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Gravissime le parole del Presidente Zaia

Nel giorno in cui i dati dei contagi e dei decessi su Verona (51 a Verona – 165 in Veneto) hanno del tragico e sottolineano come la pressione sugli ospedali e sulle RSA non sia più sostenibile, il Presidente Zaia pensa a non bloccare i consumi, invoca la responsabilità dei cittadini veneti a non fare assembramenti ed afferma che avrebbe già chiuso in lockdown la regione e/o la provincia, se il governo avesse garantito ai commercianti il pieno ristoro dei loro fatturati. Parole vergognose che sottolineano il cinismo con cui si sta affrontando questa emergenza in Veneto.
Verona, nella giornata di ieri, in testa alle province del Veneto, ha registrato una nuova impennata con 721 nuovi contagi mentre i decessi da inizio pandemia toccano i 1303. Un numero impressionante. Di questi 566 sono decessi nelle RSA dove il virus ha colpito oltre 1000 anziani sui 5000 ospitati nelle residenze del veronese. Il 20% rispetto alla media regionale che è del 12,8%. Messo a dura prova anche il personale, infettato dal Covid in percentuale molto superiore rispetto al dato regionale (3,7% / 4,8%). L’assenza del personale dai reparti, perché infettato, rappresenta un’emergenza sull’emergenza a cui non riesce a rispondere in maniera soddisfacente nemmeno la ULSS 9 Scaligera che ha inviato personale dipendente volontario in prestazione aggiuntiva nelle case di riposo. Poca cosa. Servirebbero altre misure e tra queste il trasferimento di ospiti Covid in strutture sanitarie in grado di assisterli dignitosamente e assunzioni per centinaia di operatori. Certo andrebbe ulteriormente riconvertita attività sanitaria, con il rischio che le patologie “non Covid”, soprattutto le tumorali, non trovino più risposte e diventino la nuova emergenza.

E allora che fare?
Se abbiamo definito questa pandemia come una guerra, non possiamo pensare che una guerra si combatta cercando di convincere il nemico a non sparare. Questo è quello che sta succedendo a Verona quando invochiamo l’autoregolamentazione dei cittadini a non uscire di casa per non infettarsi. Se il messaggio è “uscite ed acquistate” la gente esce ed acquista i regali di Natale. Non possiamo poi imputare loro di averlo fatto. Servono regole e scelte che la politica in questo momento non vuole fare. Perché è evidente che con una pressione sugli ospedali di questa natura, con Pronti Soccorso dove stazionano pazienti Covid in attesa di un posto letto che arriva anche dopo 10 giorni e con poche possibilità di riconvertire ulteriore attività non Covid per recuperare personale, l’unica possibilità per tenere in piedi gli ospedali della ULSS 9 Scaligera e garantire che siano in grado di rispondere decentemente alle richieste di cura, è l’interruzione della circolazione del virus attraverso il lockdown.

Più voci stanno chiedendo al Presidente Zaia di assumere questa decisione. Ci auguriamo che quest’ultima venga assunta al più presto, per evitare altri morti e altre defezioni tra i sanitari che, oltre alle fatiche che stanno sostenendo, si vedono sacrificati e all’ultimo posto nella scala delle priorità dove, il primo posto, è occupato dai regali di Natale.

Sonia Todesco
Segretaria Generale FP CGIL Verona

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redazione@verona-in.it

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