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Cultura

Cibo, arte e cultura, sulle tracce della nostra identità gastronomica

ASSOGUIDE – Un tour per raccontare l’origine dei piatti veronesi, conditi con affreschi e antiche iscrizioni

Alboino e Rosmunda
Alboino e Rosmunda

E se la pearà delle origini non fosse la pearà che accompagna il lesso domenicale dei veronesi? Se scoprissimo l’esistenza di una varietà di mela che era già conosciuta al tempo di Mantegna? E ancora, se il salame di Verona non fosse affatto quello che siamo abituati a mangiare?

L’argomento è curioso. Sarà il tema del tour Magna Verona! Di arte e di cibo organizzato da Assoguide Verona per sabato 10 ottobre che si propone di raccontare la storia dei prodotti e l’origine dei piatti veronesi, guardando agli affreschi e alle antiche iscrizioni della città, come ad una sorta di grande libro della cucina tradizionale. Un manuale fatto di immagini che, come scrisse Philippe Daverio in riferimento ad una mostra d’arte e cibo, “è da mangiare con gli occhi. Fatelo –  aggiunge Daverio – con spirito allegro e divertito, ed esagerate pure perché il cibo visto può esaltare ma non ha mai fatto male a nessuno, ed è certo che non fa ingrassare”.

La “lettura” guidata di questo nostro libro itinerante farà conoscere i sapori e i saperi della Verona di un tempo, i gusti e le abitudini a tavola di nobili e contadini.

La visita inizierà dalla basilica di San Zeno. La chiesa è ricca di immagini dal forte valore simbolico che furono realizzate sotto il vigile controllo dei monaci benedettini, con l’intento di “sponsorizzare” la “bontà” della dottrina cattolica. Si tratta di figure e scene piuttosto semplici, didascaliche, quasi fumettistiche nella loro necessità di comunicare, con efficacia, concetti complessi a spiriti semplici. Ed è in quelle immagini che si incontrano gli elementi di questa nostra storia culinaria che ha, nel pane, il suo protagonista assoluto.  Se infatti, per la Chiesa cattolica il pane era simbolo liturgico, per i contadini di allora, non poteva che essere la pagnotta di pane nero del loro pasto quotidiano.

Da San Zeno la visita continua, attraverso il centro storico, a caccia di segni. Lapidi, iscrizioni, bassorilievi. Dettagli apparentemente insignificanti che testimoniano, invece, la centralità che alcuni prodotti ebbero nell’economia cittadina e che fecero della tradizione culinaria contadina, la cosiddetta cucina del territorio, la nostra identità gastronomica di riferimento, quella per cui Verona è conosciuta al di fuori dei suoi confini.

La città, collocata in posizione strategica al centro di importanti traffici commerciali, dimostrò di essere attenta alla valorizzazione della produzione del suo territorio ma seppe essere, allo stesso tempo, aperta alle contaminazioni. Alcune arrivavano da oriente. Si trattava di prodotti di pregio, ammantati dal fascino esotico della loro provenienza lontana. Costosissimi. E fu così che le spezie si fecero spazio nella cucina locale per diventare status di Signori e nobiltà. Lo stesso accadde con altri ingredienti che arrivarono da occidente o dal mediterraneo.

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Fu proprio da questo incontro tra prodotti di origini diverse, che nacque la tradizione gastronomica veronese, figlia degli scambi commerciali e delle trasformazioni culinarie che ne sono scaturite.

La visita si concluderà nella primissima Veronetta dove, nascosti dentro ad opere d’arte troppo poco ammirate, si vedranno altre immagini che parlano di cucina e che rafforzano una certezza: l’appartenenza della nostra identità anche gastronomica ad una cultura che ha lasciato a Verona stupefacenti resti di architettura antica.

Francesca Capobianco
(Liberamente tratto dal libro La Verona illustrata a tavola di Andrea Brugnoli). 


Magna Verona! Di arte e di cibo

Organizzatore: Assoguide Verona
Data: 10 ottobre alle 15.30 con partenza da Piazza San Zeno
Costo: 10 euro a persona. Per i residenti fuori dal territorio veronese è previsto anche il costo del biglietto di ingresso per la Chiesa di San Zeno. Max. 2.50 a persona.
Prenotazione obbligatoria al numero 349.5300374

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