Connect with us

Hi, what are you looking for?

Cultura

Convivere con il virus soffocando la nostra natura sociale

L’anelito della vita non si arrende alla potenza distruttrice del negativo. Occorre però governare con saggezza questo impulso vitale.

La pandemia dilaga a livello mondiale: i vecchi tremano, i giovani spegnendo la loro esuberanza ritornano a fare gli sdraiati, solo i bambini godono di una qualche socialità nelle scuole tenute con difficoltà aperte. Tutti/e siamo caldamente invitati ad osservare le restrizioni imposte e più oltre richiamati ad un senso di responsabilità individuale, ad una sorta di lockdown soggettivo per salvaguardare, oltre sé, gli altri, così da non congestionare un sistema sanitario già in profonda crisi.

E dire che l’estate scorsa ci si era illusi di esserne usciti. La bella stagione, la caduta di contagi, ricoveri, decessi avevano riaperto i cancelli e liberi siamo volati al mare, abbiamo riaffollato treni, aerei, traghetti, ripopolato isole, spiagge. Troppo presto dimentichi di quanto di tragico ci era accaduto, sordi ad ogni raccomandazione di prudenza sanitaria, avevamo ripreso il nostro stile di vita in un contesto di slancio di ripresa economica. Tutto come prima, forse di più. La vita trionfava sulla morte.

Nel tripudio dell’energia vitale, che per natura rigetta ogni limite alla propria irruenza, anche il corpo aveva così recuperato vigore, impeti verso l’alterità. Aveva ripristinato quella relazione corpo a corpo, vis a vis, fatta di abbracci, strette di mano, sorrisi, carezze, baci, convivialità, manifestazioni di cui non può fare a meno proprio perché siamo animali socievoli, originariamente esseri-con l’altro/a. Pena il morirne di solitudine, inedia, nostalgia.

Dioniso, il dio greco mitologico, espressione della potenza della vita in tutta la fantasmagoria delle sue forme, il dio della danza, del simposio, dell’ebbrezza, aveva messo così ben presto a tacere Apollo, il dio della razionalità, dell’ordine, scatenando i corpi nel delirio della musica, delle danze nelle discoteche. Complici di queste trasgressioni, le amministrazioni regionali, sorde ai divieti di assembramento invocati dagli scienziati, perché piegate alle pressioni degli ingenti interessi economici che erano in ballo.

Anche di questa irresponsabile leggerezza e negligenza estiva ora paghiamo le conseguenze. Tutti/e ora reclusi, malati o esposti al contagio, confinati in un Paese trasformato in una sorta di nuovo semaforo che non contempla il verde. Alla paura iniziale di fronte a un nemico sconosciuto che non si sapeva come affrontare, ma che attivava difese e tutele, si è ora sostituita un’angoscia dilagante che ci vede impotenti, in balia di un ignoto senza fine e che ci assilla non lasciando posto ad altri pensieri, parole.

Stiamo vivendo una stagione strampalata, un tempo penoso e indefinito in cui si è anche dileguato ogni elemento di suggestiva novità della precedente esperienza. È venuto meno infatti il godere di una lentezza del vivere, del silenzio, dell’attenzione verso una natura meno aggredita, il sentirsi comunità impegnata a resistere. Ora si è solo stanchi, stressati, non troviamo parole per afferrare la complessità del reale. Chiusi di nuovo in noi stessi, si naviga a vista, dibattendosi a fatica fra problemi economici, familiari, di lavoro.

In questo naufragio solo il simbolico richiamo alla festività natalizia, sostenuta dalla prospettiva di un imminente salvifico vaccino, sembra alimentare una speranza di rinascita. Più oltre è l’anelito della vita, che non si arrende alla potenza distruttrice del negativo, che torna a spronarci. Occorre però governare con saggezza questo impulso vitale per evitare poi di pentircene amaramente. Questa la sfida.

Corinna Albolino

Corinna Albolino
Written By

Originaria di Mantova, vive e lavora a Verona. Laureata in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, si è poi specializzata in scrittura autobiografica con un corso triennale presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo). In continuità con questa formazione conduce da tempo laboratori di scrittura di sé, gruppi di lettura e conversazioni filosofiche nella città. Dal 2009 collabora con il giornale Verona In. corinna.paolo@tin.it

1 Comment

1 Comment

  1. Avatar

    Miria Pericolosi

    26/11/2020 at 16:56

    L’articolo di Corinna tocca, in effetti, i punti salienti della questione: la spinta alla socialità dell’essere umano (vedi i capannelli nelle strade) e la necessità assoluta e contraria, del distanziamento individuale, ancora in faticosa attuazione.
    Tuttora si cerca di far prevalere il discorso economico sulla salute di tutti/e; vedi le continue sollecitazione di apertura delle stazioni sciistiche da parte degli operatori e operatrici del settore (albergatori, gestori impianti, botteghe artigianali ecc.) e il continuo dibattito dei mass media in merito.
    Viviamo certamente momenti molto complessi, di problematiche e difficili soluzioni. Speriamo che la “Politica”, a cui spetta il governare, si apra a visioni innovative e rispettose dell’ambiente e degli esseri umani.
    Cordialmente Miria

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Meno agitazione più informazione. Abbonati a Verona In

Campagna abbonamenti Verona In

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Territorio

Il settore più in crisi è il turismo e penalizzate sono, in particolare, donne e giovani. A Verona -1500 impieghi.

Opinioni

Se la politica non saprà trovare la pratica di governo adeguata le sorti dell'Italia saranno esposte a tutte le involuzioni possibili

Territorio

Il 9 e 10 gennaio scatta il weekend arancione e tornano i controlli. Prosegue la campagna vaccinazioni sul personale sanitario

CS

Vaccinarsi è un atto di responsabilità del singolo nei confronti della propria salute, di quella dei propri cari e della collettività. Le istituzioni, ad...

Advertisement