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Piazza dei Signori o piazza Dante? La proposta di Anderloni

La nuova denominazione potrebbe ben figurare come simbolico taglio del nastro delle celebrazioni dantesche.

Piazza Dante, Verona
Piazza Dante, Verona

Alessandro Anderloni abita ai 1000 metri di Velo Veronese, dove l’aria fresca e frizzante di montagna gli ossigena il cervello e gli genera idee a getto continuo. Come quella, lanciata giorni addietro su Facebook, di intitolare nell’anniversario del 2021 la Piazza de’ Signori a Dante Alighieri. Una proposta semplice e intelligente che avrebbe ben figurato in esergo all’algido dossier culturale (si fa per dire) allestito, per disdoro cittadino, nelle stanze di un’agenzia pubblicitaria milanese, e che offrirebbe, a costo zero, la possibilità di coinvolgere i veronesi, con una sorta di informale referendum sui media locali, in una iniziativa culturale una volta tanto non calata dall’alto, ma trasversale all’intera cittadinanza.

La nuova denominazione della piazza, che per tutti è da sempre Piazza Dante, non comporterebbe disagio ai locali e ai pochi residenti, e potrebbe ben figurare come simbolico taglio del nastro delle celebrazioni dantesche.

Anderloni è ormai una figura culturale di primo livello non soltanto nella nostra città, che tuttavia ai piani alti ancora si fatica a metabolizzare, e gode di fama diffusa anche oltre i confini nazionali. Ma non ha mai perduto quel genuino gusto del gioco e del divertimento (come lo vedrei bene alla regìa del nostro Carnevale!, ci pensi, gentile assessora Francesca Briani), dell’apparente eresia culturale che lo ha orientato da subito al palcoscenico teatrale, alla recita e a far recitare, come da anni fa nelle scuole. il suo recentissimo libro Dante a Verona (Cierre 2020) convive senza cozzo con quello dei professori ed esalta le infinite suggestioni che il poema continua ad ingenerare.

Così, anche stavolta per la sua proposta ha scelto uno spassoso e colto dialogo teatrale in simil-endecasillabi danteschi (ma cercatevi le tracce degli originali). In attesa di una reazione dall’alto, non ci resta che ringraziarlo del suggerimento e del divertimento prodotto, tentando goffamente di imitarlo:

Or se’ tu quel da Velo e quella fonte
che spandi di parlar sì largo fiume?”
l’apostrofai con vergognosa fronte.

O degli alti Lessini onore e lume,
vagliami ‘l lungo studio e ‘l grande amore
che mi farà cercar lo tuo volume.

Mario Allegri

Written By

Mario Allegri ha insegnato letteratura italiana contemporanea alla Facoltà di Lettere di Verona. Ha pubblicato vari saggi letterari in riviste, giornali e presso editori nazionali (Utet, Einaudi, La nuova Italia, Il Mulino). Ha partecipato come indipendente alle primarie 2011 per l'elezione del sindaco a Verona. marioallegri9@gmail.com

3 Comments

3 Comments

  1. Mauro Vittorio Quattrina

    13/12/2020 at 11:21

    Bene. Ho scritto la mia replica ma non l’avete pubblicata. Quanto dice Massignan e cioè: “Ma, ho avuto l’impressione che la contestazione della proposta, non sia tanto per il cambio del nome della piazza, che già ora viene indicata con i due toponimi, o per i disagi degli abitanti e dei commerciati del luogo, ma per il nome di chi l’ha inoltrata.” è una pura illazione, almeno da parte mia, che non ha fondamenti. Non so chi è Anderloni e non lo conosco. Quindi respingo al mittente sospetti che non onorano Massignan che invece consoco da almeno 35 anni…

  2. Mauro Vittorio Quattrina

    12/12/2020 at 14:27

    Chiedo replica.Io non so chi è Anderloni e nemmeno lo conosco personalmente, come dice anche Massignan. Quindi per me poteva chiamarsi Gigino, Pippetto o Minni e non cambiava il mio giudizio che non è “ad personan” come si potrebbe intuire dalla tua risposta. Copio ed incollo come hai fatto Massignan, la mia risposta al tuo post (sarà anche libero uno di non pensarla come gli altri o no?). Eccola: “Anche no. Esiste via Dante Alighieri lì vicino. E a proposito di conoscenza e cultura… a Verona manca, guarda caso, una via intitola a Calzolari che proprio in un Palazzo attiguo diede vita al primo “”””Museo naturalistico del mondo””” Altrochè la statua del nasello poetico ? . Nemmeno una lapide a Francesco Calzolari (veronese de sòca, no foresto), un cartellino, un biglietto “tacà sù col spuacio” “un meso busto taià co el stegagno”. Niente. Meglio dedicarsi ai soliti noti. Lasciamo Piazza dei Signori alla cultura di quel che fu Verona. I disagi poi per chi cambia indirizzo sono notevoli ma quando mai… leggerini? Cambio di residenza sui documenti come patente, documenti di proprietà, bollette, assicurazioni, documenti d’identità senza parlare di banche… altrochè “non comporterebbe disagio ai locali e ai pochi residenti”. E i ristoranti? Cambio carte intestate, permessi, Camera di Commercio… http://www.museostorianaturaleverona.it/nqcontent.cfm… – ribadisco poi, che anche aggiungere solo Dante al toponimo Piazza dei Signori comporterebbe in ogni caso disagi e problemi! Per quanto poi riguarda cambiare il nome, se non erro male, non è che Anderloni abbia avuto chissà quale novità di proposta, come l’articolo di Verona In fa intuire, se ne parlò anche negli 80 del secolo scorso se non ricordo male.

  3. Giorgio Massignan

    09/12/2020 at 16:51

    Ho condiviso l’articolo di Mario Allegri sulla mia bacheca di F.B. ed ho ricevuto parecchi commenti negativi rispetto alla proposta, soprattutto dal regista Quattrina e dall’attore Paiusco. Si contestavano i disagi burocratici per coloro che vivono e lavorano nella piazza, la dimenticanza di molti illustri veronesi a cui non è stato dedicato neppure un vicolo e l’eccessiva pubblicità che Verona In fa ad Anderloni. Ho risposto che burocraticamente, si potrebbe ovviare ai disagi di coloro che dovrebbero cambiare indirizzo sui documenti, non eliminando il toponimo “dei signori” e aggiungendo Dante; e per quanto riguarda i nomi di veronesi illustri, dimenticati e senza neppure un vicoletto dedicato a loro che, purtroppo, c’è sono molti, troppi, e sarebbe opportuno riparare a certe dimenticanze. Ma, ho avuto l’impressione che la contestazione della proposta, non sia tanto per il cambio del nome della piazza, che già ora viene indicata con i due toponimi, o per i disagi degli abitanti e dei commerciati del luogo, ma per il nome di chi l’ha inoltrata. Personalmente non conosco Anderloni e non ho alcun motivo per “farlo parlare”. Ho seguito le sue iniziative, che mi sembrano interessanti ed ho voluto pubblicare questa sua proposta, perché, da quanto ricordo, il sommo poeta ha dato, ufficiosamente, il nome alla piazza che ospita il suo monumento. E poi, scade un importante anniversario.

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