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La mia parola contro la sua. Quando il pregiudizio è più importante del giudizio

Dalla giudice Paola Di Nicola un libro edito da HarperCollins sul pregiudizio contro le donne in ambito giudiziario.

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Paola Di Nicola

Oggi, 25 novembre, celebriamo la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne 2020. La giornata è stata istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, partendo dall’assunto che la violenza contro le donne sia una violazione dei diritti umani. Tale violazione è una conseguenza della discriminazione contro le donne, dal punto di vista legale e pratico, e delle persistenti disuguaglianze tra uomo e donna. La mia parola contra la sua. Quando il pregiudizio è più importante del giudizio (HarperCollins Italia) autrice, la magistrata Paola Di Nicola, nominata Wo/Men Inspiring Europe 2014 dall’EIGE (European Institute for Gender Equality). Con sguardo obiettivo, fermo e allo stesso tempo materno, frutto di un continuo studio e di attente riflessioni prima di tutto su se stessa, Di Nicola ha saputo cogliere quelle sfumature molto spesso invisibili, che muovono ancora i pregiudizi di genere nelle aule di tribunale e nella società influenzando radicalmente una visione d’insieme che diviene così parziale e ancora immersa in una cultura patriarcale..

«Le donne mentono sempre». «Le donne strumentalizzano le denunce di violenza per ottenere benefici». «Se l’è cercata». «Le donne usano il sesso per fare carriera». «Ma tu come eri vestita?». Questi sono solo alcuni dei pregiudizi che la nostra società ha interiorizzato. Pregiudizi volti a neutralizzare la donna e a perpetuare una sudditanza e una discriminazione di genere in ogni settore, soprattutto in quello giuridico, che è il settore determinante perché tutto possa rimanere come è sempre stato. Viviamo immersi in questi pregiudizi. Ogni nostro gesto, parola, azione deriva da un’impostazione acquisita per tradizione, storia, cultura, e neanche i giudici ne sono privi. Con la sua attività di magistrata, Paola Di Nicola ha deciso di affrontare il problema dalle aule del tribunale, ovvero dal luogo in cui dovrebbe regnare la verità e invece troppo spesso regna lo stereotipo.

«Il Tribunale non è un luogo separato dalla realtà culturale e sociale in cui opera, ma è la sua ulteriore ed ennesima rappresentazione -. Spiega Di Nicola in un’intervista rilasciata letture.org. – Da questo consegue che se nel contesto in cui vivono e lavorano i giudici, le forze dell’ordine, gli avvocati, i testimoni, le vittime e gli imputati esistono pregiudizi e stereotipi nei confronti delle donne, a partire da quello più diffuso secondo cui le donne sono esagerate ed isteriche, questi entreranno inevitabilmente anche nell’aula di giustizia, si replicheranno e rischieranno di ridimensionare il racconto di chi ha subito violenza maschile».

Se impariamo a guardare il mondo con lenti di genere, si apriranno nuovi spiragli, nuovi colori e nuove strade, e allora impareremo che una civiltà senza violenza può esistere, che l’armonia fa parte di noi, che uomini e donne possono stare l’uno al fianco dell’altra con amore e valore, che il nostro modo di parlare può essere più limpido, pulito e chiaro, che il silenzio dei complici si chiama omertà ed è un muro che va abbattuto.

La-mia-parola-contro-la-sua-Paola-di-NicolaPaola Di Nicola è nata nel 1966. Giudice penale, nominata Wo/Men Inspiring Europe 2014 dall’EIGE (European Institute for Gender Equality). Nel 2012 ha pubblicato La giudice. Una donna in magistratura sulla questione della differenza di genere in magistratura. Sua è la sentenza rivoluzionaria nel processo sulla prostituzione di due minorenni nel centro di Roma, nella quale ha sostituito il risarcimento in denaro con libri sul pensiero delle donne.

La mia parola contro la sua
Paola Di Nicola
HarperCollins Italia
Pagine: 240
Prezzo:  17,50 €
EAN: 9788858986448

Cinzia Inguanta

Cinzia Inguanta
Written By

Nasce a Firenze il 4 giugno 1961, sposata con Giuliano, due figli: Giuseppe e Mariagiulia. Alcuni grandi amori: la lettura, il cinema, il disegno, la fotografia, la cucina, i cinici, le menti complicate e le cause perse. Dopo la maturità scientifica, s’iscrive al corso di laurea in medicina e chirurgia per poi diplomarsi in design all’Accademia di Belle Arti Cignaroli. Nel 2009 s’iscrive alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca. Giornalista pubblicista dirige Radio Popolare Verona, già direttrice del magazine online Verona-IN con il quale continua a collaborare coordinando la redazione spettacoli e scrivendo di libri. Nel 2006 ha curato la pubblicazione di La Chiesa di Verona in Sinodo e di Il IV Convegno Ecclesiale Nazionale, nel 2007 di Nel segno della continuità. Nel 2011 l’esordio letterario con la pubblicazione del suo primo romanzo Bianca per la casa editrice Bonaccorso. Alcune sue poesie sono pubblicate nel 2° volume della Raccolta di Poesie del Simposio permanente dei poeti veronesi (dicembre 2011), altre sono pubblicate nella sezione Opere Inedite sul blog dedicato alla poesia di Rainews. cinzia.inguanta@email.it

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