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Verona, Ca' del Bue

Opinioni

Come ricavare denaro da Ca’ del Bue con l’economia circolare

Agsm sta pensando di utilizzare l’impianto per essiccare l’umido, ma a guadagnarci saranno i privati che produrranno biogas, metano e compost.

Quanti soldi sono stati inutilmente spesi per l’impianto di Ca’ del Bue! Montagne di denari per la piattaforma di cemento, per gli inceneritori che al momento della consegna e della messa in opera non funzionavano, montagne per aggiustarli, visto che la ditta fornitrice li aveva consegnati non in grado di operare. Sono stati accesi per poche settimane e poi definitivamente spenti e inutilizzati per difficoltà a farli funzionare. Per fortuna, quindi, non sono andati a pieno regime, così si sono evitate emissioni micidiali di diossine, di inquinanti nel cielo e nei polmoni veronesi. Ormai gli inceneritori sono considerati una vecchia, superata, pericolosa e costosa tecnologia che, tra l’altro, mantiene in vita le discariche per portarvi le ceneri (un terzo di quanto bruciato, in cui si trovano parti tossico-nocive).
Uno sperpero di denaro che va avanti da oltre 30 anni e che si vuole ancora alimentare. 

Il governo riaccende Ca' del Bue

Ora l’Agsm con la ditta Urbaser, quella che aveva vinto il bando per realizzare un nuovo inceneritore, propone una variazione del progetto d’uso di Ca’ del Bue, ossia la realizzazione di un impianto per essiccare l’umido per ridurre i costi di smaltimento (meno peso, meno spese di conferimento e di trasporto). La cosa sembra buona se non si sapesse che il digestato (umido trattato) essiccato passa da 30.000 tonnellate/anno a 10.000 tonnellate/anno per poi essere conferito in impianti gestiti da privati. Il costo annuo viene quantificato in 900.000 euro. C’è da chiedersi per quale motivo non si completa l’intero ciclo a Cà del Bue per produrre direttamente compost di qualità.

ca' del bue 2016

La vera soluzione è quella di creare una piattaforma ecologica ambientale, inserendo impianti di riciclo, e chiudendo il ciclo di rifiuti in coerenza con gli obiettivi di economia circolare. La nostra proposta è dunque quella di differenziare e selezionare, per poi riciclare, tutti i rifiuti solidi urbani e di avviare il trattamento completo dell’umido in totale sicurezza (e si può) per ottenere biogas, metano e compost di qualità da vendere come fertilizzante e in parte come ammendante per la copertura di discariche esaurite. L’organico, umido o essiccato, non va conferito, con spese, a privati i quali poi se lo lavorano e vendono!

C’è da chiedersi perché con la variante proposta (ossia essiccare l’umido) si vogliono favorire i privati del settore con i soldi pubblici anziché completare totalmente il ciclo e far “guadagnare” l’azienda pubblica con benefici nella bolletta dei rifiuti che può essere ridotta?

Ca' del bue

Vanno dunque inseriti impianti di riciclo per il residuo secco e completata la linea del trattamento dell’organico con macchinari in grado di produrre compost di qualità. Non serve l’impianto proposto con l’ultima variazione presentata alla Regione che l’ha approvata con la solita superficialità.

È ora di finirla di spendere soldi solo per favorire altri! È ora che si perseguano esclusivamente gli interessi dei cittadini e delle cittadine!

Marco De Pasquale, Michela Faccioli
Sinistra Italiana – Verona

Redazione2
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