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Bocciatura per la voglia di montagna che supera la voglia di mare

L’estate ha fatto crollare il mito della responsabilità. Ora è la volta della neve che, ancor prima di arrivare, ha già iniziato a dividere

C’è sempre stata una posizione antitetica tra gli amanti del mare e quelli della montagna. A dire il vero nel sussidiario delle elementari tre erano le tipologie di luoghi di vacanza: mare, monti e campagna. Quest’ultima non fa più tendenza. Rimangono le altre due, ma con una differenza: molti, grazie alle possibilità, sono divenuti amanti sia della montagna che del mare.

Se si dovesse prendere esempio dalle abitudini del popolo dei villeggianti marittimi (ma anche montani) della scorsa estate…non dovrebbero esistere incertezze sul cosa fare nella imminente stagione invernale.

Così non è purtroppo. Basta che appena la curva dei contagi rallenti, o è sufficiente vedere all’orizzonte piste innevante, luminarie e caldi ed accoglienti rifugi ed alberghi per far alzare la bandiera del liberi tutti o quella dei presunti accessi controllati. Meno male che non si è ancora inneggiato (ma mancherà poco) alla libertà ed al senso di responsabilità degli italiani! Il ministro Boccia, nella sua ingenuità, aveva suggerito a maggio, in vista della “riapertura”, un piccolo esercito di “assistenti civici” per vigilare sui comportamenti del civilissimo popolo italiano. Non l’avesse mai fatto: levata di scudi dentro e fuori la maggioranza da parte di tutti i commentatori abituati a frequentare le TV nazionali per affermare la maturità del popolo che aveva capito la lezione inferta dal coronavirus. È bastata l’estate a far crollare il mito della responsabilità.

Ora è la volta dell’immacolata neve che, ancor prima di scendere dal cielo, ha già iniziato a dividere: governatori contro governo centrale, tutti uniti contro gli altri paesi europei che condividono con noi la catena alpina, sciatori contro amanti del mare, albergatori contro tutti. É chiaro, un aiuto al turismo invernale e montano va dato, ma non illudiamoci che sia il civile popolo vacanziero a darlo. Chi ama la montagna troverà modo lo stesso per passare un po’ di tempo all’aria aperta, magari riscoprendo uno sci meno alla moda, più morigerato.

Dobbiamo ammettere, nostro malgrado, che il comportamento di molti durante l’estate (non di tutti per carità) ha portato ad una bella insufficienza in condotta ed in educazione civica. Non un esame di riparazione per la prossima, imminente stagione, ma una sonora bocciatura. Teniamone conto prima che sia troppo tardi. 

Renato Avesani

Redazione2
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