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Il virus sta mettendo a nudo il re e tutta la sua corte

Allibiti, straniti, delusi e stupiti per il comportamento di Luca Zaia. Non basta il 76% per governare bene

Coronavirus
Coronavirus

La notizie che si susseguono, ora dopo ora, di un rapido peggioramento della pandemia locale-veneta non fanno altro che mettere in luce due aspetti del grave momento che stiamo vivendo: quanto sia complessa ed imprevedibile la situazione e quanto i proclami e le parole pronunciate in un italiano quantomeno allegro in giornalieri appuntamenti dai palazzi regionali siano spesso inutili, vuote e ciò che è peggio oscillanti tra paternalismo, rigore presunto, tentativo di confondere numeri e acque per far apparire sempre splendido il sistema sanitario veneto.

Probabilmente la vicenda dell’App. Immuni sarebbe fallita comunque e meriterebbe qualche spiegazione a giochi conclusi, ma non si può che rimanere allibiti che un Governatore che ha sbandierato per settimane e mesi l’efficacia dei suoi provvedimenti e l’efficienza del sistema sanitario veneto da lui guidato, abbia snobbato i suggerimenti da più parti giunti di utilizzare il sistema di tracciamento Immuni. Si resta allibiti per il balletto di consulenti cui di volta in volta si appoggia per studiare strategie che si rivelano più improvvisate che altro. Allibiti per la continua oscillazione tra i colori che vorrebbe far assumere alla regione; straniti per le affermazioni sulle aperture degli impianti sciistici e poi le chiusure, le mezze aperture etc.

Nel frattempo la curva sale, corre, il buon sistema sanitario regionale (che magari gli ultimi governi hanno ereditato dal passato ma che non hanno certo contribuito a migliorare) fa acqua. Bisognerebbe chiedere agli utenti quanto sia forte la medicina territoriale ed i servizi alla persona nella nostra regione! Certo c’è di peggio, ma questo non consola.

Che delusione!

Delusi siamo noi, che pensavamo fosse dovere di un governatore del 76% dare il buon esempio, mettere in atto tutte le misure, certe(?) ed incerte, per contrastare questa terribile pandemia. Stupiti perché pensavamo che in un periodo difficile la sobrietà nella comunicazione e la coerenza dovessero far parte di uno stile per parlare al “popolo” confuso, arrabbiato ed intimorito.

Delusi siamo noi quando ricordiamo che la causa di tutto questo nuovo dilagare della pandemia fu attribuita, sul finire dell’estate or sono, ai “foresti” (come si direbbe in volgare) ed in particolare agli ospiti della caserma di Treviso, senza pensare minimamente a provvedimenti incisivi sulle spiagge, sui monti, nei luoghi dello spritz.

Confidare troppo sulla responsabilità, sul senso civico, sulle quotidiane apparizioni in tv per ammonire, non basta. I paternalistici richiami dei vari sindaci, a poco servono se non ad irritare maggiormente quelli che le regole le rispettano. Fino ad ora non ci è giunta voce di delegazioni istituzionali alla messa di Natale, ma ricordiamo che questa balzana idea spuntò per la notte di Pasqua. Gli strumenti per contrastare l’attuale crisi sanitaria se ci sono vanno usati, dando l’esempio prima di tutto ed imponendo restrizioni e sanzioni. Anche a costo di perdere punti percentuali.

Caro 76, quasi 77%, nessuno è esperto di nulla in questo momento e tutti siamo impreparati davanti a questo maledetto virus. Abbia la compiacenza di mettere in atto tutte le misure possibili, anche quelle ritenute di parte o incerte, ma dal costo nullo. Si pieghi al dialogo, all’ascolto, alla condivisione anche con chi non la pensa come lei.  E non si culli troppo sugli allori. Forse la buona gestione della primavera scorsa è stata solo un colpo di fortuna per noi e per lei (dal punto di vista elettorale).

Il virus stavolta sta colpendo duro e sta mettendo a nudo il re e tutta la sua corte.

Avesani Eugenia
Avesani Renato
Bazzica Carla
Bogoni Maria Luisa
Bontempi Vittoriana
Brigo Bruno
Campedelli Maria Teresa
Carlini Paola
Cervellini Paola
De Mori Paolo
Frigo Giancarlo
Frigo Raffaele
Gaiardoni Cristina
Lestingi Patrizia
Perlini Gilberto
Pigozzi Maria Silvia
Sabaini Amelio
Sandrini Natale

 

Redazione2
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2 Comments

2 Comments

  1. Giuseppe Braga

    Giuseppe Braga

    18/12/2020 at 20:34

    Capitan Zaia, il presidente dal facile cartello, non e’ l’unico responsabile della gravissima situazione pandemica presente nelle diverse province della regione del Veneto, che governa da oltre 10 anni. Ritengo che sia sbagliato attribuire solamente a lui la gravità delle situazioni, perche’ il 77% del consenso riscosso alle ultime elezioni regionali lo ha fatto diventare il capo indiscusso di una maggioranza in Consiglio, composta da oltre 40 consiglieri su 51 che compongono il Consiglio della Regione Veneta. Le responsabilità, pertanto, devono essere imputate a tutti i Consiglieri della maggioranza che succubi della sua supponenza obbediscono con vergognoso servilismo a tutto ciò che capitan Zaia ordina e dispone. Prova ne sia l’arroganza con la quale ha fatto dimettere il consigliere Valdegamberi, eletto nella sua lista, per farlo diventare capo dei consiglieri del gruppo misto, con l’intento di poter condizionare anche questa minuta rappresentanza di una inesistente opposizione. Poco conta se Verona e’, stata costretta a subire la chiusura di diverse strutture sanitarie pubbliche, fra le quali gli ospedali di Malcesine, Caprino, Bussolengo, Valeggio sul Mincio, Villafranca, Nogara, Isola della Scala, Bovolone, Soave, Tregnago, Colognola ai Colli, Zevio…….Chiusure avvenute anche durante il periodo in cui a guidare l’assessorato della sanità in Regione Veneto era Flavio Tosi, già sindaco del comune di Verona…..

  2. Avatar

    Maurizio Danzi

    19/12/2020 at 21:47

    Carissimi,
    capisco la vostra indignazione; vorrei allargare la discussione sui temi che proponete:
    in una democrazia compiuta come dovrebbe essere la nostra regione nel libero stato d’Italia , dovrebbe esserci una opposizione .
    Dove è ?
    Chi lascia Zaia recitare la sua parte ?
    Qualcuno ricorda Zamberletti, ignoto ministro di una nascente protezione civile , che in silenzio si occupò , senza poter fare allora campagna elettorale, di un qualche terremoto accaduto nella penisola?
    Opposizione . Parola perduta.

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