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La voce del Rengo

L’ultimo Consiglio comunale (26/11/2020)

Approvato con 28 voti favorevoli e 7 contrari l’acquisto da parte del Comune, tramite Agec, del complesso immobiliare Case Azzolini.

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Giovedì 26 novembre. Approvato dal Consiglio comunale, con 28 voti favorevoli e 7 contrari, l’acquisto da parte del Comune, tramite Agec, del complesso immobiliare Case Azzolini in Borgo Roma. La proprietà, attualmente in mano all’Inps e che si trova tra via San Giacomo e via Capodistria, è costituita da 180 unità residenziali – oltre a circa 200 garages – disposte su 9 fabbricati. Per l’acquisizione saranno corrisposti da parte di Agec all’Inps 8.580.614 euro. La volontà di acquisto dovrà pervenire all’Inps entro il termine entro il 1° dicembre 2020.
Attualmente Agec gestisce il complesso edilizio per conto del Comune, al quale corrisponde la quota del canone annuo di servizio pari ad 26.416 euro, mentre l’azienda introita dagli inquilini delle unità un importo annuo pari 570.000 euro.

«Un’operazione sociale che il Comune attende di concludere da diversi anni, che dà risposta ai 180 nuclei famigliari oggi residenti nell’immobile – precisa l’assessore alle Aziende partecipate Stefano Bianchini –. Finalmente, a fronte di una proposta di acquisto congrua da parte di Inps, l’ente comunale ha predisposto un piano di acquisto da rendere effettivo entro il 1 dicembre 2020. Con l’acquisto della proprietà Agec sarà in grado di disporre a pieno titolo delle unità residenziali, da sempre ritenute essenziali nello svolgimento della propria mission aziendale. L’operazione risolve un problema che si protrae da molto tempo, scongiurando il rischio di dover reperire sul mercato immobiliare un numero di alloggi particolarmente elevato per nuclei familiari spesso numerosi, nell’ipotesi in cui, a fronte del mancato esercizio dell’opzione, Inps procedesse ad affidare il complesso a un gestore privato con l’obiettivo del massimo profitto. Inoltre, successivamente all’acquisto, Agec potrà sostenere gli interventi di manutenzione straordinaria da tempo programmati. Lavori che è stato finora impossibile eseguire, proprio a causa della carenza di un idoneo titolo patrimoniale in capo al Comune».

Michele Bertucco (Sinistra in Comune): «Il rischio è che Agec si ritrovi con un appesantimento economico che ne comprometta le attività. Il rammarico, al di là del valore sociale dell’operazione, è che non si sia valutato l’impatto negativo che si rischia di generare nei confronti della società partecipata».

Carla Padovani (Gruppo misto): «Un’occasione importante per la città, dalla forte valenza sociale, visto l’alto numero di famiglie che risiedono in questo complesso immobiliare. Sicuramente una delibera che va fatta».

Federico Benini (Pd): «Si tratta indubbiamente di una proposta di acquisto interessante, con una forte utilità sociale. Il problema è come questa operazione è stata gestita e quanto la vendita nuocerà sugli equilibri economici di Agec».

Con 22 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto, è stato approvato il bilancio consolidato 2019 del Comune. Il risultato di esercizio è pari, senza imposte (pari a 21.248.899 euro) a 68.966.418 euro. Come ricordato dall’assessore al Bilancio Francesca Toffali: «il bilancio consolidato è lo strumento che consente di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico della complessiva attività svolta dall’ente attraverso le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate. Tutti i singoli bilanci delle società partecipate sono visionabili in quanto pubblici e pubblicati. Si tratta nella sostanza di una presa d’atto».

Approvate, con 22 voti favorevoli, 2 contrari e 7 astenuti, le ultime variazioni dell’anno al bilancio di previsione 2020/2022, con nuove destinazioni dell’avanzo di amministrazione 2019 e aggiornamenti del programma triennale delle opere pubbliche del Comune di Verona e dell’elenco annuale 2020 dei lavori pubblici e modifica del Dup.
In particolare si registrano complessivamente, come evidenziato all’aula dall’assessore al Bilancio Toffali, maggiori entrate per oltre 3 milioni di euro, provenienti sia dalla Regione Veneto sia dallo Stato attraverso il Decreto Ristori. Ne fanno parte contributi regionali pari a: 600 mila euro a sostegno della famiglia e della natalità; 300 mila euro a favore delle famiglie fragili; 300 mila euro per il sostegno dell’affido familiare. Inoltre, contributi di 2.000.000 euro da parte dello Stato del terzo Decreto Ristori, per l’erogazione di ulteriori buoni pasto per le persone in difficoltà.

Ad inizio seduta, con 23 voti favorevoli e 6 astenuti, è stata approvata la surroga del consigliere Stefano Bianchini, nominato assessore con Enrico Guardini. «Con orgoglio e un pizzico di emozione – ha dichiarato Guardini – mi unisco alle attività del Consiglio comunale di Verona, nel quale spero di portare avanti un positivo e collaborativo lavoro».

Redazione2
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