annuncia subito che lascerà in occasione del passaggio a spa, per la gestione della costruzione del nuovo cda e delle altre decisioni necessarie alla preparazione al passaggio a spa viene indicato l’attuale ad Carlo Ferraresi. Circa la struttura delle retribuzioni, constatata la disponibilità del cda di concedere un premio straordinario a coloro che hanno gestito il negoziato con Generali, l’Ivass chiede una regolazione più stringente della parte variabile della retribuzione. Infine, circa la ricapitalizzazione della società, già indicata in precedenza e che aveva determinato l’intervento di Generali, si richiede sia la vendita dei 20,7 milioni corrispondenti all’acquisto delle azioni dei soci che hanno esercitato il diritto di recesso in occasione del passaggio a spa, e di effettuare la vendita della seconda trance di 200 milioni per l’aumento di capitale, secondo quanto indicato in precedenza.

Nel frattempo, è arrivata la revoca dell’accordo di bancassicurazione da parte di BancoBpm in quanto il non previsto arrivo di Generali ha cambiato la realtà societaria per cui la banca non ravvisa più la medesima convenienza. In realtà credo non sia estranea a questa scelta la volontà di BancoBpm di fondersi con Bper, della quale il socio più rilevante è Unipol Sai.

Questa ulteriore indicazione di Ivass mette in evidenza le gravi conseguenze delle diverse decisioni, sostenute in particolare dal presidente Bedoni, di consegnare Cattolica Assicurazioni a Generali modificando radicalmente struttura e identità della società essenzialmente per salvare se stesso. Questo eccesso di potere per finalità in contrasto con lo Statuto, ha decretato la fine anticipata della sua carriera in Cattolica, ma non è esclusa una adeguata compensazione per aver portato a termine l’operazione.

Va infine precisata la difficoltà derivante dalla indeterminatezza del soggetto che dovrà essere determinante nella scelta del nuovo cda. Il vero dominus della nuova Cattolica è sicuramente Generali ma se sarà costei a governare la scelta del nuovo cda perderà più facilmente la causa che si profila con BancoBpm, per cui appare evidente che le scelte dell’ultimo periodo hanno pressoché distrutto la platea dei vecchi soci della cooperativa come soggetti che partecipano alle scelte strategiche della società. Che tutto ciò sia avvenuto in condizioni eccezionali utilizzando strumentalmente la pandemia, può aver determinato conseguenze anche penali sulle quali è necessario approfondire per agire.

Luigi Viviani

Luigi Viviani
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Luigi Viviani negli anni Ottanta è stato membro della segreteria generale della CISL, durante la segreteria di Pierre Carniti. Dopo aver fondato nel 1993 il movimento dei Cristiano Sociali insieme a Ermanno Gorrieri, Pierre Carniti ed altri esponenti politici, diviene senatore della Repubblica per due legislature. Nel corso della legislatura 1996-2001 è stato sottosegretario al Lavoro con il ministro Cesare Salvi; nella successiva, vicepresidente del gruppo dei Democratici di Sinistra al Senato. viviani.luigi@gmail.com

1 Comment

1 Comment

  1. Avatar

    ODC

    22/01/2021 at 11:07

    Inizio il commento all’articolo molto puntuale del Senatore Viviani con un esempio. Anni fa Cattolica, anche per esigenze politiche, compera da Generali una società bollita ai limiti del fallimento che si chiama Fata (esigenze politiche perché Fata è onnipresente con uffici nei consorzi). Il prezzo di acquisto è di 250 milioni di euro.
    L’anno scorso Generali, de facto, acquista Cattolica per 300 milioni di euro. Veniamo cosi a scoprire che qualcuno ha fatto affari con Zonin e la BpV (la fine è cronaca di oggi). Non so le riserve tecniche di Cattolica ma IVASS chiama il cavaliere bianco. Stava per saltare il banco (b minuscolo). Non uno che abbia detto qualcosa o fatto politica aziendale in maniera costruttiva.
    Una chiosa: Bedoni nasce dagli ambienti agricoli cattolici; Generali ha in portafoglio la più grossa Azienda Agricola d’Italia (Genagricola).

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