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Opinioni

Recovery plan, un’opportunità per Verona ma ci sono le competenze?

La capacità dell’Amministrazione di proporre progetti credibili e coerenti con le direttive del piano sarà fondamentale. Alcuni spunti.

È di questi giorni la divulgazione da parte del governo della bozza del documento sul Recovery plan, o più correttamente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il contenuto della bozza declina le linee guida del Next Generation Eu secondo alcune macroaree tematiche, ed esattamente:

1. Modernizzazione del Paese tramite digitalizzazione della pubblica amministrazione, innovazione, competitività e cultura.
2. Transizione ecologica verso un modello di sviluppo carbon neutral e ispirato all’economia circolare tramite interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di sviluppo della mobilità sostenibile e di una migliore gestione idrogeologica del territorio.
3. Istruzione e ricerca.
4. Parità di genere con focus su giovani, le donne, territori e categorie svantaggiate.
5. Salute tramite l’incentivo alla telemedicina ed alla digitalizzazione dell’assistenza sanitaria.

Il totale delle risorse assegnate all’Italia dal progetto Next Generation Eu (tramite il dispositivo europeo di ripresa e resilienza RRF) è di 193 miliardi nel periodo 2021-2026 e l’allocazione prevista dal governo privilegia l’innovazione e digitalizzazione con 48,7 miliardi, la transizione ecologica con con 74,3 miliardi e le infrastrutture per la mobilità sostenibile con con 27,7 miliardi.

Gli investimenti più importanti in digitalizzazione si concentrano nell’estensione della banda ultra larga alla parte del Paese ancora non coperta dalla fibra e verso realtà pubbliche prioritarie (da scuole, ospedali a parchi naturali, musei e infrastrutture viarie) oltre che nel supporto alla transizione digitale a PMI, editoria, agricoltura ed enti organizzativi fieristici.

La transizione ecologica comprende la riqualificazione degli immobili pubblici e privati tramite il rinnovo del bonus del 110% e misure contro il dissesto idrogeologico e a sostegno della mobilità sostenibile.

Treno

Il capitolo delle infrastrutture prevede da un lato un potenziamento del trasporto ferroviario, con il completamento del progetto dell’Alta velocità e un miglioramento della rete logistica di porti ed autostrade allo scopo di spostare traffico dalla gomma a altri mezzi di trasporto, e dall’altro la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie esistenti.

Pur essendo questa bozza necessariamente generica e non definitiva nei contenuti e piuttosto opinabile in criteri di spesa privilegiando l’esistente (TAV, superbonus) rispetto ad una nuova visione di modello di sviluppo, resta un documento utile per capire le linee guida della proposta che il Governo sottoporrà alla Commissione europea per l’approvazione.

arsenale - verona

Verona, Arsenale – vista aerea

Proprio alla luce delle tematiche in discussione sembrano esserci diverse opportunità di investimento che interessano direttamente Verona, tra le qualii:

1. Il potenziamento della formazione turistica professionale e la valorizzazione del patrimonio storico sono cruciali per un territorio ad alta vocazione turistica.
2. Gli incentivi per un’agricoltura sostenibile tramite riqualificazione degli immobili e tramite ottimizzazione della logistica/magazzinaggio potrebbero essere un volano per l’agroalimentare veronese, anche per fronteggiare i cambiamenti climatici in corso.
3. Il focus sull’economia circolare e sul miglioramento del ciclo dei rifiuti deve interessare una città in cui la percentuale di riciclo rifiuti resta ancora inferiore al 50%.
4. Le misure in atto per mobilità sostenibile e pianificazione urbana apriranno nuovi scenari sul trasporto pubblico urbano e non.
5. Il capitolo della riqualificazione degli immobili pubblici e privati potrà contribuire alla riduzioni di emissioni nocive da riscaldamento ed al miglioramento della qualità dell’aria, problema cronico nella provincia scaligera.
6. Gli interventi sul dissesto idrogeologico e sul miglioramento della gestione della risorsa idrica sono un altro tema su cui la città dovrebbe essere interessato visti i recenti eventi alluvionali estremi.

La discussione sulla governance del piano è ancora in corso a livello nazionale ma è evidente che la capacità delle amministrazioni locali di proporre progetti credibili, immediatamente finanziabili e coerenti con le direttive del piano sarà fondamentale. Sarà in grado l’attuale e futura amministrazione scaligera di lavorare in questa direzione?

Progetto Metrotramvia a Verona (Studio T1, Rimini)

Progetto Metrotramvia a Verona (Studio T1, Rimini)

La disastrosa gestione del progetto filovia, il recente approccio al concorso Capitale della cultura e lo stallo in cui diversi dossier cittadini giacciono (vedasi Arsenale) oltre ad una scarsa propensione alla progettualità non fanno certo ben sperare.

Credo sarebbe auspicabile cominciare a lavorare fin d’ora nel coinvolgimento di professionalità esterne nei diversi settori di competenza andando al di là delle convenienze politiche operando una rottura con la gestione molto politica e poco civica degli ultimi anni di amministrazione veronese.

Perdere un’occasione di rilancio del territorio per incapacità gestionali e progettuali è un rischio che una città come Verona non può permettersi di correre.

Martino Franceschi

Martino Franceschi
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Martino Franceschi nasce nel 1972 a Valdagno (Vicenza). Dopo la maturità classica, nel 1988, si laurea in Economia e Commercio e, dopo diverse e disparate esperienze professionali si trasferisce definitivamente a Verona dove lavora come Export Area Manager di una nota azienda nel settore dei marmi. Praticante di sport (mtb, nuoto, sci, montagna), di buone letture e cinema, per tradizione familiare e per formazione culturale si interessa ai temi politici-economici. martino.franceschi@teletu.it

5 Comments

5 Comments

  1. Avatar

    martino franceschi

    07/01/2021 at 13:52

    per dovere di cronaca segnalo che dovrebbe esserci a breve un’altra bozza di recovery fund:

    https://www.ilsole24ore.com/art/recovery-plan-sale-70percento-quota-investimenti-bonus-ridotti-30percento-ADgBmnBB

    i temi di fondo dell’articolo restano comunque validi

  2. Avatar

    ODC

    10/01/2021 at 20:57

    Detto in estrema sintesi: no, non ci sono le competenze.

  3. Avatar

    Francesco Premi

    11/01/2021 at 22:44

    Al netto dell’analisi sul c.d. “Recovery Plan”, e delle eventuali modifiche che nel frattempo interverranno, credo che la questione travalichi la domanda finale. O meglio, sposti il ragionamento su un piano diverso: voglio infatti immaginare che le competenze per gestire progetti complessi, coerenti con le premesse e immediatamente finanziabili, ci siano. Quello che manca a mio avviso, e paradossalmente, è la gestione “politica”, che Martino Franceschi giudica addirittura troppa. Capisco il senso in cui lo scrive, ovviamente, eppure sarei felice se vi fosse una gestione “molto” politica. Perché per me politica implica ancora visione, e visione implica strategia. Che vengono prima delle competenze, che – ripeto – non dubito vi siano nella macchina amministrativa. Ma i casi citati (filobus, arsenale, capitale della cultura) a cui aggiungo almeno anche il PUMS (un piano che mette insieme tutte le ipotesi di interventi sulla mobilità senza prioritizzarli e senza un criterio gerarchico), l’affaire AGSM-AIM e la Variante 29 (che confonde l’urbanistica pianificata con il “venghino siori che qui gh’è un lotto libero” con cui giustamente ogni privato che può fa la sua proposta) dimostrano che la visione se c’è è miope, e che la strategia lascia spazio – quasi sempre – alla tattica più basica per vivacchiare tra un appuntamento e l’altro con le urne. Ecco, su questo concordo: ritengo vi sia una limitata o assente capacità progettuale da parte della classe politica che amministra la città. Lo ha dimostrato e lo sta dimostrando tuttora. E a meno che alle prossime elezioni cittadine non esca dal cilindro – magari della società “civile” – una figura veramente in grado di proporre una visione condivisibile per il futuro, una prospettiva non di crescita ma di vero sviluppo per la città, dimostrando di avere una chiara progettualità che si richiede a chi guida un centro da 250k abitanti (e un hinterland di altrettanti)… beh, se questo non succederà, il treno per Verona sarà già passato, che si tratti o no dell’Alta Velocità.

  4. Avatar

    ODC

    12/01/2021 at 12:36

    Sono costretto a precisare :
    Verona è politicamente in una situazione disastrosa.
    La dimensione pre-politica , cioè il sociale va tranquillamente , tra mille difficoltà, per i fatti suoi.
    Non c’è alcuna relazione o confronto : sono mondi separati.
    Per guidare la macchina comunale è importante avere tecnici , meccanici ,aerodinamica , squadra.
    Importante il guidatore.
    Ma Leclerc , bravissimo, non vince mai.

  5. Avatar

    Martino Franceschi

    12/01/2021 at 14:29

    Francesco Premi..Pienamente d’accordo con te. Secondo me la politica dovrebbe essere regolatrice nel senso buono del termine e nell’accezione liberale del termine mentre se interviene dove dovrebbe agire il privato (l’esempio delle partecipate municipalizzate a diritto privato ma a gestione pubblica è uno di quelli ) di solito il risultato è solo uno spartimento di poltrone e non una migliore efficienza. A Verona per ora le prospettive sono grigie

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