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Il manifesto di Traguardi per Verona può funzionare, a patto che…

Per funzionare il progetto dovrà essere aperto ad apporti provenienti sia da altre forze politiche democratiche che da singoli cittadini.

A Verona il movimento Traguardi propone un Manifesto per la ripresa in vista delle amministrative 2022, già sottoscritto da molte personalità di rilievo nella società civile della nostra città.

Si tratta di un’iniziativa importante e utile, per molte ragioni. 1. è una proposta tempestiva, formulata quasi due anni prima della prossima scadenza elettorale. 2. la proposta non si basa su una mera candidatura a sindaco (non ancora individuata), ma su una serie di contenuti interessanti e in alcuni casi già abbastanza dettagliati. Occorrono certamente molti approfondimenti, ma la strada intrapresa è quella giusta. 3. si tratta di una proposta dichiaratamente aperta ad apporti provenienti anche da persone e gruppi esterni al Movimento politico che la ha formulata.

Perché la proposta abbia successo, occorre a mio avviso il verificarsi di due condizioni, che solo in parte dipendono dai promotori.

La prima condizione è che il cantiere che dovrà rendere più dettagliato il programma sappia coniugare moderazione politica e radicalità delle proposte amministrative. La moderazione politica – comunque doverosa in una città come Verona – è tanto più necessaria oggi: durante e dopo la pandemia, infatti, ogni progetto per la città deve tendere ad unire le persone, piuttosto che a dividerle dietro steccati ideologici.

La radicalità delle proposte amministrative è tuttavia indispensabile perché la moderazione non comporti immobilismo. Ad esempio, la mobilità cittadina va completamente ripensata, non soltanto adattata: Verona potrebbe così diventare una città non solo meno inquinata, ma anche appetibile per il turismo “ecologico” e ricco del Nord Europa, acquisendo così nuove opportunità anche economiche.

Occorre inoltre – e questa è la seconda condizione – che il progetto sia davvero aperto ad apporti esterni, provenienti tanto da altre forze politiche democratiche che da singoli cittadini indipendenti. Se infatti una candidata o un candidato democratico arriverà al ballottaggio, unendo moderazione politica a radicalità delle proposte amministrative per Verona, la città saprà accettare una proposta innovativa e competente, diversa perciò da quelle del presente e del passato.

Se invece, come nel 2017, prevarranno i veti reciproci, si andrà nuovamente a un ballottaggio fra due candidati di destra, che riproporranno inevitabilmente visioni e programmi superati e già rivelatisi inconcludenti per la città.

Luciano Butti

Luciano Butti
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Luciano si è sempre occupato, per lavoro, dei rapporti fra leggi, scienza e ambiente. Insegna diritto internazionale dell'ambiente all'Università di Padova. Recentemente, ha svolto un lungo periodo di ricerca presso l'Università di Cambridge, dove ha studiato i problemi che avremo nel disciplinare per legge le applicazioni dell'intelligenza artificiale (in particolare, le auto elettriche a guida autonoma). Ama la bicicletta, le attività all'aria aperta e la meditazione. luciano.butti1@gmail.com

1 Comment

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  1. Avatar

    Maurizio Danzi

    12/10/2020 at 14:15

    Il punto, come ho sottolineato in altra parte del giornale, è proprio questo: chi si confronterà con Traguardi? Chi sarà disposto a condividere politicamente questo programma e il successivo percorso? Nonostante Traguardi dall’alto della sua novità lo disconosca, di libri dei sogni la città è piena. Sarà interessante capire chi ci starà. Saremmo al ridicolo ma non escludo che tra un anno e mezzo la sfida sia fra i due noti candidati di destra. Secondo me un pò di umiltà tra i giovani protagonisti di questa civica avrebbe giovato. I ragazzi del muretto hanno già imperversato alle ultime regionali, con i risultati che tutti conosciamo.

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