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Canta “Faccetta nera”? Il Minculpop la castigherebbe

L’inno fu proibito dai fascisti: inneggiava al meticciato. Stiamo provando a fare dell’ironia, non a giustificare Donazzan. Ma tanto i razzisti non capiranno: come la barzelletta sugli ebrei e sui ciclisti, tutta colpa loro.

L’inno fu proibito dai fascisti: inneggiava al meticciato. Stiamo provando a fare dell’ironia, non a giustificare Donazzan. Ma tanto i razzisti non capiranno: come la barzelletta sugli ebrei e sui ciclisti, tutta colpa loro.

Salvate il soldato Donazzan. L’assessora regionale è stata bandita dai social, “come un Trump qualsiasi” (Antonio Spadaccino), per avere cantato Faccetta nera alla radio. Ma come?! Così inneggiando, ha sfidato le ire di quanti ancora ossequiassero il regime fascista e il suo Minculpop (ministero della cultura popolare, e la sigla telegrafica l’avevano scelta loro, senza autoironia).

Il Minculpop infatti l’aveva proibita, quella canzone. Proibitissima, perché gl’italiani l’avevano presa sul serio: calati a invadere l’Etiopia, alla “bella abissina” avevano rivolto tutte le loro attenzioni, altroché suprematismo razziale! Così il fascismo dalle pretese imperiali si era premurato di bandire la canzone che inneggiava al meticciato.

C’è poco da ridere: il razzismo italiano, che nel 1938 diventerà legge e se la prenderà con gli ebrei, comincia prima nell’Etiopia conquistata, con la proibizione dei matrimoni misti italiani-africane e altre ferocie. Bisogna ricordarlo, mentre si avvicina la Giornata della memoria.

Altra spiegazione opportuna, perché non c’è un carattere tipografico chiamato Times Ironic (motto dei giornalisti in Inghilterra, che pure è patria dello humor: quando fai dell’ironia per iscritto, ci vorrebbe un carattere tipografico speciale, come se qualcuno strizzasse l’occhio al lettore…).

Allora, spiegazione: l’invito a salvare il soldato Donazzan non voleva sminuire la gravità della sua uscita. Impossibile scusarla, poi, dopo la sua seconda uscita sull’argomento. Zaia l’aveva invitata a giustificarsi e lei, per farlo, ha detto che sì, vabbè, lei si scusa con chi si è offeso, “ma solo e soprattutto verso chi vuole ottenere una reale ed effettiva pacificazione nazionale, assicurando dignità di memoria a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita durante la guerra civile tra il 1943 e il 1945”. Vuol dire anche ai brigatisti neri di Salò, che rastrellavano gli ebrei per inviarli nei lager, ultima fase del razzismo fascista iniziato in Etiopia.

Ma spiegare serve a poco, men che meno cercare di farlo con ironia. Lo prova la storia. Nel 1933, Hitler appena salito al potere, cominciò a girare in Germania una barzelletta del tipico umorismo yiddish (alla Woody Allen, per capirsi). Dunque: Hitler arringa la folla: “La colpa di tutti i nostri mali è degli ebrei!”. La folla acclama il dittatore, ma quando sono cessati gli applausi si alza una voce solitaria: “Degli ebrei e dei ciclisti!”. Hitler si rivolge all’inaspettato interlocutore: “Perché dei ciclisti?” E quello: “E perché degli ebrei?”.

Risultato: dopo la diffusione della barzelletta, la polizia tedesca cominciò a tenere sotto controllo i ciclisti e le loro associazioni, come potenzialmente sovversive. Del resto, nell’Italia patria del fascismo, il criminologo Cesare Lombroso non aveva scritto il saggio intitolato Il ciclismo nel delitto? E Lombroso era ebreo, quindi di queste cose doveva ben intendersene. Se viene a farsi una pedalata, appena finito il confinamento, signora Donazzan, le spieghiamo.

Giuseppe Anti
Ciclista randonneur Audax Club

Giuseppe Anti
Written By

Giuseppe Anti è nato a Verona il 28 agosto 1955. Giornalista, si è occupato di editoria per ragazzi e storia contemporanea; ha curato fino al giugno 2015 gli inserti "Volti veronesi" e le pagine culturali del giornale L'Arena. giuseppe.anti@libero.it

1 Comment

1 Comment

  1. Avatar

    ODC

    14/01/2021 at 23:26

    Nel 2011 era già assessore alla pubblica istruzione . Perchè come dice il proverbio ” chi non sa legge”
    Ero presidente di un istituto comprensivo nel 2011 : Avesa ,Pindemonte Quinzano Ponte Crencano Cadore.
    Ci fece causa perche modificammo il calendario regionale per permettere ai bambini di Parona la partecipazione alla festa della Renga. Prima i paroniani.
    Nell’attesa della sentenza regalava bibbie non credo con la traduzione interconfessionale.
    Inoltre metteva all’indice libri di autori. Questa Torquemada de noantri ci è ricascata.
    E stata punta da una zanzara. Vaccino.

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