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Bambino abbandonato a Golosine, tante le richieste per l’adozione

L’Autorità giudiziaria deciderà fra l’affidamento ai Servizi sociali del Comune o l’adozione per il neonato che risulta in buone condizioni di salute.

I Servizi sociali del Comune sono pronti ad accogliere il bambino di quattro mesi abbandonato nelle notte fra mercoledì e giovedì alle Golosine e ora ricoverato all’ospedale di Borgo Trento per gli accertamenti. Mentre sono in corso le indagini da parte degli inquirenti per risalire all’identità del neonato e dei genitori, il Comune si è preparato per l’eventuale accoglienza del bimbo, giudicato in buone condizioni di salute, quando verrà dimesso dall’ospedale della Donna e del Bambino.

Sarà l’Autorità giudiziaria a decidere fra l’affidamento ai Servizi sociali del Comune o l’avvio del percorso di adozione. In caso di affido il Comune inserirà il neonato in una comunità di tipo familiare, dove vengono accolti bambini con meno di otto anni. 

Nei casi di grave difficoltà ed emergenza nella gestione di un minore le mamme possono rivolgersi ai servizi comunali con la garanzia del totale anonimato e il Comune prende in carico il bambino e provvede alla sua protezione, mentre in caso di temporanee criticità genitoriali esistono le possibilità di affido a tempo pieno temporaneo, di inserimento in una struttura mamma-bimbo gestita dal Comune e di assistenza e ascolto nei quattro Centri sul territorio da parte di operatori dedicati. 

Tra questi servizi: il percorso “Una famiglia per una famiglia” che prevede l’affiancamento di un nucleo familiare, i Consultori familiari del Comune e dell’ULSS 9, la continuità assistenziale ospedale-territorio e l’assistenza prevista negli obiettivi dei progetti OMS Baby Friendly Hospital e Baby Friendly Community.

Con il Comune collabora anche il Centro Diocesano Aiuto Vita, con attività a sostegno delle persone più fragili e bisognose, tra cui mamme che necessitano di alloggio o altre forme di aiuto. La legge prevede inoltre anche la possibilità del parto in anonimato per le donne che partoriscono in ospedale o in strutture adeguate ma non vogliono o non possono tenere il figlio. 

«Noi siamo pronti ad accogliere il piccolo qualora il Tribunale decida in tal senso –ha detto l’assessore ai Servizi sociali Daniela Maellare–. Il bimbo sarebbe affidato alle cure di una comunità di tipo familiare, una struttura gestita da noi e dedicata in modo specifico all’accoglienza di bambini piccoli. Questo episodio è abbastanza particolare perché non è frequente l’abbandono di un bimbo così grande – ha aggiunto Maellare –. E’ vero che il piccolo ha solo quattro mesi, ma in genere l’abbandono avviene nei primi giorni di vita per motivi diversi ma quasi sempre legati a situazioni di forte disagio della madre. Non spetta a noi giudicare, vogliamo solo aiutare.Sono già tantissime le richieste di veronesi disposti ad accogliere il piccolo».

Redazione2
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