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Cultura

Verona in TV, la Biblioteca Capitolare ospite di Freedom

Venerdì 6 novembre alle 21,25 nella trasmissione condotta su Italia 1 da Roberto Giacobbo sarà svelato il segreto dell’Indovinello veronese.

Roberto Giacobbo alla Biblioteca Capitolare di Verona
Roberto Giacobbo alla Biblioteca Capitolare di Verona

Venerdì 6 novembre alle ore 21.25 su Italia 1, la Biblioteca Capitolare di Verona sarà protagonista della nuova puntata di Freedom – Oltre il confine, la trasmissione condotta da Roberto Giacobbo, in onda dal 2018 e arrivata ormai alla III edizione. Il programma propone reportage di archeologia, tecnologia, mistero, pseudoscienze attraverso un format giovane e un linguaggio chiaro e accattivante in grado di suscitare interesse e curiosità nel pubblico.

Nel prossimo appuntamento saranno presentati i grandi tesori della Biblioteca Capitolare, la più antica al mondo ancora funzionante e si punteranno i riflettori sul codice LXXXIX, che custodisce la prima testimonianza scritta della lingua volgare. La storia di questo manoscritto è ricca di particolari curiosi che ci conducono nell’VIII/IX secolo d.C., all’interno del grande scriptorium, dove fin dal V secolo i sacerdoti della Schola majoris Ecclesiae, cioè i Canonici del Capitolo della Cattedrale (da cui l’aggettivo capitolare) si dedicano all’arte della copia.

A quel tempo probabilmente viene affidato a un amanuense il compito di trascrivere questo orazionale mozarabico, cioè un libro di preghiere che proviene dalla Spagna. Questo manoscritto rilegato prima di arrivare a Verona ha compiuto molti viaggi, è passato per Cagliari e per Pisa, come indicano alcune notazioni lasciate sul testo da Sergio, visdomino della Chiesa cagliaritana e da Maurizio, funzionario toscano agli ordini del re longobardo Liutprando negli anni 731-732, che sono identificabili grazie alle loro firme.

L’amanuense sta per iniziare il suo lavoro di copiatura, anche ai suoi occhi esperti il testo richiede una lettura attenta, perché è in caratteri visigotici; la concentrazione è tanta e prima di solcare la pagina bianca con l’inchiostro esita, si ferma; forse per provare la punta della penna con la mano trascrive sul margine dell’orazionale un detto che spesso ha sentito dire e ripetere… un indovinello. Di cosa parla, in che lingua è scritto? Non è italiano, ma non è certamente neanche più latino!

L'Indovinello veronese custodito nella Biblioteca Capitolare di Verona

L’Indovinello veronese custodito nella Biblioteca Capitolare di Verona

Per secoli “la prova di penna”, conosciuta come l’Indovinello veronese, rimane segretamente custodita tra le pagine del folio 3r (recto) del codice LXXXIX, fino al 1924 quando il paleografo Luigi Schiapparelli, ricostruisce la storia e si accorge di questa strana postilla. Per risolvere l’indovinello ci sono voluti alcuni anni e più di qualche paleografo… a voi basta guardare la puntata di Freedom, per scoprire la soluzione e vedere il prezioso codice.

Ma la Biblioteca Capitolare è così ricca di storia che vale sempre la pena fare una visita e immergersi nel fascino dei testi antichi. I manoscritti custoditi in questo luogo parlano e raccontano storie lontane secoli; se chiudiamo gli occhi possiamo ancora sentire il fervore del lavoro degli amanuensi, chini sulla pergamena, intenti a trascrivere testi della cultura classica e religiosa.

Tra loro, ricordiamo Ursicino, che ci ha lasciato alla fine del codice da lui trascritto, la prima testimonianza scritta dell’esistenza dello scriptorium. È il 1° agosto del 517 infatti, quando lo scrivano, dopo aver terminato il suo lungo e duro lavoro di copiatura, decide di concludere l’opera inserendo alla fine del codice XXXVIII alcuni dati decisamente inusuali per l’epoca: il proprio nome, il luogo (“Verona“) e la data secondo il Calendario Romano, ossia le calende di agosto dell’anno di consolato di Agapito.

Biblioteca Capitolare

Biblioteca Capitolare

Ma le vicende che questi manoscritti hanno da raccontarci sono tante e alcune di queste entrano a pieno diritto nella nostra storia… come il codice palinsesto XV contenente le Istituzioni di Gaio: l’unico testo superstite al mondo della giurisprudenza romana classica, privo di manipolazioni di epoca bizantina avvenute durante la riforma di Giustiniano.

La Biblioteca Capitolare conserva testi che hanno attraversato secoli, sopravvivendo a calamità naturali come la peste del 1630 e la tragica inondazione del 1882 e resistendo tenacemente alle catastrofi umane, come la Seconda guerra mondiale, durante la quale l’edificio è stato completamente raso al suolo da un bombardamento americano.

Ad oggi il patrimonio della Biblioteca Capitolare di Verona è di grandissima rilevanza e consta di 1.200 manoscritti, 245 incunaboli, 2.500 cinquecentine, 2.800 seicentine ed oltre 70 mila volumi, cui si aggiungono costantemente nuove enciclopedie, dizionari, pubblicazioni specialistiche e riviste.

Marta Morbioli







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Marta Morbioli, veronese, laureata in Filologia Italiana presso la Facoltà di Lettere di Verona, specializzata in libri antichi con un Master in Storia e tecnica dell’editoria antica. Da sempre vive vite parallele tra la passione per la storia e le sue fonti e il lavoro come knowledge management. Il suo obiettivo è sfidare le leggi della matematica e far incontrare le due strade.

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