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Palazzo dei Mutilati, Verona
Palazzo dei Mutilati, Verona

Cultura

Entriamo nel Palazzo dei Mutilati, rimasto com’era quasi un secolo fa

ASSOGUIDE – Nel 1933 la posa della prima pietra in marmo rosa per mano dei reduci di Sant’Ambrogio che la portarono in città su un carro.

Assoguide Verona il 17 e il 24 ottobre propone il tour Verona 900, con ingresso esclusivo al Palazzo dei Mutilati e alla Sala Futurista. Palazzo dei Mutilati si trova a  due passi da Piazza Bra, dietro al Teatro Filarmonico, stretto fra due supermercati e un’area di sosta piuttosto mal tenuta. Si tratta di un edificio dall’aspetto titanico, dichiaratamente monumentale, di cui quasi tutti i veronesi conoscono unicamente la scenografica facciata, ma che pochi hanno avuto il privilegio di poter visitare al suo interno. Il Palazzo dei Mutilati, o “Casa del Sacrificio”, è la sede dell’ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra), nata nel 1917 per la tutela dei rientranti dal fronte bisognosi di assistenza medica e pensionistica.

Il terreno, di proprietà comunale, era costituito dalla “bonifica” del vecchio Adigetto che scorreva da Castelvecchio, passando dietro via Roma, proseguendo dietro alle mura di via Pallone. La posa della prima pietra, in marmo rosa, avvenne nel maggio 1933 per mano degli stessi reduci di Sant’Ambrogio che la portarono in città su di un carro. La pietra è tuttora visibile, in un angolo della facciata, benché sciaguratamente nascosta da una colonnina del parchimetro AMT, segno di una certa miopia e mancanza di sensibilità verso un monumento e i significati che reca.

Palazzo dei Mutilati, Verona

Palazzo dei Mutilati, Verona

Al palazzo-monumento lavorarono l’architetto Francesco Banterle e il fratello scultore Ruperto, autore delle eroiche figure della facciata. Banterle a Verona aveva già lavorato, nel solco del liberty d’inizio secolo, alla palazzina delle officine Galtarossa sull’omonimo lungadige, all’edificio del dopolavoro ferroviario di via XX Settembre, e al Superpalazzo di via Mazzini; sarà anche autore della Casa Buoni Fanciulli di San Zeno in Monte, della tomba dello stesso Don Calabria, nonché della conosciutissima grande croce che svetta su quel versante della città.

Lo stile del Palazzo dei Mutilati si colloca invece nel contesto del modernismo, o “stile littorio“, più polticamente parlando, dove si esigeva evidentemente l’applicazione di uno stampo più marziale, nitido e razionale. Il regime fascista aveva dato un notevole impulso all’architettura commemorativa, avendo fondato buona parte della propria retorica sulla celebrazione delle memorie del grande conflitto (attenzione certamente ricambiata da molti membri delle associazioni combattentistiche di allora) e su una narrazione che individuava nel fascismo il completamento ideale dell’epopea risorgimentale e della Grande Guerra.

L’inaugurazione, avvenuta nel settembre del 1934, vide la partecipazione dell’onorevole Carlo Delcroix, che fu tra i fondatori dell’ANMIG: decorato della Grande Guerra e mutilato egli stesso, Delcroix fu tra le fila del governo fascista fino a che non si oppose palesemente all’alleanza con la Germania, tanto da essere arrestato nel 1943 e perseguitato durante l’occupazione nazista. Questo allontanamento dal regime non gli evitò, dopo la guerra, la requisizione delle protesi alle braccia, che vennero freddamente catalogate come “proventi del regime”.

Per noi, che visitiamo questo sito a quasi un secolo dalla sua erezione, ciò che più di tutto si impone alla nostra riflessione è che a ben vedere si tratta forse di un rarissimo caso di luogo pubblico che non abbia mai subito modifiche, ne’ nella propria funzione, ne’ nella distribuzione dei proprio spazi: gli interni, di grande pregio decorativo, gli uffici, gli archivi, i mobili in radica, non sono mai stati modificati dagli anni Trenta, tutto è assolutamente originale; la magnifica sala delle adunanze è tutt’ora utilizzata dagli associati dell’ANMIG per le riunioni sociali o per esposizioni.

L’ANMIG, che conta oggi in Italia circa 40mila soci tra mutilati, invalidi, vedove e orfani di guerra, per ovvi motivi generazionali ha deciso di costituire una Fondazione con il compito di tramandare alle giovani generazioni questa preziosa eredità ideale e storica.

La Verona novecentesca è un itinerario poco battuto, ma di grande impatto storico e suggestione decorativa: per approfondire questo percorso, di cui ovviamente il Palazzo dei Mutilati è una tappa fondamentale, seguite le visite organizzate dalle guide professioniste di Assoguide Verona.

Daniele Bressan

Per l’iscrizione al tour di Assoguide Verona visitate la pagina FaceBook dell’evento.

Redazione2
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