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Verona, Consiglio comunale
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Opinioni

Variante 29, una rigenerazione dove è assente la visione d’insieme

Apprezzabile lo sforzo del Comune ma ancora una volta si lascia ai privati la facoltà di dettare le scelte d’uso dei diversi comparti urbani.

Quest’anno, nella calza della befana, i veronesi hanno trovato la sorpresa della Variante urbanistica n. 29. Si tratta del primo, vero prodotto di pianificazione territoriale, totalmente elaborato dall’attuale Giunta. Le Varianti precedenti, erano pesantemente gravate dalle correzioni per modificare i piani della vecchia Giunta Tosi e quindi, obtorto collo, adattate alle scelte precedenti.

Ovviamente, si tratta della prima fase conoscitiva; servirà il passaggio ufficiale in Giunta, nelle Circoscrizioni e in Commissione Terza, per poi approdare in Consiglio comunale per la definitiva approvazione.

Variante, resa necessaria anche per acquisire le indicazioni della Legge Regionale 14/2017, contro il consumo del suolo, il cui termine era scaduto il 31 dicembre 2019 e poi prorogato al 30 settembre 2020. Mai stato osservato e che, pertanto, bloccava l’approvazione di qualsiasi altra Variante.

parcheggio Riva di Villasanta

Cortile dell’ex caserma Alberto Riva di Villasanta

Contenuti. Sono state accettate 145 proposte di rigenerazione urbana, per una superficie totale di circa un milione di mq, più o meno un terzo delle aree disponibili. La finalità della Variante è di riqualificare le aree di degrado urbano; di riqualificare l’ambiente; di riusare temporaneamente gli edifici inutilizzati e/o dismessi; e di segnalare episodi, fenomeni e ambiti di degrado, per una futura mappatura.

– 78 richieste riguardano la riqualificazione delle aree di degrado urbano. Tra queste, le principali sono: la Domus Mercatorum in piazza Erbe, l’ex carcere al Campone, l’ex caserma Riva di Villasanta a San Zeno, l’ex banca Cattolica, la fabbrica Isap a Parona, l’area del Nassar sulla riva dell’Adige, Villa Pullè al Chievo, l’ex Couver, l’ex Centrale del latte, la sede della Croce Verde di via del Capitel, parte dell’ex Tieberghien, l’ex Sapel di Montorio, le cartiere Fedrigoni, l’ex Galtarossa, l’ex Croce Rossa Italiana, l’ex Bendazzoli in Borgo Venezia.

– 11 riguardano la riqualificazione ambientale, con demolizioni integrali, di opere incongrue o di elementi di degrado e riguardano capannoni dismessi industriali o agricoli.

– 3 riguardano il riuso temporaneo di immobili esistenti dismessi o inutilizzati. Di queste, una manifestazione d’interesse è per la galleria d’arte di Deiorio; una seconda per trasformare un capannone della Zai in birreria e palestra verticale; ed una terza per un lotto in zona produttiva alla Bassona.

– 53 privati hanno fatto segnalazioni per la mappatura di fenomeni di degrado.

Da evidenziare le manifestazioni d’interesse di alcuni comitati cittadini: tra questi, il Comitato fossi di Montorio per l’ex Sapel e per la chiesetta di Santa Maria della Rotonda; e il Comitato un parco per la città per l’ex cava Speziala.

Le richieste degli operatori privati e pubblici arrivate e accettate sono per il 45% a servizi (scuole, case di riposo, impianti sportivi); per il 16% residenziale; per il 14% commerciale; per il 13% terziario/direzionale; per l’8% turistico/ricettivo; e per il 3% produttivo; irrilevante la percentuale destinata al settore primario.

Valutazioni. Ritengo certamente positivo che, anziché consumare altro suolo, si ricorra al recupero e all’utilizzo del patrimonio edilizio non utilizzato o sottoutilizzato. A Verona abbiamo circa 3 milioni 700 mila mq di aree degradate e in disuso da riconvertire e riqualificare.

Ma, come nelle precedenti pianificazioni urbanistiche, ancora una volta si lascia solo al mercato immobiliare ed agli interessi dei proprietari degli immobili e/o degli investitori, la facoltà di dettare le scelte d’uso dei diversi comparti urbani.

Mi rendo perfettamente conto che, l’Amministrazione comunale non ha la forza economica di intervenire direttamente, e che gli operatori privati esigono un giusto guadagno dai loro investimenti; ma si dovrebbe trovare un corretto equilibrio tra chi investe e l’organismo pubblico che ha il diritto/dovere di pianificare le scelte d’uso del territorio.

Su quanto ho potuto leggere, mi chiedo: sulla base di quali analisi scientifiche si è estrapolato che a Verona c’è bisogno, per il 45% delle richieste, di scuole, di case di riposo e di impianti sportivi; per l’8% di ricettivo e per il 16% di residenziale? Come si collegano queste scelte con il Piano Folin, che prevede un grande centro congressi, un hotel e servizi vari, nel cuore di Verona? Mi pare che il centro storico abbia bisogno di residenti e, soprattutto, di coppie giovani con bambini, per farlo rivivere. Un centro abitato consentirà l’apertura di negozi di vicinato e dei servizi alla residenza. Mi sembra invece che si tenda a trasformarlo in un polo di attrazione e di servizi per il turismo.

Federico Sboarina, Alessandro Mazzucco, Marino Folin

Federico Sboarina, Alessandro Mazzucco, Marino Folin

A Verona abbiamo oltre 10.000 appartamenti inutilizzati. Non serve aumentarne genericamente il numero, ma incentivare la residenza nelle zone che ne sono carenti, come il centro storico. Perché non individuare degli immobili vuoti e vincolarli con la legge 167 per l’edilizia economica popolare?

Di quanti hotel ha ancora bisogno la nostra città? Sono state accettate le richieste di trasformare in hotel l’ex sede della Banca Cattolica in Corte Farina; del Palazzo Bottagisio in via Leoni e, forse, anche di parte della sede dell’ex Centrale del Latte. A questi, è necessario aggiungere gli immobili di proprietà di Cariverona, in zona Cadrega (Piano Folin).

Ma la più sbagliata delle richieste accettate è quella relativa all’area del Nassar a Parona, ultima porzione di territorio agricolo che, senza soluzione di continuità, giunge sino alla riva dell’Adige. È una zona di esondazione, fragile e ambientalmente preziosa. È doveroso non permettere alcun intervento, sarebbe da incoscienti ed irresponsabili costruirci sopra.

Nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale, si evince una particolare attenzione per il nostro patrimonio storico-culturale, per la mobilità, per l’ambiente, per la forestazione e per la salute. Però, sembra si limitino a rimanere tanti buoni propositi, senza capire come saranno attuati.

Sulle mura magistrali e la cintura dei Forti si ricerca l’intervento dei privati che, ovviamente, non investono senza un tornaconto, che rischia di trasformare anche la nostra cinta muraria in un’attrazione turistica. Così come il sistema ecologico, proposto da anni dalle associazioni ambientaliste e ora ripreso nei piani dell’Amministrazione. Domanda: chi acquista i terreni agricoli che collegano i forti austriaci extra moenia? Per non parlare della mobilità, del PUMS e del filobus, che ha devastato parte della città.

Si cita anche la forestazione, bene, spero si inizi proprio dal cosiddetto Central Park: più alberi e meno strutture.

Giorgio Massignan
VeronaPolis

Giorgio Massignan
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Giorgio Massignan è nato a Verona nel 1952. Nel 1977 si è laureato in Architettura e Urbanistica allo IUAV. È stato segretario del Consiglio regionale di Italia Nostra e per molti anni presidente della sezione veronese. A Verona ha svolto gli incarichi di assessore alla Pianificazione e di presidente dell’Ordine degli Architetti. È il responsabile dell’Osservatorio VeronaPolis e autore di studi sulla pianificazione territoriale in Italia e in altri paesi europei ed extraeuropei. Ha scritto quattro romanzi a tema ambientale: "Il Respiro del bosco", "La luna e la memoria", "Anche stanotte torneranno le stelle" e "I fantasmi della memoria". Altri volumi pubblicati: "La gestione del territorio e dell’ambiente a Verona", "La Verona che vorrei", "Verona, il sogno di una città" e "L’Adige racconta Verona". giorgio.massignan@massignan.com

1 Comment

1 Comment

  1. Giorgio Massignan

    Giorgio Massignan

    09/01/2021 at 18:42

    Voglio precisare che le 145 richieste inoltrate dai privati e non, sono state PRESENTATE e non ancora ACCETTATE dalla Giunta comunale. Ma, considerato il tono usato dai nostri amministratori nel presentarle, ritengo abbiano ottime probabilità di entrare nel piano definitivo.

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