Connect with us

Hi, what are you looking for?

Il Vangelo

«La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni»

Il banchetto è il simbolo della festa e della gioia. Dio desidera per noi una cosa soltanto: vuole che tutti siamo felici.

Dal Vangelo di Matteo

In quel tempo, Gesù riprese a parlare in parabole [ai capi dei sacerdoti e e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi radunarono quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui sena l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti». Matteo 22,1-14

È una parabola difficile da interpretare. Ci lascia perplessi e ci pone tante domande. Quanto è diverso questo Dio che si arrabbia perché uno non ha la veste della festa da quello del figliol prodigo, che quando torna non lo rimprovera e addirittura gli dona il vestito più bello. Come possiamo conciliare l’immagine di un Dio crudele che fa uccidere i servi infedeli e il Dio misericordioso che perdona e fa festa con chi riconosce di aver sbagliato?

Nella Bibbia, nel Vangelo non troviamo le rispostine ben confezionate da applicare alla nostra vita. Spesso troviamo molte contraddizioni e anche tra gli studiosi ci sono posizioni molto diverse. Gesù ci offre un esempio di vita, un messaggio, ci indica una strada da percorrere. Spetta a noi inventarla, interpretarla, tradurla per la nostra vita. È un compito difficile e delicato, ma straordinario perché ti rende protagonista del tuo vivere il vangelo.

Qual è il messaggio centrale di questo racconto? Gesù ci parla di un Dio che prepara un grande banchetto e invita tutti, cattivi e buoni, a partecipare. Il banchetto è il simbolo della festa e della gioia. Dio desidera per noi una cosa soltanto: vuole che tutti siamo felici. Gesù stesso si presenta come uno che sapeva “gustare” la vita. Era un “rabbi” che amava i banchetti. Se non lo invitavano si autoinvitava: “oggi vengo a mangiare a casa tua”.

Questo vuol dire che la proposta di Gesù non è soltanto impegno, dovere, sacrificio. Gesù vuole che anche noi impariamo a godere di tutte le cose belle che la vita ci offre. La parabola inoltre sottolinea un aspetto importante. Dio invita, ma chiede corresponsabilità. «Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari».

Dio non ci tratta come delle macchine o dei burattini da manovrare. Ci lascia liberi. La risposta è nostra. Siamo noi che possiamo dire si o no. Non è Dio che uccide. Sono io che mi perdo quando sbaglio strada. Non è Dio che punisce, ma siamo noi che, rifiutando il suo progetto, rischiamo di fallire, di autodistruggerci.

Ma qual è la condizione per accogliere l’invito di Dio alla festa? Bisogna indossare la veste nuziale. Che cosa vuol dire? Per il Vangelo l’abito non è il tuo vestito, ma il tuo cuore. L’abito è quello che tu sei concretamente. Tu non sei quello che dici a parole. Sei quello che fai.  Questo vuol dire che ognuno di noi è invitato a “rivestirsi di Cristo”, cioè rivestire la propria vita di gesti e di opere evangeliche concrete: di accoglienza, di rispetto, di condivisione, di servizio.

Non basta dirsi cristiani. Occorre esserlo.

Don Roberto Vinco
Domenica11 ottobre 2020 

Roberto Vinco
Written By

Don Roberto Vinco è parroco a San Nicolò all'Arena (Verona). roberto.vinco@tin.it

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement

Facebook

Altri articoli

Il Vangelo

Gesù non vuole darci una ricetta sulle tasse. E nemmeno vuole teorizzare la separazione tra Stato e Chiesa, tra religione e politica.

Il Vangelo

Quando l’obiettivo principale della vita è quello di “avere sempre di più”, incomincia a crescere la paura di perdere quello che si ha.

Il Vangelo

La fede non è un semplice sentimento interiore, ma è assumere uno stile di vita. Se dici di essere credente devi diventare credibile.

Il Vangelo

Per la nostra cultura la giustizia è dare a ciascuno il suo. Il Vangelo di Matteo ci spiega invece che la logica di Gesù...

Advertisement