Connect with us

Hi, what are you looking for?

Interviste

Universitari e Covid, studenti tra aspettative e paure

INTERVISTA – Tre studentesse raccontano quanto l’emergenza sanitaria abbia condizionato le loro scelte

L’emergenza sanitaria è un fattore di cui anche gli studenti che frequentano l’Università di Verona devono tener conto nelle scelte che sono chiamati a fare per costruire il loro futuro. Abbiamo chiesto ad Aurora Muzzetto, al primo anno di Laurea magistrale, a Vittoria Ruberto, al quarto anno, e a Sara Belfassi, al primo anno di università quanto il Covid le abbia condizionate e quanto si sentano tutelate dalle istituzioni cittadine.

Aurora Muzzetto, 22 anni, studentessa di Governance dell’emergenza: «Vita da fuorisede significa innanzitutto cambiare città, casa, allontanarsi dalla famiglia. Tutto questo, ai tempi del Covid, è caratterizzato da un maggior rischio. Ho scelto comunque di buttarmi, di andare avanti per non rinunciare ai miei sogni facendo però leva su un ancora maggiore senso di responsabilità. Sono sarda e ho studiato e mi sono laureata a Forlì. Mi ero presa del tempo per capire come volessi proseguire gli studi e ho quindi vissuto il primo lockdown in Sardegna, a Monti (SS). Nonostante il perdurare dell’emergenza non mi sono sentita di temporeggiare un altro anno perché mi sono resa conto che senza avere un’occupazione si vive peggio anche la situazione. Ho deciso di rimettermi in gioco nonostante i rischi e ho scelto Verona per tanti motivi: per il corso di laurea in “Governance dell’emergenza”, perché è una città molto bella e me ne avevano parlato bene e anche perché si trova in Italia. Inizialmente pensavo infatti di andare a studiare a Londra, ma vista la situazione ho ritenuto più saggio rimanere in Italia. Le mie aspettative circa l’università sono state confermate: organizzazione efficiente e servizi e spazi validi. Non essendo venuta in contatto con altre istituzioni al di fuori dell’università come studentessa fuorisede sento principalmente una “tutela universitaria”. A livello relazionale mi hanno aiutato le lezioni in presenza per le matricole, anche se sicuramente in questa situazione è più difficile stringere legami. Abito in centro e avevo visto una Verona viva e affollata a settembre e di nuovo particolarmente attenta e scrupolosa nel rispetto delle regole negli ultimi mesi, per questo mi hanno molto colpito gli episodi di protesta in piazza Erbe. Devo attivare la procedura per avere un medico di base qui a Verona e ho notato che anche il sito dell’università dà indicazioni in merito, tuttavia se dovessi avere sintomi ora non so esattamente cosa farei nell’immediato. Per questa ragione sono convinta che nel post-Covid si debba regolamentare questa sfera, magari con un referente in università o in comune, un “rappresentante sanitario” degli studenti fuorisede».

Aurora Muzzetto

Aurora Muzzetto

Vittoria Ruberto, 22 anni, studentessa di Lingue: «Vivere il Covid ha significato per me, come studentessa universitaria, perdere la socialità perché non vedo più le mie colleghe e non frequento più gli spazi universitari. L’unica cosa che mi ricorda l’università è il fatto di vivere in una residenza universitaria. Non ho vissuto tutta l’emergenza sanitaria a Verona: sono scesa in Puglia, a Foggia, a fine febbraio, quindi ho vissuto il primo lockdown a casa mia. Durante la prima ondata ho contratto il Covid contro cui ho lottato per 60 giorni… penso che a livello sanitario avrei vissuto meglio la malattia qui a Verona! Sono tornata in città a luglio per prendere le mie cose e ho avuto la forte e strana sensazione che il tempo si fosse fermato: avevo ancora il piumone sul letto. Del resto, quando ero in Puglia, non riuscivo nemmeno a immaginarmi Verona cambiata. Ritengo che l’università di Verona abbia garantito e stia garantendo la formazione anche in questa situazione emergenziale, ci ha permesso di non perdere l’anno accademico e ha dato una risposta a mio avviso più pronta rispetto ad altre università. Ora che da ottobre vivo di nuovo stabilmente a Verona mi sento tutelata per i controlli che vengono fatti in città e per la risposta della cittadinanza nell’indossare la mascherina. Come studentessa universitaria fuorisede in residenza universitaria mi sento più sicura ora che aderisco inoltre al “Sentinelle” che consiste nell’effettuazione di un tampone gratuito ogni tre per prevenire e controllare eventuali focolai; prima mi sentivo meno tutelata per la sistemazione in stanza doppia e senza un medico di base qui come le mie coinquiline. La cosa che mi ha colpita di Verona ai tempi del Covid è l’immagine del balcone di Giulietta deserto e il fatto che, dopo quattro anni, vedo una città svuotata. Per il post-Covid ritengo importante potenziare il supporto psicologico e fornire a noi universitari un aiuto per farci ritrovare momenti socialità oltre a regolamentare la sfera sanitaria».

Vittoria Ruberto

Vittoria Ruberto

Sara Belfassi, 18 anni, studentessa di Economia: «La mia nuova vita da studentessa fuorisede ai tempi del Covid non sta andando come sarebbe andata senza questa situazione, ma non posso lamentarmi: le lezioni per le matricole sono in presenza. Sono di Treviso e ho scelto comunque di trasferirmi a Verona perché da anni coltivavo il sogno dell’indipendenza e di scoprire se la vita che ho è la vita che voglio davvero o se me ne voglio costruire una completamente diversa. La mia prima scelta era Trento, ma purtroppo ho dovuto ripiegare sul mio piano B, Verona che si sta però rivelando sopra le mie aspettative per quanto concerne l’appartamento Esu in cui vivo, la città e l’Università. So che non tutte le università hanno accolto la proposta di permettere le lezioni in presenza per le matricole, anche per questo sono felice di aver scelto Verona. Ho avuto pochi contatti con la città e i suoi servizi per cui se dovesse capitare qualcosa tornerei a casa, a Ponzano Veneto (TV). Sto avendo più difficoltà a stringere relazioni per via dell’emergenza sanitaria: ho stretto un legame con le mie coinquiline e con qualcuno in aula, ma sicuramente senza Covid sarebbe stato diverso. Di Verona sto apprezzando la bellezza, immutata nonostante la situazione. Quando l’emergenza sanitaria rientrerà spero in più eventi universitari ed extra-universitari per socializzare e confrontarsi tra giovani».

Sara Belfassi

Sara Belfassi

Marika Andreoli

Marika Andreoli
Written By

Marika Andreoli, lombarda, laureata in Filosofia presso l'Università di Torino. Studentessa in Editoria e Giornalismo all'Università di Verona. Con una grande passione per libertà e verità ha la valigia sempre pronta per studi e viaggi. Il suo obiettivo: scrivere di luoghi, storie e persone per tutta la vita. marikaandreoli@gmail.com

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firma la petizione

Meno agitazione più informazione. Abbonati a Verona In

Campagna abbonamenti Verona In

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Territorio

Interventi su segnalazione, mappa delle zone da ripulire, supporto di Amia per combattere i vandalismi a Verona

Territorio

Il Sindaco ha firmato, questa mattina, i decreti di nomina e una ridistribuzione delle deleghe tra tutti i componenti

La voce del Rengo

Approvato l'allargamento di Via Mezzacampagna, bloccato il consumo di suolo, richiamo in servizio di personale medico in pensione

Territorio

Norme e sanzioni su progettazione di giardini e strade, tecniche di potatura, abbattimenti. Introdotta la "Consulta per il verde"

Advertisement