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Il Vangelo

«I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio»

La fede non è un semplice sentimento interiore, ma è assumere uno stile di vita. Se dici di essere credente devi diventare credibile.

Dal Vangelo di Matteo

In quel tempo, disse Gesù ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e gli disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, non vi siete nemmeno pentiti per credergli». Matteo 21,28-32.

Credo che la frase chiave che ci aiuta a capire il significato di questa parabola sia: “… i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio …”. È importante tener presente che Gesù si rivolge ai capi dei sacerdoti.

Analizzando l’insieme del vangelo di Matteo credo che possiamo dire che Gesù non vuole fare l’elogio della prostituzione, ma l’elogio di chi ha il coraggio di cambiare vita. Non fa l’elogio della prostituta Maddalena, ma l’elogio del suo coraggio di cambiar vita e di ri-diventare donna. Fa l’elogio del pubblicano Zaccheo che restituisce il quadruplo di quello che aveva rubato.

Gesù elogia chi ha il coraggio di passare da un “no” ad un “sì”. Gesù elogia chi, di fronte alle difficoltà o ad un problema, ha il coraggio di rimboccarsi le maniche e di fare qualcosa. “Avevo fame e mi avete dato da mangiare… (Mt. 25,35).

Oggi potremmo dire che quelle prostitute e quei pubblicani sono il simbolo di tutti coloro che pur non facendo parte di nessuna “chiesa” o di nessuna “religione”, cercano la realizzazione di una umanità più piena, si impegnano e lottano per una società più giusta.

Per Gesù “credere” vuol dire “vivere”. La fede non è un semplice sentimento interiore, ma è un assumere uno stile di vita. Se dici di essere credente devi diventare credibile. Devi dimostrarlo con i fatti non con le parole.

Quei due figli rappresentano ognuno di noi. Quante volte abbiamo detto subito: Sì, magari per far bella figura, ma poi non ci siamo mossi! E quante volte abbiamo detto subito: No, forse anche per contestare, ma poi invece ci siamo dati da fare!

Viviamo tutti, dentro di noi, delle forti contraddizioni. La nostra vita non sempre è lineare. Chi di noi non ha mai sbagliato?

Ricordo il titolo di un bel libro di Harold Kushner: Nessuno ci chiede di essere perfetti nemmeno Dio. Nessuno è perfetto. Abbiamo tutti dei limiti. Dobbiamo soltanto imparare ad avere il coraggio di dire: «Ho sbagliato». Di riconoscere i propri limiti.

Il Dio del Vangelo non giudica e non condanna chi sbaglia. Capisce e comprende le paure e le fatiche di dire subito “sì”. Lascia sempre la porta aperta. Ti aiuta sempre a ri-partire, a ri-cominciare.

Don Roberto Vinco
Domenica 27 settembre

Roberto Vinco
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Don Roberto Vinco è parroco a San Nicolò all'Arena (Verona). roberto.vinco@tin.it

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