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Ca' del Bue

Opinioni

Traguardi spieghi ai veronesi se è per il riciclo o per gli inceneritori

Gabanizza, Genovese (Sinistra Italiana): «La raccolta differenziata a Verona non decolla perché per i rifiuti si pensa ancora a Ca’ del Bue».

Appare maldestra la critica di Bottega e Ferrari di Traguardi all’intervento di Marco De Pasquale e Michela Faccioli di Sinistra Italiana pubblicato da Verona In a proposito delle ultime scelte fatte da Agsm e dalla Regione Veneto per Ca’ del Bue

Bottega e Ferrari si schierano decisamente a sostegno delle scelte della destra veronese e regionale per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti e contro la proposta di Sinistra Italiana che propone “di differenziare e selezionare, per poi riciclare, tutti i rifiuti solidi urbani e di avviare il trattamento completo dell’umido in totale sicurezza (e si può) per ottenere biogas, metano e compost di qualità da vendere” aggiungendo che “l’organico non va conferito, con spese, a privati che poi lo lavorano e vendono“.

Bottega e Ferrari sono particolarmente critici nei confronti di Sinistra Italiana in quanto ha l’ardire di affermare  che con la variante proposta da Agsm “si vogliono  favorire i privati con i soldi pubblici anziché completare il ciclo e far guadagnare l’azienda pubblica con benefici nella bolletta dei rifiuti che può essere ridotta“. Insomma, Bottega e Ferrari preferiscono garantire profitti ai privati con i soldi dei cittadini piuttosto di ridurre la bolletta degli utenti. Scelte tipicamente di destra, che non vanno in direzione del bene comune e dell’interesse pubblico.

Rifiuti

Bottega e Ferrari arrivano a dichiarazioni assai contraddittorie per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti: da una parte prendono atto che “Verona è tra le peggiori del Veneto nella raccolta differenziata con il solo 50%, mentre Treviso supera l’85%” facendo capire che, in questa direzione, servirebbe un massimo sforzo veronese, ma dall’altra difendono gli inceneritori e la loro funzione entro il ciclo. È come dire che sono profondamente religiosi e totalmente atei. Un vero e proprio ossimoro!

No, cari Bottega e Ferrari, delle due l’una: 1. o si è in coerenza con gli obiettivi di economia circolare e allora si deve andare verso il totale riciclo di tutti i rifiuti solidi urbani, o quasi, e al superamento della vecchia  tecnologia degli inceneritori, che, tra l’altro, producono ceneri (un terzo della massa bruciata) in parte tossico nocive alimentando l’altro sistema superato ed inquinante delle discariche; 2. oppure si è a favore degli inceneritori, per i quali le giunte di Verona hanno sperperato montagne di soldi senza farli funzionare, e allora si deve contenere molto la raccolta differenziata per avere quantità  di rifiuti necessari da bruciare. Infatti, l’obiettivo di percentuali elevatissime di raccolta differenziata (vero traguardo per l’economia circolare) non sarà raggiunto finché qualcuno continuerà a sostenere l’uso dei soliti, vecchissimi inceneritori, i quali, come è noto, per funzionare hanno bisogno di tanto materiale indifferenziato da bruciare.

Rifiuti

Il fatto che Verona abbia una così ridotta quantità di differenziata non è per caso, qualcuno al governo della cosa pubblica veronese e regionale ha sempre sperato di costruire nuovi inceneritori a Ca’ del Bue e quindi avere a disposizione materiale sufficiente da bruciare, e la posizione di Bottega e Ferrari tende, di fatto, a favorire questa scelta sciagurata.

Infine Bottega e Ferrari, con dichiarazioni acrobatiche, bollano le proposte di Sinistra Italiana di ambientalismo ideologico, senza dimostrarlo. Ma volere ancora gli inceneritori, malgrado le scelte europee concordate siano di raggiungere entro pochi anni il 65% di riciclato e quindi di ridurre drasticamente discariche e inceneritori ora funzionanti, sembra derivare non da riscontrati interessi pubblici indimostrabili, ma da una concezione ideologica preconcetta, assai distante da una ineludibile corretta politica ambientalista.

In ogni caso, riteniamo che un confronto pubblico su questi temi sia sempre un elemento positivo, allo stesso tempo invitiamo anche i vertici di Agsm e le forze politiche di maggioranza, che hanno responsabilità di governo locale, a rispondere alle critiche da noi sollevate e alle nostre proposte.

Giorgio Gabanizza, Vincenzo Genovese
Sinistra Italiana di Verona

Redazione2
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3 Comments

3 Comments

  1. Avatar

    Marco De Pasquale

    21/10/2020 at 12:14

    Nella sua ulteriore risposta (qui nei commenti), il Movimento Traguardi dichiara di far ricorso alle competenze tecniche prima ancora che a motivazioni politiche. È una prospettiva legittima che noi di Sinistra Italiana non riteniamo di condividere.

    Guai a non ricorrere ai saperi scientifici e tecnici per prendere le decisioni che sono politiche. Le competenze vanno consultate, ascoltate, per fare le scelte più idonee, ma guai ad indirizzarsi in una sorta di neocorporativismo. Facciamo un esempio. Alcuni tecnici ci dicono che è possibile trasformare rifiuti indifferenziati in energia e calore con gli inceneritori, ma non va dimenticato non solo che è una tecnologia costosa, più costosa del riciclo integrale (o quasi), ma anche che la scienza medica (congressi di oncologia, uno dei quali svoltosi a Verona) avverte che la diossina e le polveri sottili prodotte e disperse nell’aria che respiriamo, da queste combustioni, sono dannose alla salute degli umani e dell’ambiente, sono cancerogene. Tesi dimostrata dall’incidenza dei tumori più elevata nella popolazione quanto più ci si avvicina agli inceneritori. Tecnicamente si può incenerire, politicamente è meglio evitare di mettere a rischio l’ambiente, la salute dei cittadini e far loro pagare di più la bolletta Tari. Come potrete capire, in questo ragionamento l’ideologia non c’entra, c’entra l’opportunità politica di scegliere per il meglio, nell’interesse complessivo della collettività.

    Inoltre, vogliamo sommessamente ricordare che siamo in tempi di cambiamenti climatici, e che dovremmo ridurre le combustioni, drasticamente, e non aumentarle con nuovi fumaioli attivi 24 ore su 24. Ritenete sbagliata la direttiva europea che pone l’obiettivo di differenziare e riciclare il massimo (intanto per il 2025 pone l’obiettivo del 65%) anche per chiudere vecchi, costosi e pericolosi inceneritori o termovalorizzatori?
    Perché difendete le scelte della destra veronese e veneta e polemizzate con noi che vogliamo che si chiuda interamente il ciclo del trattamento dei rifiuti in modo meno impattante ed ecologicamente più compatibile? Vorremmo il massimo della differenziazione (proponiamo l’acquisto di macchine selezionatrici e naturalmente una raccolta differenziata spinta come appunto a Treviso) e vorremmo che si concludesse a Ca’ del Bue tutto il ciclo dell’organico (biogas, metano, compost) senza spendere 900.000 euro per conferire in nostro organico, anche dopo l’essicazione, a privati che poi trattano e vendono.

    È così gravemente ideologico pensare di ricavare il massimo, senza impatti ambientali, per far pagare di meno le bollette ai nostri concittadini? Come dovrebbe essere noto anche a voi ci sono comuni, aree territoriali che, intervenendo anche a monte (riduzione degli imballaggi, riduzione di confezioni e oggettistica usa e getta) hanno, differenziando e riciclando, un residuo finale del 5/6/7/8%. Cosa farne di così poca cosa? Senza incenerirlo, si può portare in discarica (meglio di no) o trasformarlo in materia prima seconda adatta a nuovi riusi.

    In ogni caso, bene che il confronto sul tema vada avanti, magari senza scomodare l’ideologia.

    Sinistra Italiana di Verona

  2. Redazione2

    Redazione2

    16/10/2020 at 18:52

    Traguardi è per l’ambiente, ma sul serio.

    Parlare di ambiente fuori dall’ideologia si può e noi come Traguardi abbiamo intenzione, per questo, di metterlo a primo posto nella nostra agenda politica.
    Nell’articolo di risposta alla nostra opinione sul progetto di Ca’ del Bue, gli esponenti di Sinistra Italiana ci chiedono se stiamo dalla parte del riciclo o dell’incenerimento, accusandoci di difendere “gli inceneritori e la loro funzione entro il ciclo”, un’accusa sbagliata e fuorviante a cui però vogliamo rispondere da tecnici prima ancora che appartenenti ad un movimento civico.

    Il punto è che è questa stessa antitesi a non reggere alla prova dei fatti: contrapporre riciclo e incenerimento, come se fossero due orientamenti incompatibili, non è soltanto ideologicamente capzioso, ma anche tecnicamente impossibile.
    Andiamo con ordine.

    Il nostro articolo parla del progetto di Ca’ del Bue come impianto per la produzione di Biometano, e non di incenerimento. Crediamo che il progetto – che abbiamo analizzato attraverso i documenti disponibili – vada nella direzione giusta, e pertanto lo salutiamo con favore: da uno scarto si produce valore.

    Nel ciclo integrato dei rifiuti, infatti, si deve procedere, in linea con le direttive europee, alla riduzione, al riuso, al riciclo e infine, ma solo alla fine di questi processi, alla valorizzazione dello scarto, ove possibile.
    Gli amici di Sinistra Italiana converranno, non tanto con noi ma con i principi della fisica, che da qualsiasi processo, compresi i processi di riciclo, si produce scarto, sempre, inevitabilmente. Il processo della plastica riciclata genera scarto, il processo della carta riciclata genera scarto, per fare due semplici esempi. Ora, quando lo scarto non più “re-immettibile” nel ciclo, come lo gestiamo?
    A questa domanda bisogna rispondere con soluzioni, non solo a parole; viceversa, continueremo a mettere la testa sotto la sabbia. In questo senso abbiamo affermato che sugli impianti di trattamento non ha senso avere un atteggiamento ideologico.

    Nei processi di cambiamento si incontrano due principali oppositori; quelli che non ci credono, non sanno, non capiscono, ci guadagnano dallo status quo, e quelli per i quali non va mai bene niente, c’è sempre qualcosa di meglio di più “ecologico” da fare. Lo stesso che sembra portare gli amici di Sinistra Italiana a chiedere “da che parte stiamo”.

    Noi stiamo convintamente e pragmaticamente dalla parte dell’ambiente, dalla parte del cambiamento di paradigma dell’usa e getta.

    Infatti, la situazione veronese è distante anni luce dalla quella ideale: riduco il rifiuto dove posso, riuso il rifiuto, riciclo il rifiuto e solo lo scarto, ove possibile, viene valorizzato. Amministrazioni comunali “distratte” ci consegnano una realtà molto diversa, con percentuali imbarazzanti di raccolta differenziata, primo stadio di qualsiasi percorso virtuoso. Ma non è solo questo che misura lo stato di salute del ciclo integrato dei rifiuti e le sue ricadute sull’ambiente e sulla TARI. È la strategia complessiva che nella nostra città è totalmente assente. Serve, secondo noi, investire su tutti gli “anelli” della catena, inclusa la valorizzazione degli scarti, come nel caso del Biometano.

    Noi crediamo che le forze che si impegnano per un cambio di paradigma debbano da una parte esercitare una pressione all’amministrazione comunale per reclamare una strategia complessiva nella gestione dei rifiuti basata su minimizzazione, riuso, riciclo e valorizzazione dello scarto, e parallelamente sostenere gli investimenti che vanno in tal senso.

    Su questa base tutti dovremmo collaborare: occorre unire le forze che responsabilmente lavorano per una maggiore sostenibilità del nostro vivere insieme.

    Aperti ad un confronto per il bene di Verona e dell’ambiente.

    Movimento civico Traguardi

  3. Avatar

    Maurizio Danzi

    15/10/2020 at 23:15

    E’ il nuovo che avanza.

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