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Palazzo Montanari
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Partito iter per la vendita di Palazzo Verità Montanari

Gli introiti finanzieranno il restauro della corte Ovest dell’Arsenale. Traguardi: «scelta sbagliata da ogni punto di vista»

Giovedì 3 dicembre. È partito l’iter procedurale per la vendita di Palazzo Verità Montanari edificio storico del Cinquecento di proprietà del Comune di Verona dal 1949 e oggi sede dell’Accademia di Belle Arti. L’intenzione del Comune è finanziare, con gli introiti derivati da questa operazione, il recupero della Corte Ovest dell’Arsenale, in cui l’istituto si trasferirà finiti i lavori. L’Accademia perde quindi la sua storica sede e non sa quando la nuova sistemazione presso l’Arsenale sarà agibile.

Un procedimento amministrativo che vede insieme il Patrimonio, per l’alienazione del palazzo di proprietà comunale, l’Urbanistica, per le nuove destinazioni d’uso di palazzo Montanari (si ipotizza che parte dell’edificio sarà destinato a residenziale, ma ci sarà spazio anche uffici, qualche negozio e servizi di pubblico interesse) e i Lavori pubblici, chiamati a preparare il bando per la gara d’appalto, per un valore di circa 10 milioni di euro.

In sostanza, l’iter deciso dall’Amministrazione comunale prevede che il restauro della Corte Ovest, e cioè delle palazzine che saranno usufruite dall’Accademia di Belle Arti, venga finanziato attraverso l’alienazione dell’attuale sede adiacente a piazza Cittadella. Chi si aggiudicherà il bando dovrà prima effettuare i lavori di restauro all’Arsenale e solo successivamente entrerà in possesso del bene in alienazione. Il soggetto che si occuperà del restauro della Corte Ovest e della successiva valorizzazione di palazzo Verità Montanari sarà quindi unico.

Una volta definiti i contenuti del progetto, questo verrà messo a gara. La scadenza da rispettare è fissata ai primi di aprile, quando sarà pronta anche la progettazione definitiva dell’intero complesso a cui sta lavorando la Società Politecnica di Modena che si è aggiudicata il bando europeo per la progettazione complessiva del compendio. Tempi più brevi invece per il passaggio in Consiglio comunale, chiamato ad esprimersi sul provvedimento che autorizza la vendita di Palazzo Verità Montanari con le nuove destinazioni.

Oltre ai lati sud, ovest e nord della corte Ovest, l’Accademia riceverà anche una porzione di circa 2.500 mq del fabbricato posto sul lato est della corte. Per partecipare in forma diretta alle spese di ristrutturazione della corte Ovest l’Accademia si impegna a versare un importo pari ad almeno 1 milione di euro per contribuire alle spese di ristrutturazione dei lati sud, ovest e nord della corte, spazi che verranno concessi in comodato gratuito in sostituzione degli attuali a palazzo Verità Montanari. Si fa carico inoltre delle spese per gli interventi di recupero di una porzione di 2.500 mq del lato est della corte, il cui utilizzo sarà oggetto di apposita convenzione.

Ad illustrare l’iter è stato oggi il sindaco Federico Sboarina insieme all’assessore al Patrimonio Andrea Bassi e quello alla Pianificazione Urbanistica Ilaria Segala.

Giovanni Trincanato del Movimento Traguardi dichiara: «l’amministrazione Sboarina prosegue il terribile uso, iniziata dalla precedente, di liquidare (o tentare di farlo) i palazzi a destinazione culturale donati alla città, come Forti e Pompei aggiungendo l’errore di non guidare i processi: si vende un edificio storico in pieno centro, con un ampio volume, senza indicarne la destinazione, lasciando ancora la palla all’iniziativa dei privati, che è legittima ma va indirizzata».

Giulia Adami, componente dell’Assemblea dei Soci dell’Accademia osserva: «l’errore è proprio nei confronti dell’Accademia stessa, vera vittima della vendita, che negli anni ha direttamente investito sul Palazzo, promuovendo anche iniziative legate all’Art Bonus, e che ora vede i propri sforzi dissipati nella vendita del palazzo con maggior profitto, senza essere in alcun modo risarcita. Anzi, vedendosi condannata a un lungo calvario in attesa che la nuova sistemazione sia pronta, e senza poter nel frattempo investire sulla sede attuale, ormai in vendita». 

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune commenta così la vicenda: «Poiché dalla vendita di Palazzo Montanari Verità dipende anche la tenuta del Piano economico finanziario dell’Arsenale (il quale tuttavia dipende anche da fantomatici “apporti di capitali privati” di cui al momento non c’è traccia) questo è un test molto importante per l’amministrazione. Ma la giunta sembra arrivare ancora una volta con le idee confuse. Per palazzo Montanari l’ex assessore Neri aveva sempre parlato di una destinazione urbanistica alberghiera (l’ennesimo hotel di lusso) mentre ora si parla di residenziale e di non meglio specificati servizi pubblici. L’amministrazione sa quello che sta facendo? Dubitarne è lecito». 



Redazione2
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