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Alessio Boni
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Cultura

Alessio Boni in Arena con il gioco drammatico della seduzione

Trame ed intrighi, eros e thanatos ruotano attorno alle diverse forme di atto seduttivo e al suo immenso potere, con esiti anche fatali.

Accoglienza calorosa per Alessio Boni all’Arena di Verona per il Festival della Bellezza 2020 con il monologo teatrale Il gioco drammatico della seduzione: una sequenza di letture espressive di brani tratti da diverse opere letterarie e teatrali, in parte già interpretate dall’attore nel corso della sua carriera, le cui trame ed intrighi ruotano attorno alle diverse forme di atto seduttivo e al suo immenso potere.

Lo spettacolo inizia con la lettura della seconda metà del Canto V dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri: passaggio chiave della prima cantica del poema, dedicata agli eterni e sventurati amanti Paolo e Francesca, uccisi dal marito di lei per aver commesso adulterio; in sottofondo, un’aria dalla Traviata di Giuseppe Verdi, in cui la protagonista Violetta, donna di mondo, si concede il lusso d’innamorarsi e infine muore di tisi. Da entrambe le storie sembra scaturire una lapidaria sentenza: la possibilità di abbandonarsi ad un certo tipo di attrazione non può che portare ad una punizione mortale. Per questo, spiega Boni,  la seduzione viene definita come gioco “drammatico”.

Eros e thanatos, amore e morte, la “pulsione di vita” e la “pulsione di morte” secondo Sigmund Freud, appaiono come direttrici fondamentali del fenomeno in questione. È il caso di Anna Karenina di Tolstoj, che alla fine del celebre romanzo del 1877 si suicida lanciandosi sotto un treno, dopo la degenerazione in caos e gelosia della sua passione amorosa. Boni da vita al capitolo terzo del libro, nel quale l’autore descrive con straordinaria acribia la dinamica di seduzione tra la protagonista e l’ufficiale Vronsky, suo prossimo amante, durante il loro primo incontro: «i due sembrano due magneti che si attraggono, due note che si rincorrono sullo stesso spartito» spiega Boni. L’attrazione che aleggia tra loro è una forza che converge al centro, mai solo da una parte e mai solo dall’altra. La prospettiva dalla quale assistiamo a tutta la scena è quella di Kitty, fanciulla di alto borgo anche lei innamorata di Vronsky, che muore di dolore nel rendersi conto dell’interesse reciproco che nasce tra il suo amato e Anna.

L’attore cita un’altra coppia di amanti tormentati, Katherine e Heathcliff – da lui interpretato nel 2004 – del romanzo Cime Tempestose (1846) di Emily Brontë, che solo nell’al di là riusciranno a reincontrarsi e a rivivere in pace il loro amore. Ancora una volta Eros e Thanatos.

Al termine di ogni lettura gli applausi alimentano l’energia e la concitazione di Boni durante la performance, che più volte si ferma a bere più per agitazione – ammette – che per affatticamento: «stare qui dentro da una scarica di adrenalina che non avete idea» ammette.

La seduzione può avvenire anche senza scopo: letteratura, teatro e cinema pullulano di libertini, femme fatal, dongiovanni sempre pronti a mietere vittime per noia, per divertimento, per competizione. Come il visconte di Valmont e della marchesa de Merteuil, protagonisti del romanzo epistolare Le relazioni pericolose di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos (1782), di cui Boni interpreta la lettera 23: Valmont racconta alla Merteuil il suo corteggiamento della bella e religiosissima Madame de Tourvel, che dovrà riuscire a conquistare proprio per scommessa con la marchesa, la quale ha promesso di concedersi a lui nel caso in cui il visconte ne esca vincitore. Un intento sordido che anche stavolta finirà in tragedia: entrambi i personaggi sono destinati a perire in solitudine e sofferenza.

Festival della Bellezza 2020

Festival della Bellezza 2020

Il monologo prosegue con le letture del racconto dedicato a Narciso da Le metamorfosi di Ovidio e del primo atto del Riccardo III di William Shakespeare. Nella scena terza, il sovrano protagonista, uomo deforme, crudele e senza scrupoli, utilizza la seduzione come strumento di ricerca nella conferma di se stesso, come arma per ottenere potere, devastazione e morte: con somma maestria riesce ad entrare nelle grazie di Lady Anna Neville, dopo averle ucciso sia il marito che il padre.

È poi la volta di Ulisse, ancora una volta citato per la sua caratteristica sete di conoscenza: proprio questa lo porta ad escogitare un famoso stratagemma per lasciarsi sedurre dal magico e mitico canto delle sirene senza pericolo di perire, chiedendo ai compagni di viaggio di legarlo all’albero maestro della nave su cui viaggiano.

L’attore conclude con un dialogo tratto dallo spettacolo Il visitatore di Éric-Emmanuel Schmitt del 1993, la cui rappresentazione del 2015 per la regia di Valerio Binasco vedeva nei panni dei due personaggi principali Alessandro Haber, nel ruolo di Sigmund Freud, e lo stesso Boni, nei panni del misterioso visitatore. Sullo sfondo dell’epoca nazista, nella scena della commedia scelta come lettura conclusiva dell’evento Freud mette in dubbio l’esistenza di Dio che, secondo la sua opinione, se esistesse davvero mai avrebbe permesso tragedie tanto orripilanti come l’Olocausto nel mondo: sarà proprio Dio a rispondergli, attraverso l’insinuazione del dubbio e la sua riabilitazione a fonte di saggezza, e non di insicurezza. Il personaggio Dio risponde a Freud con un’arringa degna di Demostene e Cicerone, una vera e propria “seduzione della tesi” dell’autore volta non ad uccidere la persona fisica ma la sua opinione ed il suo pregiudizio.

Come i grandi oratori, Boni attrae e incanta l’uditorio presente, mutandone le idee, portandolo dalla sua parte e sornione pare rendersi conto che l’allusione a se stesso sul palco dell’Arena di Verona è lampante, quando a salutarlo al termine della lettura è uno scrosciare incessante di applausi.

Serena Ferraro



Serena Ferraro
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Serena Ferraro, veronese, studentessa di Lettere presso l'Università degli Studi di Verona. Ho sempre amato scrivere, viaggiare, studiare e approfondire. Ogni aspetto della nostra società mi incuriosisce e mi appassiona: conoscerla nella complessità dei suoi elementi significa potersi muovere con consapevolezza e maturità nel mondo che ci circonda. Per questo ritengo che il buon giornalista abbia come primo diritto e dovere quello di fornire un'informazione completa, precisa e trasparente. ferraro.serena99@gmail.com

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