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Vangelo

Festa dei santi e dei morti, una relazione che non si rompe mai

Santi sono tutti quelli che ci hanno regalato un po’ della loro umanità ma anche quelle persone semplici che incontriamo nella nostra vita

L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)
L'adorazione dei magi, tempera e oro su tavola, Gentile da Fabriano, 1423 (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Dal Vangelo di Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Matteo 5, 1-12a

La festa di tutti i santi nella tradizione popolare è un tutt’uno con il ricordo dei defunti. Infatti in questi giorni si riempiono i nostri cimiteri. C’è un nesso profondo tra santi e defunti. Da una parte c’è la festa della memoria. Il ricordo delle persone che ci hanno lasciato. Dall’altra c’è la festa della “comunione”. Quando recitiamo il “credo” diciamo: “credo nella comunione dei santi”. Credo in una “comunione-relazione” che non si rompe mai. Perché la vita fisica finisce, ma l’amore non finisce mai.

Le persone che hanno fatto parte della nostra vita, fisicamente con ci sono più, ma rimangono per sempre “dentro” di noi. Ognuno di noi ha i suoi santi. Ha i suoi defunti. Ci sono santi in cielo, i santi di ieri, e santi sulla terra, i santi di oggi. Tutti noi abbiamo conosciuto ed incontrato nella nostra vita delle persone straordinarie che sono state per noi dei veri “angeli “ che ci hanno aiutato a crescere.

Santi sono tutti quelli che ci hanno regalato un po’ della loro umanità. Ma Santi sono anche tutte quelle persone semplici ed oneste che incontriamo ogni giorno nella nostra vita. Non è facile riconoscerli, perché la vera santità è nascosta. Non si fa vedere. Santi infatti sono la moltitudine di gente semplice che nel silenzio, senza salire sul palcoscenico della televisione, o dei giornali, seminano ogni giorno opere straordinarie di bene.

Santa è quella mamma che dopo una giornata di lavoro, torna a casa stanca e si mette a preparare la cena per i suoi figli. Santo è quell’insegnante che fa del suo lavoro una missione. Santo è quel medico che sa coniugare la sua professionalità con tanta umanità. Santi sono quei nonni, che regalano il loro tempo e la loro saggezza ai nipoti.

Purtroppo pensiamo sempre ai santi e alla santità come a qualche cosa di riservato a gente privilegiata. I santi non sono degli “eroi” e neanche delle persone “strane” che noi veneriamo sugli altari per ottenere qualche miracolo. Anche loro come noi sono pieni di difetti.

Gesù chiama Beati (cioè santi) i piccoli, i semplici, i miti, chi si prende cura degli altri. In quelle nove beatitudini ci siamo dentro tutti. Ci sei anche tu. C’è anche il mio volto. Siamo tutti responsabili di rendere questa terra un po’ più umana. Per far felice una persona spesso basta molto poco: un sorriso, una carezza, una parola, uno sguardo. Diventare ogni giorno piccoli “angeli”. È questo il vero miracolo che possiamo fare anche noi.

Giorni della memoria dei nostri “angeli”
Non chiamiamoli più “i morti”, perché essi sono più vivi dei “vivi”, e ci sono più vicini e presenti, e ci vedono dal di dentro … (David Maria Turoldo,1916-1992, monaco, poeta, profeta).

Don Roberto Vinco
Domenica 1 novembre 2020

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Don Roberto Vinco, docente di filosofia allo Studio Teologico San Zeno e all'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire di Verona, è collaboratore nella parrocchia di Novaglie. roberto.vinco@tin.it

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