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Ecosistema Urbano 2020: Verona 70ª ma più pratiche sostenibili

La città arretra di tre posizioni anche se ci sono più alberi. Critici Michele Bertucco, Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani.

É stato pubblicato Ecosistema Urbano 2020, lo studio annuale realizzato da Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore che fotografa la sostenibilità ambientale dei centri urbani con i dati riferiti al 2019. Legambiente e Idea Plast hanno regalato alla città di Verona un parco giochi in plastica riciclata da posizionare in una delle aree verdi cittadine per essersi distinta a livello nazionale nelle buone pratiche.

Verona si è fatta notare per il progetto Steps, che vede insieme Comune, Università e realtà sociali per migliorare la qualità della vita in Terza Circoscrizione. Tre i rami di azione oggetto del triennio di lavoro: misurazione del grado di solitudine dei residenti, creazione di nuovi luoghi di socializzazione e lavoro, riqualificazione di immobili pubblici e privati che saranno messi a disposizione della comunità.

Nella classifica generale, presentata oggi in diretta streaming, Verona è al 70° posto su 104, retrocedendo di 3 posizioni rispetto all’anno precedente, ci sono però dati positivi sull’aumento del verde pro capite oltre che per un incremento della percentuale di raccolta differenziata. Inoltre, rispetto al 2018, diminuiscono la quantità di concentrazione di azoto nell’aria e lo spreco di metri cubi di acqua in ambito domestico; significativo l’aumento di persone servite dal trasporto pubblico locale.

«La città perde 3 posti non per un peggioramento oggettivo dei dati, ma per una sostanziale immobilità generale che imperversa da anni» dichiara Chiara Martinelli, presidente di Legambiente Verona. E aggiunge: «la città è ferma da anni con gli investimenti strutturali».

«Cresce notevolmente a Verona il numero di alberi piantato per abitante – sottolinea l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala –. Un lieve miglioramento per la raccolta differenziata, grazie al recente avvio dell’iniziativa dei cassonetti intelligenti, un argomento su cui puntiamo di ottenere maggiori e importanti risultati. Questa tipologia di raccolta infatti, attualmente attiva solo su alcune zone della città, con il tempo sarà ampliata sul territorio per accrescerne i vantaggi».

«Importantissimo anche lo stop al consumo di suolo a favore della rigenerazione degli immobili dismessi – ha aggiunto Paola Bressan, presidente della commissione Arsenale –, favorendo i tetti verdi, piantumazioni e pavimentazioni permeabili. Altra novità è lo studio sul Pums (Piano Urbanistico per la Mobilità Sostenibile) che ci permette di mirare i progetti di micro e macro mobilità. Altrettanto ci permette di fare il Regolamento del Verde, che andrà a migliorare ulteriormente il nostro patrimonio verde. La perdita di tre posizioni si bilancia quindi con una serie di indicatori positivi per altrettanti azioni concrete già messe in campo da questa Amministrazione a tutela dell’ambiente urbano».

Michele Bertucco, Consigliere comunale di Verona e Sinistra in comune, dichiara: «Settantesima in classifica, la città di Verona arretra di 3 posizioni perché la raccolta differenziata è ancora ferma sotto al 50%; perché restiamo tra le peggiori città per quanto riguarda concentrazioni di Pm10 (dodicesimi a partire dal basso), Pm 2,5 (diciassettesimi, tra i peggiori) e superamenti dei livelli massimi di ozono in estate (ottava peggior città d’Italia). Sul fronte della vivibilità il divario è allarmante: abbiamo circa 31 metri quadrati di verde procapite (trentacinquesimi), ma i primi venti migliori comuni italiani presentano valori di due o tre volte migliori. Anche il trasporto pubblico è chiaramente in stallo.
É la foto di una amministrazione staccata rispetto alla realtà e alle sofferenza di una città che sta perdendo gli ultimi treni sul trasporto pubblico (vedi filobus), sulla mobilità (vedi il Pums timidissimo) e sulla vivibilità dei quartieri».

Federico Benini, Elisa La Paglia, Stefano Vallani del gruppo consiliare comunale Pd osservano: «Questa situazione di stallo grave è la conseguenza dei continui tentennamenti dell’amministrazione suitemi caldi quali la chiusura del ciclo dei rifiuti, la riduzione del consumo di aree agricole, la riorganizzazione della mobilità cittadina. Le politiche delle alleanze con le altre multiuility del Nord Italia sono state un flop. Il Pums si annuncia deludente e, per ben che vada, ininfluente al miglioramento dei parametri ambientali. Al di fuori delle nuove corsie ciclabili, che presentano innumerevoli criticità irrisolte, la rete ciclabile cittadina non ha fatto nessun passo in avanti, mentre la cattiva gestione del progetto filobus rischia di farci perdere uno dei più grandi finanziamenti pubblici della storia della città».


 

 

Redazione2
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