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Interviste

Sabrina Camera, prendersi cura delle vittime di violenza

INTERVISTA – La presidentessa del Centro Studi Criminologici e Psicoforensi di Verona parla degli interventi e degli aspetti psico-giuridici, criminologici e sanitari.

Sabrina Camera - Prendersi cura delle vittime di violenza
Sabrina Camera

Il Centro Studi Criminologici e Psicoforensi di Verona (CSCP) il 27 novembre 2020 ha organizzato uno webinar sul tema Prendersi cura delle vittime di violenza. Interventi e aspetti psico-giuridici, criminologici e sanitari. Il seminario, che si è svolto nell’ambito delle giornate dedicate alla lotta contro la violenza alle donne e promosse dal Comune di Verona, aveva come obbiettivo quello di comprendere il delicato legame che le vittime instaurano con il loro carnefice e mettere in luce le professionalità e gli strumenti che possono garantire una tutela sinergica per efficaci azioni di  prevenzione e contrasto. Per parlarne abbiamo incontrato la dottoressa Sabrina Camera criminologa e presidente del CSCP di Verona.

Dottoressa Camera, che cos’è il Centro studi criminologici psicoforensi e in quale ambito opera?
«Il Centro ha come obbiettivo la difesa e la tutela dei diritti umani e dei soggetti vulnerabili. Promuove, diffonde e favorisce la cultura del rispetto dei diritti universali dell’uomo, con particolare attenzione alle differenze di genere e alle discriminazioni di qualsiasi tipo. Collaborano con il CSCP  una serie di professionisti del mondo accademico e forense: criminologi, sociologi, psicologi, psichiatri e appartenenti alle forze dell’ordine. L’associazione realizza attività culturali, scientifiche di formazione, seminari, organizza e coordina studi e ricerche in ambito criminologico, psicoforense e vittimologico, interventi di prevenzione alla devianza, sulla sicurezza e sulla recidiva».

Le statistiche ci dicono che nei primi sei mesi del 2020 in Italia è calato il numero degli omicidi, ma è aumentato quello dei femminicidi. Come legge il fenomeno?
«Credo che nella categoria di omicidio rientrino, ahimè, anche il numero di quelle condotte omicidiarie, i femminicidi, agite verso la donna. Non può essere elaborato un neologismo ogniqualvolta l’azione omicidiaria ricada su un soggetto diverso da quello citato nella norma giuridica “uomo”. Va ricordato che quest’ultima accezione viene utilizzata in modo generale ed in modo neutrale dalla norma giuridica penale. La terminologia femminicidio è utilizzata a livello di opinione pubblica, molto probabilmente per facilitare la comprensione del fenomeno della violenza contro le donne; ma è necessario evidenziare che occorre effettuare una corretta informazione partendo proprio dal corretto significato dei termini. Pertanto, ciò che è aumentato è il fenomeno criminogeno della violenza alle donne, che non deve essere identificata solo con la condotta finale dell’uccisione della donna, ma di tante altre forme: psicologica , fisica ed economica».

Prendersi cura delle vittime di violenzaCome ha influito il lockdown nel contesto delle violenze domestiche?
«I dati statistici ci riportano un aumento esponenziale della violenza di genere in questo periodo, per questo poc’anzi accennavo al fatto che il fenomeno in esame non si possa analizzare solo ed esclusivamente sul verificarsi dell’azione omicidiaria; infatti, ciò che ha inciso in modo determinante è il fattore del lockdown. Questo ha determinato l’impossibilità, almeno nella prima parte dell’anno, da parte delle vittime reali della violenza di genere, di chiedere tutela e soprattutto non sapere come fare per uscire dal circuito della violenza; gli strumenti certi per uscire dalla violenza sono divenuti incerti, tanto che anche le agenzie formali ed informali di controllo li hanno dovuti rimodellare adattandoli ad una nuova realtà».

 Come tutelare le vittime di violenza?
«Gli strumenti per la tutela delle vittime ci sono a partire dall’aspetto penale, processuale a quelli previsti dal terzo settore. Ma la realtà che viviamo ci ha insegnato che devono costantemente essere rivisti ed adattati in modo tempestivo ad un fenomeno che si evolve sempre di più e che costantemente assume forme diverse. Non dimentichiamo che la nostra società è multietnica e molti fattori culturali di appartenenza incidono in modo inequivocabile generando nuove forme di violenza, come ad esempio le mutilazioni genitali».

Per prendersi cura delle vittime di violenza, quale preparazione è necessaria?
«Come spiegavo prima, occorre una formazione multidisciplinare costante, come previsto dall’art. 5 L 119/2013, degli operatori che entrano in contatto con le vittime dei fenomeni di violenza di genere. Non dimentichiamo che il focus della prevenzione è la formazione e che il superamento del trauma da parte delle vittime avviene oltre ché per le risorse personali anche per il primo approccio che hanno con gli operatori. Il manuale dal titolo Prendersi cura delle vittime di violenza. Interventi e aspetti psico-giuridici, criminologici e sanitari scritto insieme alle dottoresse Laura Baccaro e Marina Semenzato, ne è la testimonianza. Per tutelare le vittime occorre lavorare in sinergia tra diversi operatori di natura professionale, in un costante dialogo tra i diversi sapere , ma con unico obiettivo: tutelare le vittime ed assottigliare il fenomeno che si muove in una curva numerica crescente».

Sabrina Camera, criminologa, nasce a Viterbo nel 1976, vive e lavora a Verona. Laureata nell’anno 2004 all’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo” in Giurisprudenza Indirizzo Europeo. Nel 2008 ha conseguito il Master in Scienze Internazionali Criminologiche Forensi all’Università La Sapienza di Roma. Ha maturato esperienze presso studi legali in penale, civile e diritto comunitario; ha svolto attività presso Associazioni di categoria; da anni è Docente nei Corsi di formazione ed aggiornamento professionale presso le scuole di Polizia Penitenziaria e della Polizia Locale.

Cinzia Inguanta

Cinzia Inguanta
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Nasce a Firenze il 4 giugno 1961, sposata con Giuliano, due figli: Giuseppe e Mariagiulia. Alcuni grandi amori: la lettura, il cinema, il disegno, la fotografia, la cucina, i cinici, le menti complicate e le cause perse. Dopo la maturità scientifica, s’iscrive al corso di laurea in medicina e chirurgia per poi diplomarsi in design all’Accademia di Belle Arti Cignaroli. Nel 2009 s’iscrive alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. Giornalista pubblicista dirige Radio Popolare Verona, già direttrice del magazine online Verona-IN con il quale continua a collaborare coordinando la redazione spettacoli e scrivendo di libri. Nel 2006 ha curato la pubblicazione di La Chiesa di Verona in Sinodo e di Il IV Convegno Ecclesiale Nazionale, nel 2007 di Nel segno della continuità. Nel 2011 l’esordio letterario con la pubblicazione del suo primo romanzo Bianca per la casa editrice Bonaccorso. Alcune sue poesie sono pubblicate nel 2° volume della Raccolta di Poesie del Simposio permanente dei poeti veronesi (dicembre 2011), altre sono pubblicate nella sezione Opere Inedite sul blog dedicato alla poesia di Rainews. cinzia.inguanta@email.it

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