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Stadio Bentegodi (Verona)

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Il nuovo stadio? Per le opposizioni non è prioritario e non coinvolge la città

Dopo l’incontro dell’ambasciatore messicano Carlos Garcia de Alba con il sindaco Sboarina, i commenti sul progetto.

Giovedì 24 settembre. «Con la capienza degli stadi limitata a mille posti, una situazione sanitaria ancora grave e incerta, attività commerciali costrette a vivere alla giornata e una occupazione sostenuta soltanto dalla volontà del governo di tenere bloccati i licenziamenti, Il sindaco Sboarina ha il coraggio di insistere ancora con la propaganda sul nuovo stadio. Il rischio è che il quartiere dello Stadio venga sacrificato ad un cantiere infinito, esattamente come oggi sta accadendo per i cantieri del filobus».

Così hanno commentato Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani, del gruppo consiliare comunale Pd, la visita a Verona dell’ambasciatore messicano Carlos Garcia De Alba, tenutasi ieri, 23 settembre, a Palazzo Barbieri.

Quella di ieri è stata la prima visita ufficiale dell’ambasciatore dopo la sua assegnazione a Roma, e per l’occasione è stato accompagnato da Miguel Aguilar, l’amministratore delegato della società messicana Nuova Arena di Verona, che deve realizzare il progetto per il nuovo stadio.

«Nonostante le problematiche nazionali ed internazionali attraversate a causa dell’emergenza Covid-19, l’iter per la stesura del progetto del nuovo stadio di Verona sta andando avanti. Ci sono dei passaggi che dovevano essere fatti in presenza, ma la pandemia è stato un ostacolo difficile da superare per tutti. Nei prossimi mesi avremo sicuramente modo di valutare una prima stesura del progetto definitivo» ha detto il sindaco Federico Sboarina.

«Il Messico – ha precisato l’ambasciatore – è un grande investitore estero, che ha portato molti dei suoi interessi economici sul territorio italiano. Mi sono occupato personalmente di verificare la serietà dell’impresa messicana coinvolta. Mi auguro che questo primo incontro possa essere l’inizio di un importante avvicinamento tra la città di Verona e il Messico, non solo per la realizzazione di quest’opera, ma, più in generale, per l’avvio di nuove reazioni economiche e culturali fra i nostri Paesi».

Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, ritiene il progetto del nuovo stadio “non reale” perché mancante di una proposta di sostenibilità economica e del promesso aumento di capitale della società proponente. Secondo il consigliere le emergenze da affrontare a Verona sono altre, dalla sistemazione delle fognature alla riorganizzazione della mobilità cittadina fino ai cantieri del filobus ancora aperti. «Il Sindaco dovrebbe parlare non con l’ambasciatore messicano ma con un gruppo di bravi urbanisti che suggeriscano interventi utili a rigenerare i quartieri che non vengono toccati da ormai 15 anni» commenta Bertucco.

A intervenire dopo la visita dell’ambasciatore anche Giacomo Cona, responsabile della Terza Circoscrizione per il movimento civico Traguardi: «Lo stadio non è solo un contenitore per tifosi, è un’enorme infrastruttura che condiziona in maniera radicale la vita che gli gira attorno, questo forse non è ben chiaro a Sboarina. Il progetto va abbandonato senza troppi giri di parole. Se lo stadio nuovo è necessario, che sia uno strumento pensato e progettato su misura dei residenti e per la valorizzazione di un’area piena di opportunità e potenzialità».

Secondo Cona il nuovo stadio dovrebbe essere pensato con un metodo diverso e la partecipazione attiva dei cittadini, «nulla di tutto questo viene fatto con il sedicente progetto della misteriosa cordata messicana. Un’opera pensata altrove, finanziata da privati con evidenti pretese di profitto economico, impostata su parametri che ben dimostrano la scarsa conoscenza del territori».

«Lo stadio, così come il “central park” all’ex scalo merci, è uno degli ultimi disperati tentativi dell’Amministrazione di lasciare qualcosa di fatto per la città al termine dei suoi cinque anni di mandato. Una mossa che mette in tutta evidenza, ancora una volta, la totale mancanza di visione e progettualità del sindaco e della Giunta, ma soprattutto la grande scollatura tra chi governa la città ed i veronesi che la vivono, con i loro bisogni e le loro speranze» ribadisce infine Tommaso Ferrari consigliere comunale di Traguardi.

Redazione2
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